martedì, 29 Settembre, 2020

Van Aert vince a Sanremo, la prima delle Classiche

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Ieri è arrivato finalmente il momento di correre la prima delle Classiche Monumento del calendario internazionale di ciclismo, la Milano Sanremo.
L’emergenza sanitaria dovuta al Covid19 ha prima sconvolto l’intero calendario della stagione e poi ha stravolto anche il percorso dell’edizione numero 111 della Classicissima, normalmente corsa nella terza decade di marzo.

A causa del rifiuto dei comuni del savonese a lasciar transitare la gara, quest’anno gli atleti non sono giunti a lambire il mare scendendo come sempre dal Turchino ma ci sono arrivati quasi all’ultimo momento, calando dal Colle di Nava giù fino ad Imperia, cittadina sulla Riviera di Ponente creata nel 1923 con decreto reale, quando Vittorio Emanuele III pensò di riunire in un unico comune ben undici comuni preesistenti.
Gran parte dei 305 chilometri della gara si sono sviluppati senza scossoni agonistici lungo le strade piemontesi dell’alessandrino e poi del Monferrato e delle Langhe, terra cara a Mario Soldati ed a tutti coloro che amano i vini longevi e ricchi di struttura, come il Nebbiolo, che prende il nome dall’uva autoctona per eccellenza della regione. Pare che il suo nome derivi da nebbia ma oggi i corridori da quelle parti hanno trovato ben altro, sole e temperature estive, dando fondo alle borracce contenenti anonima acqua e sali minerali.

La corsa è stata animata fin dalle prime battute da una fuga promossa da 7 tra i 162 atleti iscritti e regolarmente partiti da Milano; gli italiani Bais, Boaro, Mazzucco, Tonelli, Damiano Cima, Frapporti e l’iberico Carrettero.
I sette hanno guadagnato fino a sei minuti e mezzo con il gruppo a controllare da lontano, sornione. Le squadre dei migliori tutte in prima fila.
A circa 85 chilometri dall’arrivo si ritira Matteo Trentin, uno dei favoriti, vittima di una caduta verificatasi a centro gruppo.
Prima di Imperia i fuggitivi vengono risucchiati uno ad uno nella pancia del gruppo, in attesa della prima vera difficoltà del giorno, la Cipressa.
Cipressa è stata affrontata per la prima volta nel 1982, 5,6 chilometri di lunghezza al 4,1% di pendenza media. Secondo una antica leggenda Cipressa è stata fondata da esuli ciprioti approdati sulla spiaggia degli Aregai e per tutto il cinquecento è stata nel mirino dei pirati saraceni.
Anche la Trek Segafredo di capitan Nibali mette la Cipressa nel mirino, iniziando a manovrare in testa al gruppo e ad andare in avanscoperta, prima con Jacopo Mosca, che segue il belga Vliegen in uno scatto, e poi con Ciccone.

Il forcing imposto dalla testa del gruppo durante l’ascesa miete le prime vittime tra i velecisti più attesi. Caleb Ewan e Fernando Gaviria si spengono piano piano e rimangono attardati. Per loro non è giornata.
E’ però il trentino Oss, fido scudiero di Sagan, che riesce ad avvantaggiarsi arrivando con 13 secondi ai piedi del Poggio, l’ultima temuta e spesso decisiva asperità della Classicissima.
Il gruppo inizia la salita a velocità molto elevata e poco dopo saltano anche Sonny Colbrelli e Sam Bennett. Ancora qualche centinaio di metri ed anche Viviani e Bouhanni restano al palo.
La squadra di Vincenzo Nibali torna ad attaccare.
Brambilla si porta avanti con De Gendt e dopo è lo stesso Vincenzo Nibali a provare a scrollarsi di dosso la compagnia degli altri atleti. Il vincitore del 2019 Alaphilippe mette il turbo e scollina da solo dopo una terribile progressione. A poche decine di metri Van Aert. Nibali è poco dietro ma non ce la fa.
In discesa Alaphilippe spinge sui pedali come un forsennato e sembra in grado di involarsi da solo verso Sanremo ma Van Aert, fresco vincitore la settimana scorsa delle Strade Bianche, riesce infine ad aggrapparsi alla ruota del francesino.
Il gruppo affronta la difficile discesa del Poggio con 10 secondi di distacco, in fila indiana, formando un coloratissimo serpentone.

Quando la corsa ritorna sull’Aurelia, per gli ultimi 2 chilometri di strada pianeggiante, i due battistrada hanno ancora 6 secondi di vantaggio.
Alla fine basteranno.
I due atleti trovano subito l’accordo e riescono a concludere la gara con poco meno di 2 secondi sugli inseguitori, regolati dall’australiano Michael Matthews.
La volata a due è emozionante.
Il belga Van Aert è davanti e pedala guardingo, non è certo la posizione ideale per affrontare uno sprint con uno come Alaphilippe.
Il francese lo sa ed attende il momento buono per il balzo decisivo.
Van Aert parte lunghissimo, ci mette l’anima e qualcosa di più, la Milano Sanremo è sua per pochi centimetri.
Qualche decina di metri dopo la linea d’arrivo i due avversari si fermano esausti dopo oltre sette ore di gara, parlottano e si abbracciano.
Non sappiamo cosa si sono detti ma sappiamo ciò che poco dopo il belga Van Aert, ha dichiarato alla stampa:
“nel giro di una settimana ho vinto Strade Bianche e Milano Sanremo. Adesso posso anche ritirarmi”

1 – Wout VAN AERT
2 – Julian ALAPHILIPPE
3 – Michael MATTHEWS a 2 secondi
4 – Peter SAGAN
5 – Giacomo NIZZOLO

Vincenzo Nibali, Andrea Vendrame, Davide Formolo, Alberto Bettiol, Damiano Causo gli altri italiani nel gruppo dei migliori.

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