domenica, 7 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

V Plenum del CC. La Cina sarà guidata a vita da XI Jinping

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Che i risultati del V Plenum del Partito comunista cinese, diffusi in una conferenza stampa, alla fine della settimana scorsa, fossero la fotografia esaltante del Paese nessuno aveva dubbi. Anche per le scontate approvazioni dei documenti presentati con le classiche votazioni all’unanimità. Economia in espansione nonostante il coronavirus, riduzione della disoccupazione, autosufficienza tecnologica sono stati i cavalli di battaglia della riunione dell’organizzazione politica più potente al mondo. Il quadro presentato da Xi Jimping e dai suoi collaboratori raffigura una Cina che sta assicurando ai suoi abitanti quella modesta prosperità promessa dal suo Presidente per la quale si dovranno intensificare gli sforzi soprattutto per eliminare le differenze tra zone interne con la permanenza di sacche di povertà e grandi città e zone costiere più sviluppate e ricche. Il Plenum ha ratificato senza particolare enfasi la nomina a “imperatore” di Xi Jimping che, con le recenti modifiche della Costituzione, guiderà a vita la Cina.
Un’occhiata particolare ai rapporti con l’esterno che andranno rafforzati anche prevedendo investimenti che si ripercuoteranno positivamente sul piano interno. È proprio quello che si sta facendo per la realizzazione della nuova Via della Seta con l’acquisizione di infrastrutture adatte per la sua realizzazione che porterebbe grandi benefici al mercato cinese. Ed è quello che ha ribadito Xi Jimping all’apertura della fiera dell’import di Shanghai, immediatamente successiva al Plenum, annunciando nuovi massicci investimenti nel territorio europeo. Nel corso delle relazioni presentate si è parlato anche di Hong Kong e del progetto di valorizzarla come centro tecnologico di avanguardia. Non una parola ovviamente sulla situazione attuale dell’ ex colonia britannica dove , dopo il varo della legge sulla sicurezza nazionale, è in atto la repressione degli esponenti dell’opposizione molti dei quali sono stati arrestati o costretti a rifugiarsi all’estero. Qui addirittura lo stato di sorveglianza della popolazione sta assumendo sempre più i connotati di uno stato di polizia. E stata lanciata una piattaforma telefonica alla quale ogni persona può rivolgersi per segnalare comportamenti sospetti rispetto alla legge sulla sicurezza. Una vera promozione della delazione con la quale l’ intelligence cinese pensa di combattere l’opposizione politica.
Una sorta di raccolta di informazioni con le quali Pechino pensa di ricattare anche i dissidenti fuggiti all’estero costringendoli poi con metodi non proprio legali a ritornare in patria. Non una parola nemmeno sulla persecuzione degli uiguri, popolazione turcofona di religione islamica del Nord Ovest della Cina costretta in campi di rieducazione e sottoposta a violenza di vario tipo. Qui viene infatti praticato una specie di genocidio demografico con le donne che vengono rese sterili contro la loro volontà per diminuire la presenza musulmana. E nel Plenum non si è neanche parlato del cosiddetto Sistema di credito sociale operante nella Repubblica popolare comunista cinese, cioè di un sistema a punti che identifica l’affidabilità politica delle persone che così vengono schedate. E ovviamente questo punteggio è determinante per poter lavorare o fare carriera. Schedatura che la Cina usa, sotto forma di ricerca di informazioni, anche nei Paesi dove prevede di investire nei confronti delle persone che lavorano o agiscono, meglio di sé fornite di responsabilità operative, nei luoghi di interesse. Come hanno rivelato recenti inchieste giornalistiche anche in Italia. Sarebbe interessante organizzare un Plenum anche su questi argomenti.

Alessandro Perelli

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