venerdì, 20 Settembre, 2019

Vaticano, se Cristo si è fermato a Sodoma…

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Frédéric Martel, autore del best seller internazionale questi giorni in Italia per un tour di presentazioni, ha denunciato su Twitter la censura che l’opera sta subendo in Italia: “Nel clima di omofobia che si respira in Italia, il Salone del Libro prende una posizione chiara: sì ai fascisti omofobi, no all’inchiesta Sodoma sull’omosessualità in Vaticano esaltata in tutto il Mondo”.

I cristiani credono e gli atei devoti sperano che Cristo, nella sua risalita verso la contemporaneità, non si sia davvero fermato a Eboli, come salmodiava, amaro e sardonico al tempo stesso, Carlo Levi nel suo libro divenuto un best seller novecentesco.
Con l’inizio del 2019, invece, dopo ben quattro anni di inchiesta giornalistica, è arrivato in libreria “Sodoma” di Frédéric Martel, giornalista francese già accreditato collaboratore del governo d’Oltralpe e ora coraggioso autore – una sorta di novello Guglielmo da Baskerville – di questo corposo libro-inchiesta di 560 pagine, pubblicato in Italia dalla Feltrinelli, tradotto in otto lingue e uscito contemporaneamente in venti nazioni.

“Sodoma” è un’opera totalmente incentrata sulle trame profondamente intrinseche alle gerarchie vaticane. In particolare, come si evince facilmente dal titolo, su questioni che riguardano per lo più il basso ventre degli alti prelati. O meglio: sul come questioni di letto, gelosie, maldicenze e alleanze certamente non sante tra i componenti di quella che Papa Francesco ha indicato come la “lobby omosessuale” interna alla curia vaticana, abbiano condizionato la vita della Chiesa mondiale nelle sue più illustri sfere.
È bene chiarire che non si tratta dell’ennesimo libro-scandalo sul Vaticano come i tanti usciti negli anni e fondati su una controinformazione d’ oltretevere più gossippara che altro.
Sodoma, infatti, è un lungo e complesso racconto che unisce Roma al mondo, in buona parte si ricollega allo scandalo Vatileaks del 2012 e subisce uno strattone o forse una accelerazione in seguito alle rivelazioni del sexgate vaticano e ai numerosi outing presenti tra le pagine delle dichiarazioni dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò, rilasciate la scorsa estate e usate come una clava contro il pontificato di Bergoglio dai giornali più reazionari.

Paradossale, da un certo punto di vista, se si va a leggere bene tra le righe dello stesso libro di Martel emerge, infatti, che buona parte della fronda anti-Francesco si annidi proprio nella consorteria omofila velata dei porporati ufficialmente schierati su posizioni più conservatrici.
Non è un caso se, proprio in tal senso, l’autore del libro, incrociando il proprio lavoro coi dossier di Viganò, ci tenga a precisare che l’obiettivo del suo libro-inchiesta non abbia subito particolari mutamenti.

Sodoma, in effetti, è più una ricostruzione storica che mira a fornire tanto al popolo dei credenti, quanto ai laici e agli storici un contributo di prima mano su un aspetto significativo, oltre a quello economico e politico, dei retroscena vaticani. Un ambito capace, anzi, di condizionare in realtà sensibilmente anche quegli altri due, vista la riservatezza e il legame a doppio filo che – viene raccontato – si crea tra i vari membri della consorteria clerico-omosessuale che gli stessi protagonisti, tra loro, chiamano con una ironia addirittura disturbante se contestualizzata fino in fondo: “la parrocchia”.

Da parte sua Martel, a conferma della meticolosità del lavoro svolto, racconta di aver viaggiato, nei quattro anni di stesura, per oltre trenta Paesi. E soprattutto di aver intervistato, tutti vis â vis: 41 cardinali, 52 tra vescovi e monsignori, tra loro persino l’arcivescovo di Cracovia, Stanisław Dziwisz, già segretario di Giovanni Paolo II, 45 tra nunzi apostolici e ufficiali del corpo diplomatico, oltre a 200 tra sacerdoti e seminaristi e persino undici Guardie Svizzere.
Nei numerosi soggiorni a Roma l’autore francese ha conosciuto gli alberghi attorno alla stazione Termini, molti dei quali sono anche sede dei frequenti incontri tra i prelati e i “ragazzi di vita” che si prostituiscono nell’atrio e nelle vie più prossime agli ingressi dello scalo ferroviario.
La credibilità della firma e la storia professionale del cronista hanno fatto sì che sia stato poi più volte ospitato a pernottare in sedi importanti, tra le quali anche la Domus Internationalis,

il cui direttore è il sacerdote Battista Ricca, a capo anche del Collegio Santa Marta, dove dorme Papa Francesco. Con don Ricca Martel ha avuto pure modo di intrattenere diversi colloqui, tutti pregni di confidenze.
Tra gli ex sacerdoti intervistati, il ruolo di nave-guida, una specie di Virgilio dantesco, tocca, nel primo capitolo del libro, a Francesco Lepore, oggi giornalista, blogger in lingua latina per Huffington Post e brillante attivista caporedattore del quotidiano GayNews, che allo scrittore francese racconta i giorni del suo abbandono del sacerdozio, prima graduale, poi sempre più convinto. Soprattutto dopo che il suo superiore, il severissimo cardinale Tauran, di fronte al suo manifesto e grave dissidio interiore emerso legato alla condizione di omosessuale, rimproverò a Francesco soltanto il fatto di essersi lasciato scoprire, ovvero di non essere stato abbastanza prudente. Conferma mortale per la vocazione di Lepore dell’adagio popolare: si fa quello che il prete dice, non quello che il prete fa.

Così Francesco, da sacerdote della religione più umana, più imperfetta e anche più autenticamente cristiana: ha deciso di abbracciare la fede nella libertà, scegliendo la meraviglia e le quotidiane difficoltà che derivano dall’amare e dal vivere alla luce del sole nella parrocchia più colorata e caotica che possa esistere: quella del mondo vero.
Sodoma è una lettura consigliabile per tutti perché aiuta ad aprire gli occhi su una realtà sempre sottesa, sogghignata e mai così esplicitamente dichiarata dalle vive voci dei protagonisti stessi. Le reazioni scomposte dell’ultranovantenne Papa emerito, Joseph Ratzinger possono essere considerate un indice chiaro del terremoto in corso.
Una lettura auspicabile anche per chi crede. Perché rafforza la fede nel fatto che la Chiesa sia veramente di origine divina, diretta emanazione di Gesù nel ministero petrino. Capace di resistere, come pietra salda, alle incoerenze e alle contraddizioni di gerarchie che in nulla somigliano allo spirito libero e rivoluzionario del fondatore che ha predicato con coraggio l’unico comandamento nuovo da rispettare: quello dell’amore. Che dalle parti della nuova Sodoma, ahiloro, pare non sappiano nemmeno cosa sia.

Daniele Priori

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