lunedì, 18 Novembre, 2019

Uno storico che non sa scusarsi, L’economia della paura, Una donna senza testa

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SFORBICIATE LIBRI – Mauro Canali è uno storico accademico, specializzato nella ricerca sugli anni del fascismo, ma talvolta si innamora dei falsi scoop, come è avvenuto con i suoi libri su Ignazio Silone. Lo scrittore abruzzese è stato accusato ingiustamente di essere una spia dell’Ovra e Canali non hai mai trovato il coraggio di chiedere scusa per gli errori commessi. Questo non lo dico solo io che, umilmente, mi ritengo un giornalista che ricerca solo la verità storica, ma molti altri storici (uno degli ultimi è stato Alberto Vacca,” Le false accuse contro Silone”, Guerini ) e giornalisti di lungo corso (come Montanelli e Mieli). Ma l’accademico Canali non solo non chiede mai scusa – come hanno fatto autorevoli storici, come Renzo De Felice in altre occasioni – ma continua imperterrito con le sue calunnie nei confronti di chi non si può difendere, perché non è più tra noi .E lo ha fatto di recente anche in tv, dove è collaboratore di Rai Storia. Ora, proprio con un suo amico di questo programma televisivo (Clemente Volpini), ha pubblicato un libro non originale, ma pur sempre di un certo interesse (“Mussolini e i ladri di regime”, Mondadori ). I due autori (il primo storico, come si è detto, l’altro documentarista tv) hanno ricostruito le “porcherie del regime fascista”, documentando cioè quanto i gerarchi hanno accumulato durante il ventennio, confermando quanto già noto da tempo (in tanti altri libri). In altre parole, la corruzione è sempre esistita in ogni regime: in quello totalitario e in quello liberale, sino ad oggi . Cambiano, ovviamente, gli uomini, le forme e le modalità, ma le storie criminose ,di tangenti e appalti truccati, si ripetono e coinvolgono anche persone considerate integerrime, di “grande onestà” e di “esempio per tutti”. Canali è tornato dunque a fare lo storico che fa emergere retroscena e misfatti. Ne prendiamo atto con piacere. Ma non lo assolviamo per gli errori del passato perché rimaniamo sempre in attesa delle sue scuse ( e di quelle di Biocca, un altro storico suo amico, con cui ha firmato dei libri) sul grande autore di “Fontamara”, lui sì, un grande esempio di moralità e di coerenza nella lotta per la libertà e la giustizia sociale.
Un libro sull’economia italiana ci ha fatto molto riflettere. E’ il saggio di Francesco Bonazzi (”Viva l’Italia”, Chiarelettere ). La domanda chiave è: è vero siamo in recessione, ma siamo conciati così male o gli allarmi che arrivano da più parti sono esagerati o strumentalizzati politicamente ? Il quadro che l’autore (un giornalista esperto di economia) ci presenta non è tranquillizzante, ma neppure apocalittico. La vera sfida, dice Bonazzi, è che abbiamo di fronte è quella di sconfiggere l’economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca. E poi: fermare la cinesizzazione del lavoro, imparando anche a progettare e operare come una potenza economica, che può decidere del proprio destino, migliorando le condizioni dei propri cittadini. Detto questo, che sembrano le parole generiche del premier Conte, dobbiamo anche impegnarci a fronteggiare, con argomenti seri, la demagogia e i velleitarismi . Come? Le idee ci sono (ed anche i programmi), ma la classe dirigente di governo è tutta da costruire.
Adesso, prendiamoci una pausa e occupiamoci, si fa per dire, di argomenti che sembrano meno seri, ma che poi si riveleranno serissimi. Ho ricevuto un libro, sottile-sottile. Mi sembrava una lettera e, invece, si è rivelato un volumetto di una collega, la giornalista Maria Grazia Di Mario, un tempo attiva redattrice dello storico “Radiocorriere” il settimanale della Rai, poi chiuso. Maria Grazia ha fatto in seguito altre esperienze professionali ed ora ha pubblicato “La donna senza testa” (l’Erudita editore) ,un libretto di meno di 40 pagine, da leggere in poco più di mezz’ora, senza mai staccare la testa dalle pagine. Così ho fatto io, rilassandomi… in bagno. Maria Grazia, forse senza saperlo, ha inaugurato un nuovo genere: il “libro telegramma, il “libro sintetico”, il “libro mail”, il “libro in diretta” e così via .I titoli possono essere moltissimi .Del resto, in passato ,qualche avventuroso editore aveva inventato libri da leggere sugli autobus ,sugli aerei, sui treni …ma non hanno mai avuto molta fortuna a causa degli sponsor poco generosi. Ora forse i tempi sono cambiati perchè si legge di meno, anzi quasi per niente, e i testi brevi potrebbero essere appetibili. Chissà. Il contenuto ? Se ve lo racconto e come se pubblicassi il libro . Si tratta comunque di un racconto fantastico, di una metafora su come si può sfruttare una donna, per il suo corpo e la sua bellezza. Ma, alla fine, c’è anche dell’altro, fuori metafora. Una cosa però è certa: Maria Grazia la testa ce l’ha.

Aldo Forbice

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