sabato, 7 Dicembre, 2019

Velvet: moda e amore
nella serie tv spagnola
in onda su RaiUno

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VelvetDei Grandi Magazzini di moda ospiteranno intrighi personali ed amorosi, che metteranno persino in secondo piano il sogno della moda parigina sullo sfondo. I colori delle stoffe caratterizzano sia l’abbigliamento che il carattere dei personaggi, quanto la trama o la strutturazione della prima stagione in 15 episodi della serie tv intitolata “Velvet”. Di format spagnolo, la serie andrà in onda su Rai Uno tutti i mercoledì in prima serata, alle ore 21 circa; dopo il debutto in Spagna sulla rete televisiva Antena 3, il 17 febbraio scorso, è approdata in Italia a partire dal 27 agosto di quest’anno. La terra è quella della capitale spagnola: la Madrid di Gaudì, di cui ne riprende le tonalità vivaci dei colori pastello dei migliori tessuti pregiati, dalla morbidezza straordinaria. L’eccellenza qui nei Magazzini Velvet è di casa. L’avvicendarsi dei fatti, nonostante sia un period drama ricorda quello di una sit comedy, o di uno spettacolo di cabaret in cui tutto si sussegue in maniera rapida e veloce, come tanti fotogrammi messi insieme, uno di seguito all’altro, senza dare il tempo quasi di metabolizzare quello che accade.

Lo stordimento è evidente, se non ci si soffermasse per pennellate romantiche sulle storie sentimentali (decisamente più approfondite) che animano i protagonisti; in particolare quella di Ana Ribera (Paula Echevarrìa) e di Alberto Màrquez (Miguel Angel Silvestre). La prima è una giovane sarta, molto stimata ed apprezzata, che spera di fare carriera all’interno dei Magazzini Velvet; ma, soprattutto, è follemente innamorata di Alberto, che mira a diventare il giovane erede dell’impero di famiglia. I due si amano in segreto e decidono di partire insieme per Parigi, con la scusa di andare ad acquistare i migliori tessuti per la nuova collezione, per vivere liberamente la loro storia d’amore. Sulle note di una colonna sonora “vivace”, caratterizzata soprattutto dalla canzone “You’re the one”, che connotò “Dirty Dancing”. Sono molte, poi, le tematiche e le problematiche che vengono affrontate, anche grazie agli innumerevoli personaggi che costituiscono il cast, davvero numeroso. Non è la prima volta che la moda viene descritta dalla tv e scelta dalla Rai per serie tv o film: dalla storia di Cocò Chanel alla serie su “Mr Selfrdige” (su Rai Tre), ad esempio.

Al contrario di questi, però, la serie creata da Ramón Campos e Gema R. Neira si differenzia per il ritmo più incisivo con cui gli episodi scorrono e la rilevanza maggiore data alla sfera personale. Anche la moda diventa uno strumento di realizzazione sentimentale, nonostante non siano assenti l’interesse economico e l’aspetto del fashion e del trendy. Fare di Ana ed Alberto, con la loro storia d’amore, i protagonisti principali, piuttosto che coloro che pensano ad amministrare il denaro e a fare profitto con la moda, indica una scelta ben delineata, alla luce anche di quella che riguarda l’ambientazione in una Madrid degli anni Cinquanta. L’epoca rendeva, ovviamente ed evidentemente, più difficile vivere liberamente i propri sentimenti, senza dover renderne conto a nessuno, tanto meno alla propria famiglia, anche quella aziendale. Ci viene fornita un’immagine della moda particolare, diversa, differente in quanto non elevata ad un ambiente d’élite, raffinata, lontano dalla società comune, ma invece più familiare.

Non si trascende ovviamente nel colloquiale o nell’incapacità di elevarsi a un livello più elegante, ma contano più le persone, con le loro storie personali appunto, più che i ruoli. L’ordine viene riportato soprattutto grazie a due figure: quella di Don Emilio (Pepe Sacristan) e Doña Blanca (Aitana Sánchez-Gijón). Non siamo appunto nel rigore dei magazzini Harrods oppure di quelli della catena di negozi Selfridge, dove l’eleganza conta più di tutto, l’apparenza e la raffinatezza esteriore sono una delle regole principali da rispettare e da seguire. E la foga di farsi largo nella moda, nella Parigi che ne è la vera Capitale, tipica di Cocò Chanel, è secondaria per i due giovani protagonisti di “Velvet”, rispetto al vivere la loro storia passionale. Questi ragazzi sognano una famiglia, di fare carriera, di realizzarsi e di sposarsi.

E questo è più importante di tutto. Non è così, invece, per Don Emilio, per il quale “le nozze possono aspettare, la nuova collezione no”; o per Doña Blanca, che investe tutti i suoi risparmi per coprire i debiti accumulati dai Magazzini Velvet, pur di evitare che chiudano e per i quali ha rinunciato anche a sua figlia, che ha affidato alle cure della nonna, per poter perseguire la sua carriera. Intanto, in questa lotta quotidiana tra intrighi sentimentali e giochi di potere, entrambi segreti, all’orizzonte si disegna e c’è il sogno parigino: la Parigi, casa della moda, “dove si ha la sensazione che esistano solamente cose belle”. Quasi che quel “You’re the one” (“Sei l’unica”, che fa da cornice alla storia d’amore tra Ana ed Alberto), non sia appunto la giovane, ma la cittadina francese.

La moda è solo quella di Parigi, verrebbe da dire. Mancherebbe solamente una canzone francese e il quadro sarebbe finito. D’altronde, poi, Parigi è anche la capitale dell’amore, quindi nulla di meglio per due innamorati ed aspiranti strateghi della moda. L’acquisto dei tessuti potrebbe risultare un po’ come andare a ricercare i pezzi mancanti per completare il puzzle che costituisce la vicenda della loro passione. Il loro è un sentimento elevato, che solamente tessuti pregiati possono vestire, rappresentare e descrivere come un vestito cucito su misura. Di sicuro, viene subito ben messo in evidenza sin dall’inizio, occorre dare “largo ai giovani”, con la loro lotta nell’ascesa sociale e nel mondo del lavoro, del precariato, con la fatica ad avere la propria indipendenza economica e a superare la concorrenza spietata nella conquista di un impiego solido e onesto, quando di correttezza spesso ce n’è poca. Tematiche più attuali e moderne, che tipiche del Cinquecento. Questo permette di inserire anche dei richiami a citazioni da opere letterarie o precedenti cinematografici ben noti.

Un paio risaltano in particolar modo: sembra di sentire i bravi di Don Rodrigo, che intimano Don Abbondio di non celebrare le nozze tra Lucia e Renzo perché “questo matrimonio non s’ha da fare né ora né mai”; così Don Emilio dice che Ana è destinata ad Alberto e la giovane apprendista Rita Montesinos Martín (interpretata da Cecilia Freire), non deve parlare con il giovane “né a Parigi né mai”; infatti inizialmente era lei ad essere stata assegnata al viaggio a Parigi per la scelta dei tessuti, incarico che poi le verrà sottratto. E qui si inserisce un altro “luogo comune”, quello ben delineato in “Il diavolo veste Prada” (la moda nei film e al cinema che ritorna), in cui l’inesperta Andrea Sachs (alias Anne Hathaway) viene “sfruttata” ed “umiliata” dalla perfida Miranda Priesley (Meryl Streep), la direttrice della rivista di moda “Runaway”, aspirazione di tutte le giovani aspiranti giornaliste. Al contrario, però, della collega Emily (alias Emily Blunt), riuscirà a farsi rispettare, mentre l’altra dovrà rinunciare appunto al sogno di andare con Miranda a Parigi.

Barbara Conti

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