sabato, 24 Ottobre, 2020

Venere in Pelliccia. Teatro Lo spazio riparte in “trasgressione”

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“So bene cosa sia il masochismo, faccio teatro”. Patrizia Bellucci, nella parte di Vanda, fa capire dall’inizio che non è l’ingenua e sprovveduta che vuol far credere o che il regista Gianni De Feo, nella parte di Thomas, pensa di soggiogare.
Come nel film di Polanski i due attori si rincorrono e si ribaltano, recitano per interpretare i personaggi del romanzo di Sacher- Masoch, per poi svelare se stessi “perché il difficile è districare qualcuno”.
Recitando qualcun altro si finisce per conoscere meglio se stessi, potrebbe essere questo l’altro dono catartico del fare Teatro. In un periodo di ‘chiusura’, il teatro può ancora una volta rappresentare la riapertura mentale e fisica di un mondo nascosto. Riprendere a sentire il proprio corpo come sensibilità e risposta della propria mente.
Patrizia Bellucci incanta con la sua bellezza, ma anche con le sue parole ben scandite che rivendicano un femminismo (inaspettato) fatto di anima consapevole dei propri limiti e del proprio potere ma anche di corpo che vuole mostrarsi e incantare.
Il Teatro Lo Spazio, come nella sua migliore tradizione, inaugura il suo palcoscenico, ripartendo dalla trasgressione e lo fa con un grande classico, l’adattamento di un romanzo passato alla storia dello scandalo.

Teatro Lo Spazio, dal 15 al 25 ottobre, in prima assoluta, VENERE IN PELLICCIA con la regia di Gianni De Feo.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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