mercoledì, 12 Agosto, 2020

UOMINI SOLI

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“L’emergenza sanitaria è arrivata al secondo mese e il Parlamento somiglia sempre più a Re Travicello. In questo lasso di tempo il presidente Conte ha raggiunto le Camere una sola volta: il 25 marzo. Per il resto, un’esplosione di Dpcm, sui quali non si esercita nessuna forma di controllo, un decreto legge, il Cura Italia, sul quale il Senato non ha messo bocca perché il Governo si è opposto ad ogni modifica, poteri delegati per la fase 2 a un Comitato di personalità esterne diretto da Colao le cui funzioni nessuno conosce, una delicata trattativa in corso con gli organismi europei che i parlamentari leggono sulla stampa. Insomma, un governo da ‘pieni poteri’ pur non essendo stato dichiarato lo stato di guerra”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta Enzo Maraio e Riccardo Nencini, segretario e senatore del Psi, che aggiungono: “Meglio dei Dpcm sarebbero stati i decreti presidenziali, meglio un Parlamento che si esprime sull’uso del Mes di un Presidente del Consiglio che dice ‘no’ in conferenza stampa e ha pure la maggioranza spaccata. Come pensa ora di proseguire la trattativa? Meglio un Parlamento che discute e prepara la fase 2 con il coinvolgimento delle commissioni”.
“Con un previsto 9% in meno di Pil c’è bisogno di un racconto di verità e di responsabilità da rivolgere agli italiani. Dovere del Governo e del Presidente del Consiglio è dare rapidità alle decisioni, e ancora non ci siamo, far quadrare il bilancio per aumentare gli investimenti e accrescere le risorse disponibili per sostenere imprese e cittadini, avviare fin dal mese di Maggio riaperture delle imprese, con criterio, s’intende, per non sprofondare nel nulla e compromettere la ricostruzione. Di tutto abbiamo bisogno meno che di uomini soli al comando”.
E’ arrivato il momento di agire e non lasciare il Paese nello stallo. Dopo l’invito degli azzurri a rivalutare il Mes, anche il Pd sembra contrariato dall’atteggiamento del presidente del Consiglio. Tra quelli che si sono schierati contro il Ministro della Cultura, Franceschini. E anche se da Marcucci agli altri si cerca di rassicurare sulla lealtà al Governo, non poco ha irritato i dem anche sulle nomine della Commissione presieduta da Vittorio Colao. Il Partito democratico è riuscito a convincere il premier a procedere alla nomina del manager bresciano, ma la Commissione che avrebbe dovuto essere composta di sette, otto persone al massimo, si è fatta assai più affollata. “È stato Conte a metterci dentro tutte quelle persone per depotenziarla, perché teme che Colao gli faccia ombra”, è la spiegazione che viene data al Nazareno.
Dall’opposizione di destra invece si punta il dito contro Rocco Casalino. “Abbiamo chiesto l’audizione del portavoce del presidente del Consiglio Casalino perché è l’organo che ne gestisce la comunicazione, ritenendo che questa sia interferente con l’autonomia redazionale dei direttori di rete, quando piuttosto non avvengano disdicevoli episodi di autocondizionamento da parte dei direttori di alcuni Tg”. Così il commissario di Vigilanza Rai, deputato Fdi Federico Mollicone. “Come abbiamo detto più volte in aula, ormai la presidenza del Consiglio – con l’aggiunta della task force fake news – assume sempre più le sembianze del ministero della Verità e del Grande Fratello orwelliano, che Casalino spero conosca”, conclude.

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