mercoledì, 24 Aprile, 2019

Congresso Psi: uno sguardo al futuro

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Il congresso straordinario del Psi ha eletto per acclamazione, con una sola astensione, Enzo Maraio, segretario del partito. Maraio, quarantenne, è consigliere regionale della Campania. Il suo antagonista, il foggiano Luigi Iorio, ha optato per la soluzione unitaria perché “la cosa più importante è l’unità del partito in vista degli anni difficili che ci attendono”. Nel suo discorso di investitura, Maraio ha ottenuto dal congresso una delega per definire le alleanze per le prossime elezioni europee. “Il legame con il Pse – afferma Maraio – è la precondizione per le alleanze che stabiliremo nei prossimi giorni. Il congresso, che ha visto la presenza di Zingaretti e Della Vedova, dimostra che il Psi è centrale nel centrosinistra che andremo a costruire. Zingaretti è stato coraggioso nel dire che la stagione del Pd a vocazione maggioritaria è in soffitta. Ora ci attendiamo una coalizione plurale e rispettosa della cultura socialista. Voler rottamare la storia, come fece Renzi, è un errore. Il Pantheon socialista ha dato all’Italia diritti e conquiste civili. Noi rivendichiamo la continuità della nostra storia”.

Oggi, è il commento di Riccardo Nencini, “si apre un nuovo ciclo, sono orgoglioso di passare il testimone nel segno di una continuità di una storia che ha reso l’Italia più libera e più civile”. Enzo Maraio appena eletto segretario del Psi dal Congresso del Partito socialista italiano svolto a Roma il 29, 30 e 31 marzo, ha voluto ringraziare Luigi Iorio. “Abbiamo celebrato un bel congresso. Ringrazio Luigi Iorio e la sua mozione per il credito concesso. Ringrazio tutti delegati e le delegate”. “Essenziale il tema della della continuità: considero il nostro Partito un luogo ricco di peculiarità, un Pantheon della storia che ci rende orgogliosi. Se l’Italia è più moderna lo deve ai socialisti. Ha sbagliato Renzi nella sua rottamazione. Serve una unità reale, mi aspetto un senso di unità nel Partito. Soprattutto fuori. Ai compagni che che continuano a criminalizzare il partito dico semplicemente di tornare nel partito. Nella nuova fase del Partito bisognerà rafforzare il rapporto con i sindacati per mettere il lavoro al centro del nostro impegno. Noi dobbiamo essere gli interlocutori delle sinistra per rilanciare e per difendere il lavoro”.

“Il reddito di cittadinanza – ha detto ancora Maraio – è una sfida. Deve servire per riempire una fase di vuoto. Ma quello del governo è una farsa, sembra uno scambio clientelare. Ora bisogna prestare attenzione a cosa succederà sulle pensioni che sono oggi l’unico ammortizzatore sociale. Vigilare se dopo l’introduzione del reddito di cittadinanza le pensioni verranno tagliate. Lo vederemo”

“In questo congresso si è stabilita la centralità del Psi nel centrosinistra: non se ne può di un centrosinistra rappresentato solamente dal Pd. Serve un riconoscimento della logica di coalizione che deve essere plurale e rispettosa. Ma in questo senso il Pd mi è sembrato meno coraggioso. Vedi il simbolo che doveva essere partorito dopo questo Congresso”.

“Il rapporto con Della Vedova è molto più problematico per la sua collocazione in Europa. Vale un principio: la dignità del nostro partito non deve mai essere messa in svendita. La nostra comunità oggi esce più forte. Invito tutti a una sfida. Dove è possibile nei comuni ci presentiamo con il nostro simbolo. È una sfida di serietà che deve partire dai municipi. Il socialismo ha una storia. Ma se continuiamo a guardare indietro non saremo pronti a guardare alle sfide del domani”.

Luigi Iorio, subito dopo la proclamazione di Mario alla guida del Psi ha definito questa elezione come “un momento importante. Questo modo di confrontarci – ha spiegato – ci ha permesso di celebrare un Congresso trasparente. Siamo partiti da due posizione diverse. In questo Congresso abbiamo sentito varie posizioni. La cosa più importante è il rispetto e la nostra unità. Pensando sempre al nostro orgoglio di essere socialisti, non mi è piaciuta la proposta di + Europa e neanche le modalità di presentazione del simbolo da parte del Pd proprio nel giorno del nostro Congresso. A nome della mia mozione non posso non fare una apertura di credito a Enzo Maraio. Però nello stesso chiedo ad Enzo discontinuità rispetto il passato e gli chiedo di gestire il Partito in maniere collegiale. Abbiamo bisogno di unità e non possiamo pensare alle nostre lacerazioni interne ma al futuro. Giorno importante per rimettere insieme una comunità”.

Gian Franco Schietroma.
Care compagne, cari compagni,
sono trascorsi quasi sei mesi da quando decisi di rassegnare le dimissioni da
coordinatore della segreteria nazionale. Era il 4 ottobre 2018 e il mio intento era
quello, costruttivo, di dare una scossa positiva al nostro Partito.
Ebbene, è avvenuto ciò che speravo, perchè stiamo celebrando un Congresso
straordinario con la prospettiva certa di un rinnovamento. Infatti i due candidati alla
segreteria nazionale, Luigi Iorio ed Enzo Maraio, sono tra i migliori esponenti di una
nuova generazione. (Continua…)

Ugo Intini
Questa volta farò due discorsi. Uno per quanti hanno esperienza politica. Ed è il discorso per voi. Uno per gli analfabeti della politica. Perché decenni di diseducazione e di antipolitica ci costringono a fare i conti anche con questo. Cominciamo dal primo discorso. Ormai da anni diciamo, isolati, le stesse cose. Adesso le dicono molti altri. E citerò questi altri, perché quanto diciamo soltanto noi, fuori di qui, non viene creduto. Stiamo perdendo la democrazia e la libertà senza neppure reagire. Il grande vecchio della scienza giuridica italiana, Sabino Cassese, infatti scrive che il Parlamento in pratica non c’è più. Svuotato di potere e di dignità. Non c’è più neppure il Consiglio dei ministri (dura un’ora alla settimana). Decide tutto una ristretta oligarchia. L’unico scudo istituzionale è il presidente Mattarella, che se ne va tra due anni. (Continua...)

Marije Laffeber
In Europa aumentano i populismi così come i movimenti che non contribuiscono allo sviluppo del nostro modello di società. Il rafforzamento di questi movimenti non avviene solo in Italia ma anche in altri paesi come l’Ungheria per esempio. Due giorni fa ero ad Atene per una manifestazione in ricordo di una persona uccisa da un estremista di destra. In tantissimi paesi vediamo questo rafforzamento. In Francia ma anche nel mio paese i Paesi Bassi. Non stanno facendo bene ai propri paesi, non avanzano proposte di nessun tipo. Molti credono che la soluzione ai problemi siano i nazionalismi ma non è cosi, la soluzione sono la solidarietà il lavoro e il solidarismo.

Siamo in disaccordo con il Governo italiano. Il nazionalismo non è una soluzione. Il rafforzamento del populismo e dell’estrema destra sviluppa odio e razzismo. La soluzione è la solidarietà e la collaborazione tra i popoli. Laffeber auspica che “ci siano rappresentanti del Psi nel Parlamento europeo. Sarà fondamentale il dato dell’affluenza alle prossime elezioni. In Europa ci sono sempre più poveri e la crisi del 2008 è stata creata dalle banche che hanno anche chiesto i soldi delle nostre tasse ai governi”.

Sappiamo che ci sono tantissime sfide. L’aumento delle diseguaglianze è la prima. Sempre più persone in Europa vivono in condizioni di difficoltà. Importante elemento è creare una garanzia europea per i giovani per aiutarli nel mondo del lavoro. La soluzione non possono essere i nazionalismi. Serve una Europa più progressista. Il nostro partito deve essere presente con forza nel Parlamento europeo. Speriamo in una mobilitazione forte per queste elezioni. Ognuno di noi ne deve essere partecipe. Abbiamo adottato un Manifesto comune, un punto di partenza dirompente che ha messo insieme i punti presentati da tutti i partiti che fanno parte del Pse. Abbiamo un obiettivo comune e abbiamo iniziato una campagna comune per rendere l’Europa una comunità progressista. Le elezioni europee sono fondamentali non solo per l’Europa ma segneranno un momento importante anche per l’Italia. Il cambiamento è possibile solo se lavoreremo tutti insieme.

Nino Baseotto (Cgil)
Ci sono tre indizi: la manifestazione di Verona per le donne e i diritti civili. La manifestazione di Milano per le persone e la cittadinanza. La manifestazione unitaria di Roma di Cgil, Cisl e Uil sui diritti del lavoro e le politiche sociali. Questi tre indizi fanno una prova: esiste un’Italia viva che si oppone al vento di destra. L’inesistente invasione migratoria è la foglia di fico con cui il Governo copre i propri disastri. La propaganda prevale sulla realtà. Non dimentichiamo che la frattura tra la sinistra politica e il mondo del lavoro è la vera causa della batosta del 4 marzo.

 

Enrico Buemi
Mi ha fatto piacere sentire Zingaretti chiedersi il perché hanno vinto loro. Il che vuol dire che abbiamo perso noi. Abbiamo perso perché abbiamo contribuito a rompere i cardini del vecchio sistema. La Costituzione va salvaguardata. Qui si presente il problema dei problemi: la tenuta e la salvaguardia della Costituzione e della democrazia. Non abbiamo sostenuto con forza l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. E ne paghiamo le conseguenze. Abbiamo consentito che si facessero modifiche che hanno diminuito e compresso la democrazia. Abbiamo consentito la abolizione delle Province. Abbiamo consentito l’abolizione del finanziamento pubblico pensando che la politica non avesse un costo. Attraverso l’art 49 passa la battaglia della democrazia. Dare vita per legge alla regolazione dei corpi intermedi è fondamentale. Non tutti quelli che gridano di più sono quelli che hanno più bisogno. C’è tanta povertà nascosta in questo paese. Dobbiamo cominciare da qui.

Enrico Maria Pedrelli
Ogni tanto sento questo coretto:  se tutti gli italiani fossero intelligenti e razionali, il Partito Socialista avrebbe il 100%.
Però è una cosa che dicono tutti! Oggi ho l’impressione che ogni partito è come se si proclamasse il partito “dei più intelligenti rispetto agli altri”. Dimenticando invece che un partito è tale perché sceglie e rappresenta una parte: invece oggi tutti si rivolgono al popolo indistintamente. È questo il Populismo compagni. Pensare che il popolo sia un soggetto politico a sé stante, e invece il popolo è formato da parti! Da qui i partiti.
Se si pensa che i mali dell’Italia derivino da cattivi governi ci si sbaglia di grosso. Questo senza nulla togliere al potere distruttivo dei governi passati e presenti, ma proprio noi che siamo socialisti questo errore non possiamo commetterlo. (Continua…)

 

Giovanna Miele
Care Compagni e cari compagni,
Gli avvenimenti che caratterizzano la fase in cui si colloca questo nostro Congresso Straordinario – in particolare quelle relative alla crisi globale di economia, ambiente , clima , finanza e sviluppo- hanno in gran parte sovvertito la scala di priorità degli argomenti da affrontare da parte dei Partiti e dei Governi in Italia, in Europa e nel Mondo. (Continua…)

Maria Rosaria Cuocolo
Care compagne e cari compagni, nel prendere atto dell’elevata partecipazione a questo nostro congresso, devo rilevare che, a differenza di quanto si è affermato in numerosi interventi che mi hanno preceduto, le posizioni espresse dai due candidati non sono equivalenti: se ci sono due mozioni, ci sarà pure una ragione, anche se marcare la differenza da se stessi è abbastanza peculiare, visto che tutte le scelte di linea politica sono state condivise in Segreteria!

Ma tant’è. Bene, e allora in cosa consiste la differenza? Nell’accezione praticata di riformismo e nella collocazione del Partito nel filone politico culturale europeo. Rispetto a quest’ultimo, andare con “Più Europa” vuol dire, molto semplicemente, confluire nel gruppo ALDE. Altre scelte di aggregazione significano rimanere nel PSE, di cui facciamo già parte come partito fondatore: credo proprio non si debba aggiungere altro.

Per quanto riguarda il riformismo, qualche considerazione in più va fatta. Una parola, il riformismo, appunto, che viene utilizzata, nel gergo politico italiano, senza una chiara e condivisa connotazione concettuale e spesso in modo ambiguo: è, sicuramente, la più inflazionata del dibattito politico culturale italiano. L’idea di riformismo, nel senso europeo del termine, si afferma quando diventa necessario distinguere, a sinistra, una prospettiva di mutamento politico e sociale chiaramente non rivoluzionaria in contrapposizione al rivoluzionarismo. (Continua…)

La registrazione integrale di Radio Radicale della giornata conclusiva del Congresso


Sono intervenuti: Enrico Buemi (già senatore, Partito Socialista Italiano), Rosaldo Vellizzi (delegato PSI della federazione di Cosenza), Tina Nuti (delegato PSI della federazione di Pistoia), Alessandro Cefaro (delegato PSI della federazione di Roma), Maria Rosaria Cuocolo (delegata PSI della federazione di Napoli), Michele Bertaggia (delegato PSI della federazione di Venezia), Marco Ritto (segretario del PSI per la Regione Campania), Gianfranco Schietroma (delegato PSI della federazione di Frosinone), Nino Oddo (segretario regionale della Sicilia per il PSI), Ugo Intini (giornalista, esponente storico del Partito Socialista Italiano), Maria Pisani (presidente del Forum Giovani del PSI), Andrea Silvestrini (membro della segreteria del PSI), Marije Laffeber (deputy Secretary General of the Party of European Social Democrats- PES), Nino Baseotto (membro segreteria nazionale, Confederazione Generale Italiana del Lavoro), Enrico Pedrelli (segretario nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti Italiani), Luigi Incarnato (segretario del PSI per la Regione Calabria), Alberto Tedesco (delegato PSI della Federazione di Bari), Claudio Mella (segretario della Federazione Giovani Socialisti per la Regione Friuli Venezia Giula), Simona Russo (segretaria della Federazione del PSI – Bruxelles), Carlo Vizzini (presidente del Consiglio Nazionale del Partito Socialista Italiano), Angelo Zubbani (già Sindaco di Carrara, segretario del PSI per la Regione Toscana), Luigi Iorio (candidato alla segreteria del Partito Socialista Italiano), Enzo Maraio (segretario del Partito Socialista Italiano), Lorenzo Cinquepalmi (segretario per la regione Lombardia del PSI), Oreste Pastorelli (già deputato, Partito Socialista Italiano).

La seconda giornata del Congresso
La prima giornata del Congresso

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