sabato, 5 Dicembre, 2020

Ustica, trentatre anni trascorsi inutilmente

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Ustica-missileA trentatre anni di distanza, con una nuova sentenza della Terza sezione civile depositata oggi su ricorso di Luisa Davanzali, erede di Aldo, patron della compagnia aerea Itavia fallita sei mesi dopo il disastro, la Cassazione ha certificato che il DC9 caduto al largo di Ustica, venne abbattuto da un missile e che ci fu un depistaggio per impedire o rallentare l’accertamento della verità. Si sapeva, ma la sentenza della Cassazione fa un certo effetto. “Mette un punto fermo”, “è una buona notizia” ha detto il sindaco di Bologna Virginio Merola, da dove il 27 giugno 1980 si alzò per l’ultimo volo l’aereo di linea dell’Itavia, ma adesso “devono essere scoperti i colpevoli di quella strage”. E già, chi sono i colpevoli?

Certamente il fatto che il depistaggio sia stato opera di ufficiali dell’Aeronautica, costituisce una traccia importante e rafforza la tesi di un duello aereo nei cieli del Tirreno, forse sulla scia di un volo segreto con un illustre passeggero, il Colonnello Gheddafi. Torneranno sotto processo adesso anche i due ministeri, Difesa e Trasporti, per valutarne la responsabilità in sede civile per il fallimento della società aerea Itavia. La tesi del depistaggio, quella del cedimento strutturale – e successivamente dell’ordigno esplosivo a bordo del DC9 – compromise difatti forse irrimediabilmente la solidità della società che dopo pochi messi portò i libri in tribunale chiudendo i battenti.

La Cassazione modifica dunque anche gli effetti della sentenza della Corte d’Appello che aveva negato agli eredi Davanzali il diritto di chiedere un risarcimento danni allo Stato. Ma questo riguarda solo la questione civile mentre resta ancora da scoprire chi materialmente fece partire il missile che colpì il DC9. E se si trattò di un incidente – la tesi di un aereo che viaggiava nel cono d’ombra dei radar sotto il DC9 – oppure, assai peggio, se ci fu premeditazione.

“È ora di sapere chi del nostro Paese sia responsabile del depistaggio. Da oggi risulta ancora più evidente che vi siano state delle responsabilità anche del nostro Paese, in particolare di coloro, del ministero dei Trasporti e della Difesa,che avrebbero dovuto quella sera del 27 giugno del 1980 garantire la sicurezza dei cieli italiani, oltre ad aiutare e non depistare chi in quegli anni ha cercato la verità”. Lo ha detto l’ex direttore dell’Avanti! Giampiero Marrazzo, autore insieme al collega Gianluca Cerasola del film inchiesta “Sopra e sotto il tavolo” sulla strage di Ustica. “È la seconda volta che la Cassazione, in due procedimenti diversi, accerta che vi siano state responsabilità ben diverse nella strage di Ustica rispetto a quelle che, fino a pochi anni fa, venivano date per assodate da chi non voleva far sapere cosa realmente fosse accaduto”.

Armando Marchio

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