mercoledì, 5 Agosto, 2020

Usa tra crisi economica e Covid, Trump pensa al rinvio elezioni

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Con la scusa del Covid-19, Trump ha avanzato l’idea di far slittare l’evento politico dell’anno: le elezioni presidenziali statunitensi, in programma a novembre. Una ipotesi sorprendente e senza precedenti lanciata dall’attuale presidente, Donald Trump, che per paura di brogli, ha affermato: “Con un voto postale universale, quella del 2020 sarà l’elezione più inesatta e fraudolenta nella storia. Sarebbe un grave imbarazzo per gli Usa. Rinviare l’Elezione finché le persone non potranno votare per bene, in sicurezza?”.
L’inquilino della Casa Bianca, da diverse settimane, ripete che il voto per corrispondenza , attualmente auspicato, mentre gli Usa continuano a lottare contro la pandemia di coronavirus, porterebbe a frodi, ad esempio, con l’intrusione di governi stranieri, che potrebbero contraffare milioni di voti.

Sulla questione è intervenuto l’ex presidente americano Barack Obama accusando  Donald Trump di attacchi alla democrazia. In un discorso, pronunciato alla cerimonia funebre di John Lewis, icona dei diritti civili, Obama ha citato le tensioni in corso negli Stati Uniti. Nel corso del suo discorso commemorativo, Obama ha detto: “Mentre siamo qui c’è ancora gente che lancia gas lacrimogeni contro i manifestanti e che fa di tutto per negare alle persone il loro diritto di voto. So che questa cerimonia è per celebrare la memoria di John Lewis e che alcuni potrebbero dire che non dovremmo soffermarci su certi aspetti, ma John ha speso la sua vita per combattere gli attacchi alla democrazia in America, proprio come quelli che vediamo circolare in questo periodo”.
Immediata è stata la replica dell’attuale inquilino della Casa Bianca che ha precisato: “Non voglio un ritardo delle elezioni presidenziali, voglio che ci siano le elezioni, ma al tempo stesso non voglio dover aspettare per tre mesi e poi scoprire che mancano le schede e che le elezioni non significano nulla”.
In realtà, l’ipotesi di un rinvio delle elezioni del 3 novembre, è stata respinta tanto dai democratici quanto dai repubblicani. Questo spiega la parziale marcia indietro di Trump che cerca di restare in piedi.

Trump è attualmente sfavorito nei sondaggi con il democratico Joe Biden, ex vice di Barack Obama, che si trova avanti di 10-15 punti. I malpensanti vedranno quindi questa proposta come una scusa per ritardare il voto e riguadagnare un pò della popolarità già persa ancor prima della pandemia.
Infatti secondo un sondaggio della Cnn di circa un anno fa, più della metà degli americani bocciava Donald Trump alle nuove elezioni presidenziali. Secondo quel sondaggio solo il 39% degli americani si manifestava favorevole alla rielezione del tycoon contro il 61% di contrari. Nel 2011 Barack Obama aveva invece il 50% dei consensi. Intanto il tycoon ha annunciato di aver dato il benservito al suo consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton a seguito di forti disaccordi su Iran, Afghanistan e Corea del Nord. Boltonha dichiarato: “Sono stato io a dimettermi”.

Oggi, per effetto del Covid-19, la politica Usa First di Donald Trump, ha accusato un altro duro colpo. L’economia Usa si è contratta del 32,9% (dato congiunturale annualizzato) nel secondo trimestre, contro un atteso -34,7% e dopo il -5% dei primi tre mesi.
Avendo registrato due trimestri consecutivi col segno meno, gli Stati Uniti sono entrati in recessione dal momento in cui sono stati imposti i lockdown in tutto il Paese per rallentare la diffusione del coronavirus.
Si prevede una ripresa economica nel terzo trimestre, anche se la nuova ondata di coronavirus rischia di rallentare parecchio il ritmo della crescita, soprattutto nel confronto annuale.

Negli Stati Uniti la situazione rimane tesa. C’è il rischio di un nuovo lockdown, mentre le proteste in tutto il paese e la guerra fredda con la Cina complicano ulteriormente il quadro.
Secondo Andrew Spannaus, giornalista e analista americano attivo in Italia che ha previsto la vittoria di Trump nel 2016, ha detto: “Il mio paese ha già votato durante guerre ed epidemie. O Trump recupera i voti degli over 65 persi con la pandemia, o non sarà rieletto”.
Per Spannaus: “Il tweet di Trump è una sparata, ma Trump non vuole solo agitare le acque, quello che dice lo pensa davvero. Solo che il presidente non può rimandare il voto. Abbiamo votato durante più guerre e altre epidemie, sarebbe senza precedenti e lo giudico improbabile. Ma il voto di novembre presenta molte incognite, tra cui la più grande resta il metodo di voto. Se i contagi restano alti le persone non voteranno o lo faranno per posta. Alcuni Stati sono ben attrezzati per questa evenienza, altri non lo sono per niente e stanno rimediando adesso, col rischio che i loro errori portino a future battaglie legali”.
La gestione della pandemia da parte di Trump, col rifiuto di attuare un lockdown totale come quello avvenuto in Italia, non è stata apprezzata dall’America più libertaria, mentre una minoranza degli americani continua ad apprezzare l’intolleranza di Trump verso le misure restrittive. Ma la maggioranza giudica male la sua gestione del virus dove ha fallito, e non lo salverà aver agito nel rispetto delle libertà fondamentali. La gestione della pandemia avrebbe creato il problema maggiore per Trump. Sarebbe la causa per la perdita del consenso degli over 65. Perdere molti voti in quella fascia non sarebbe un semplice segnale di allarme: farebbe franare ogni sua possibilità di rielezione.
Poi c’è il problema delle proteste. Secondo il giornalista americano: “Un incidente grave, magari firmato da un gruppo anarchico come quelli che operano a Portland, polarizzerebbe l’elettorato e avvantaggerebbe Trump. Ma le proteste non sembrano andare in quella direzione. E poi, anche sulle proteste, Trump ha sbagliato. Ha acuito lo scontro, mandando contro i manifestanti agenti federali di frontiera poco preparati a quella situazione. E adesso c’è un accordo per mandare via i federali da Portland. La popolazione è molto sospettosa verso le modalità di Trump, come si vede da proteste come quella delle ‘mamme di Portland’ in difesa dei manifestanti”.
Sembrerebbe che Trump voglia associare Biden alle frange più estremiste del movimento Black lives matter, per spaventare l’elettore comune, anche nero.
Il giornalista Spannaus ha spiegato: “Va detto innanzitutto che gli estremisti non sono manifestanti Black lives matter ma black bloc e anarchici. I problemi maggiori li creano questi ultimi, anche se Trump cerca di associarli ai primi. Ma per ora la libertà di protestare prevale sulla sua retorica law and order, e solo un improbabile incidente grave potrebbe ribaltare la situazione”.

Intanto Trump si è scagliato contro la governatrice dell’Oregon, Kate Brown, rea di avere la mano morbida con i manifestanti.
Anche in questo caso, il giornalista americano, intervistato da un’agenzia di stampa italiana, ha spiegato: “Gli serve solo a ricompattare la sua base. Sia in Oregon, sia in Michigan, dove si scontrò con la governatrice Gretchen Whitmer, Trump non può vincere: sono e restano Stati democratici. Il presidente punta a rassicurare la classe media, ma non sta funzionando. E queste polemiche sono poca cosa rispetto alla gestione della pandemia”.
Trump, non perde occasione anche con la diminuzione del prezzo dei farmaci per recuperare popolarità.
Ancora una volta il giornalista americano ha spiegato: “È una misura che può avere un impatto positivo, come sarebbe se Trump riuscisse ad aumentare la produzione di farmaci e dispositivi medici negli Usa. Ma, di nuovo, è poco di fronte a 150mila morti”.

Tuttavia, per Trump potrebbe esserci un’ultima chance che Spannaus avrebbe così individuato: “È possibile. Di sicuro Trump spera in una débâcle di Biden quando se lo troverà davanti nel loro primo faccia a faccia televisivo, il 29 settembre. Infatti, secondo molti americani, e lo dicono i sondaggi, Biden è affetto da demenza senile: se durante il confronto con Trump va in confusione o peggio, le cose per lui si mettono davvero male”.
Ci sarà dunque una ‘cartina tornasole’ sullo stato di salute di Biden, ma anche sull’esito delle elezioni presidenziali.
Se questa ipotesi fosse vera, in ultima analisi, spiegherebbe la mossa disperata di Trump per il rinvio del voto. Ma non è una decisione che potrà prendere da solo. C’è sufficiente tempo per discutere sulle modalità di voto in sicurezza per il 3 novembre. Anche in questo caso il rinvio del voto potrebbe trasformarsi in un boomerang per il Tycoon.

Di certo, la situazione elettorale di Trump è talmente compromessa che sta tentando tutti i colpi di coda possibili per ribaltare la situazione.

S. R.

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