sabato, 7 Dicembre, 2019

Uniamoci: un appello ai sindaci e amministratori socialisti

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Il nostro PSI è un partito atomizzato ma all’ultimo Congresso abbiamo salutato con buon auspicio per il the future of socialism la nomina del compagno Enzo Maraio a segretario del partito, una scelta generazionalmente giusta e consapevole per imboccare l’Autonomia e recuperare un proprio valore Identitario (Iorio). Ma non sembra, dopo il cambio di un Simbolo e una scelta elitaria di soccorrere Italia Viva (e perché no il PD), che l’opzione autonomista abbia avuto la meglio: stiamo alla frammentazione dell’atomo. I Sindaci Socialisti sono stati eletti perché hanno avuto il Coraggio di affrontare il Territorio e le sue Criticità, non hanno limitato il loro raggio d’azione all’interno dei Palazzi, stanno, come la tradizione ci insegna, impegnandosi a risolvere i problemi reali dei cittadini più deboli: salario minimo garante di dignità, lavoro, asilo nido e scuole fino all’Università gratuite per tutelare il Diritto allo Studio, trattamento economico dignitoso per gli educatori, assistenza sanitaria gratuita per i redditi in sofferenza (lavoratori e classe media), pretendere dal Parlamento una seria lotta all’evasione fiscale, la facilitazione di insediamento di Big Players con diritto di sfruttamento dei lavoratori italiani, frenare le privatizzazioni e le esternalizzazioni, valorizzazione economica dei migranti, non sgravi fiscali alle grandi imprese, riduzione delle spese militari, del costo della politica di Palazzo, riduzione della spesa carceraria e riforma non rimandabile della Giustizia ecc.

La nostra politica di socialisti può solo ripartire dal basso, dai nostri Cittadini, dai nostri Comuni, stremati dallo sfruttamento amministrativo-economico-fiscale delle sovrastrutture. Gli apparentamenti, le alleanze, le simbiosi ci danneggiano, perchè dobbiamo parlare di persona con la nostra gente, quella dei nostri Paesi: se siamo riusciti a farci eleggere quali socialisti, significa che siamo stati capaci di trasmettere un messaggio sociale. Dobbiamo svolgere il nostro Lavoro Politico all’interno del Centrosinistra, un alveo dominato per anni da una “vocazione maggioritaria”. Ebbene, ciò non funziona più, abbiamo di che farci ascoltare!

La mia elezione si è resa possibile, perché appoggiata dal Partito Democratico e da attori della società civile democratica, liberale, cattolica e socialista. L’obiettivo è arginare l’avanzata di una “ideologia” sovranista, antieuropeista, leaderista, razzista, secessionista, antimeridionalista, delle non competenze (uno vale uno), volatile, liquida. Non siamo politici generalisti: se il mio pensiero è quello di tutti i Sindaci Socialisti, abbiamo il dovere di conoscerci, di organizzarci, di unire i nostri Progetti e i nostri Paesi e condividere tutto ciò che appartiene al Bene Comune. Inoltre, abbiamo il dovere, in base alla nostra esperienza quotidiana, di educare gli altri, anche all’interno del nostro Partito per far capire che gli obiettivi e non i privilegi di un incarico politico di qualsiasi livello si raggiungono con i sacrifici, con il lavoro e la consapevolezza di stare a disposizione degli altri, di chi ha bisogno, di chi chiede un aiuto. Non possiamo non essere il Partito della Municipalità, della Solidarietà, dell’Accoglienza, della Giustizia Sociale, della Libertà!

Tramite la segreteria del partito chiedo un incontro di tutti gli Amministratori Socialisti per conoscerci, coordinare la nostra azione politica in modo da renderla più efficace. Il primo passo dovrà essere l’appoggio unanime al sindaco di Bari, Antonio De Caro, a presidente dell’ANCI.

Alessandro Cefaro
Sindaco di Genazzano (Roma)

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