domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Usa. È cambiato l’inquilino alla Casa Bianca

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E’ cambiato l’inquilino della Casa Bianca: esce Donald Trump ed entra Joe Biden. Donald Trump ha lasciato la Casa Bianca per l’ultima volta da presidente. E’ partito a bordo del Marine One diretto alla Joint Base Andrews da dove è decollato per la Florida.
Ha salutato i giornalisti, accompagnato dalla first lady Melania che indossava un tailleur nero con i capelli raccolti, la stessa pettinatura del giorno dell’inaugurazione quattro anni fa.
Tradizionalmente l’addio al numero 1600 di Pennsylvania Avenue avviene dopo il giuramento del successore con il passaggio delle consegne, ma Trump non ha partecipato alla cerimonia a Capitol Hill creando qualche problema procedurale. Non accadeva da 150 anni.
Donald Trump non ha detto addio alla presidenza, ma un arrivederci pronunciato sulla pista della base di Andrews dove è stato salutato dai colpi di cannone, picchetto militare e da un gruppo di fan che lo ha applaudito: “Ci vediamo presto, auguro alla nuova amministrazione fortuna e successo”.
E’ chiaro che il Tycon sta architettando una strategia per le presidenziali del 2024.

Nel suo messaggio di saluto, Trump ha detto: “Posso dirvi che il futuro di questo paese, non è mai stato migliore, auguro alla nuova amministrazione grande fortuna e grande successo. Penso che avranno un grande successo, hanno le basi per fare qualcosa di veramente spettacolare. Abbiamo messo il paese in una posizione come mai prima d’ora, nonostante la peggiore epidemia che abbia colpito il paese dal 1917”.
Trump ha ricordato i 75 milioni di voti, “record storico per un presidente”, la nomina di 300 giudici federali e tre giudici della Corte Suprema e “abbiamo fatto tanto”, rende omaggio alle vittime del coronavirus, evoca i rialzi record di Street, il taglio delle tasse, la creazione di Space Force. Infine una frecciata pungente: “Spero che non alzino le vostre tasse. Vedrete succedere cose incredibili e ricordatevi di noi quando succederanno”.
Trump è certo che l’economia americana andrà molto bene anche con l’amministrazione Biden: “Ho visto dei dati, l’economia decollerà a razzo”. Con Donald c’è Melania, fasciata di nero, fascinosi guanti lunghi sotto la manica a tre quarti, nella sua voce c’è un velo d’emozione: “E’ stato il mio più grande onore essere la vostra First Lady”.
Tra gli ultimi provvedimenti firmati prima di lasciare la Casa Bianca, Donald Trump, non finendo di stupire, ha concesso la grazia a Bannon ed ad un imprenditore italiano oltre a 143 atti di clemenza.
Nei titoli di coda dei giornali, l’addio di The Donald è un nuovo inizio per tutti: quello di Biden che comincia con la nota che il presidente uscente gli ha lasciato sulla scrivania dello Studio Ovale; quello di Trump, che deve dare forma a un movimento che già esiste in Florida.
Trump lascia la Casa Bianca e sui social arriva anche un commento sarcastico di Greta Thunberg, la giovane ambientalista svedese: “Sembra un vecchietto molto felice che guarda verso un futuro luminoso. Così bello da vedere”.
La decisione di Donald Trump di disertare la cerimonia di insediamento del suo successore, Joe Biden, comporta anche una variazione al consueto passaggio della valigetta nera (la cosiddetta ‘football’) che consente al presidente degli Stati Uniti di lanciare un attacco nucleare. Di norma la valigetta, che segue sempre il presidente portata da un addetto militare, viene consegnata a un altro addetto militare subito dopo il giuramento e affidata così al nuovo inquilino della Casa Bianca.
Stavolta la procedura è cambiata: la valigetta è rimasta con Trump seguendolo fino in Florida, dove l’ex presidente andrà a vivere. Alle 12 in punto di Washington, cioè all’inizio della presidenza Biden sancito dal giuramento, l’addetto militare è ripartito per Washington e Trump ha perso il potere di lanciare un attacco nucleare.
L’esperto Stephen Schwartz ha spiegato alla Cnn: “In realtà, comunque, non c’è una sola valigetta: sono almeno tre o quattro. Una segue il presidente, un’altra il vice presidente e un’altra è da parte per eventi particolari come appunto gli insediamenti o i discorsi sullo stato dell’Unione. Oggi le altre valigette (quelle, cioè, che non seguiranno Trump in Florida) sono rimaste nei pressi di Washington, portate sempre da addetti militari, e una di queste viene affidata a Biden a mezzogiorno in punto. Nello stesso momento, l’addetto militare che ha seguito Trump fino in Florida a bordo dell’Air Force One, tornerà a Washington con l’altra valigetta. A Biden verrà anche consegnato il cosiddetto ‘biscotto’, ovvero una tessera che il capo della Casa Bianca porta sempre con sé e che contiene i codici alfanumerici che vengono utilizzati per identificare il presidente, unica persona ad essere autorizzata a lanciare un attacco atomico”.
In una Washington blindata si è svolta la cerimonia di insediamento del 46esimo presidente della storia degli Stati Uniti, Joe Biden. Alla cerimonia c’erano gli ex presidenti: Obama, Clinton e Bush.

Alle ore 16,41, il vicepresidente Mike Pence è giunto sulla spianata del Campidoglio. Alla cerimonia di insediamento di Biden sono presenti anche Mitch McConnell, il leader dei repubblicani al Senato e la moglie, l’ex segretario ai trasporti, Elaine Chao e il senatore Ted Cruz, uno dei più forti oppositori alla vittoria di Biden.
Ovazione e applausi per Joe Biden e la first lady Jill quando sono usciti da Capitol Hill per raggiungere la piattaforma per la cerimonia di giuramento.
Nevicava a Washington Dc, ma quando Joe Biden ha giurato è uscito il sole. Qualcuno dice che è di buon auspicio. Le sfide sono di portata storica, come lo stesso Biden ha sottolineato: “La strada maestra è quella dell’unità. Dobbiamo affrontare questo momento come Stati Uniti d’America, dobbiamo porre fine a questa guerra incivile che vede i rossi contro i blu, i conservatori contro i liberal”. Il nuovo Capo degli Usa promette di essere il presidente di tutti, anche di quelli che non lo hanno votato.
Biden ha anche detto: “Per affrontare queste sfide, curare l’anima della nazione e assicurare il futuro dell’America non bastano le parole, occorre l’elemento più inafferrabile in una democrazia: l’unità”.
Biden, si è impegnato a rilanciare l’economia, contrastare il cambiamento climatico, assicurare giustizia sociale e sanare le divisioni. Nel suo intervento, durato una ventina di minuti, Biden ha esortato a voltare pagina, a smettere di urlare, ad abbassare la temperatura, dopo 4 anni di retorica divisiva. Biden, sottolineando come proprio il Campidoglio sia stato il teatro di violente proteste, ha detto: “Possiamo trattarci con dignità e rispetto. Questo è il giorno dell’America, è il giorno della democrazia. C’è molto da riparare. A partire dalle alleanze internazionali, con l’America che vuole tornare ad essere un partner affidabile per la pace e la sicurezza. L’America è stata messa alla prova, ma ne usciremo più forti. Ripareremo le nostre alleanze e torneremo a impegnarci con il mondo, guidando con l’esempio”.
Stigmatizzando il predecessore per aver istigato l’assalto al Congresso, Biden ha esortato: “Rigettare la cultura dei fatti manipolati o inventati. Gli ultimi avvenimenti sono stati dolorosi e ci hanno insegnato una dura verità: ci sono i fatti e ci sono le menzogne. Bugie dette per il potere e per il profitto. Tutti noi abbiamo responsabilità come cittadini. Gli americani, e soprattutto i leader, devono onorare la Costituzione e proteggere la nazione”.

Biden ha osservato un minuto di silenzio per rendere omaggio ai morti per il coronavirus. Poi il giuramento, nelle mani del giudice capo John Roberts. Ha usato la stessa Bibbia di famiglia utilizzata per il giuramento da vice presidente. Biden a 78 anni è il presidente più anziano ad entrare in carica, il primo del Delaware, il secondo cattolico dopo John Kennedy.
La vice presidente Kamala Harris, come prima donna, prima persona di colore e di origini indiane in questo ruolo, ha scelto di giurare nella mani di Sonia Sotomayor, prima giudice ispanica della Corte Suprema. Harris ha sfoggiato una mise viola, in omaggio anche a Shirley Chisholm, la prima donna di colore a correre per la presidenza degli Stati Uniti.
La cerimonia è stata aperta con l’inno nazionale cantato da Lady Gaga, vestita con una lunga e larga gonna rossa e una maglia nera con una enorme spilla a forma di colomba sulla giacca, in segno di pace. Alla fine c’è stata la benedizione del reverendo Silvester Beaman che ha riecheggiato le parole di Biden: “Diventeremo amici dei nostri nemici”.
Papa Francesco, nel messaggio inviato al nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, ha scritto: “Chiedo anche a Dio, fonte di ogni saggezza e verità, di guidare i vostri sforzi per favorire la comprensione, la riconciliazione e la pace negli Stati Uniti e tra le nazioni del mondo, al fine di promuovere il bene comune universale. In un momento in cui la grave crisi che deve affrontare la nostra famiglia umana chiede risposte lungimiranti e unite, prego che le sue decisioni siano guidate dalla preoccupazione per la costruzione di una società caratterizzata da autentica giustizia e libertà, insieme a immancabile rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona, specialmente i poveri, i vulnerabili e coloro che non hanno voce”.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è congratulata con il presidente americano, Joe Biden, e la sua vice, Kamala Harris: “Grazie per il discorso inaugurale stimolante e per l’offerta di collaborazione. L’Europa è pronta per un nuovo inizio”.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha scritto: “Auguri in questo giorno così significativo per il popolo americano! Siamo insieme. Saremo più forti per affrontare le sfide del nostro tempo. Più forti per costruire il nostro futuro. Più forti per proteggere il nostro pianeta. Bentornati all’accordo di Parigi!”.
Alle ore 20.08, a bordo dell’auto presidenziale con la targa ‘46’, il presidente Joe Biden e la first lady Jill hanno lasciato il Campidoglio diretti al cimitero di Arlington, per rendere omaggio al milite ignoto come da tradizione.
Con Joe Biden alla Casa Bianca, molte sono le aspettative di cambiamento nel proscenio della geopolitica per risolvere le tante problematiche esistenziali che affliggono l’umanità. Le premesse ci sarebbero.

 

Salvatore Rondello

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