mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Venezia, Italia protagonista della mostra del cinema

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Sarà “Lacci” di Daniele Luchetti, con Alba Rohrwacher e Luigi Lo Cascio, a inaugurare la 77esima Mostra del Cinema di Venezia, che si svolgerà dal 2 al 12 settembre. Non accadeva da più di 10 anni che un film italiano aprisse il più antico festival cinematografico del mondo. Tricolore anche il film di chiusura: “Lasciami andare” di Stefano Mordini, con Stefano Accorsi e Valeria Golino.
Entrambi partecipano fuori concorso, mentre sono quattro (su 18) i film italiani in corsa per il Leone d’oro: “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, “Padrenostro” di Claudio Noce e “Notturno” di Gianfranco Rosi.
Avvenimento più unico che raro, alla serata di inaugurazione parteciperanno i direttori dei più importanti festival del cinema europei. Accanto ad Alberto Barbera (Venezia), sul palco ci saranno Carlo Chatrian (Berlinale), Thierry Fremaux (Cannes), Lili Hinstin (Locarno), Vanja Kaludjeric (Rotterdam), Karel Och (Karlovy Vary), José Luis Rebordinos (San Sebastian), e Tricia Tuttle (London Film Festival). Tutti insieme appassionatamente per testimoniare la loro solidarietà al mondo del cinema, che sta ancora pagando i pesanti costi della pandemia da Coronavirus che ha colpito tutti i set del mondo.

Il Festival di quest’anno, messo in piedi tra mille difficoltà dovute appunto al pericolo di una seconda ondata di Coronavirus, sembra sia nato sotto il segno di Venere perché si caratterizza per un’importante presenza femminile, dalla madrina Anna Foglietta alla presidenza della giuria e ai Leoni d’oro alla carriera, passando per le otto registe in concorso. Per non parlare delle sfide sul red carpet, dove tutti gli occhi saranno puntati su Cate Blanchett e Tilda Swinton, due autentiche regine del grande schermo.
Oscar 2005 alla miglior attrice non protagonista per l’interpretazione di Katharine Hepburn in “The Aviator” di Martin Scorsese, e Oscar 2014 alla miglior attrice per “Blue Jasmine” di Woody Allen, Cate Blanchett ha raggiunto una fama planetaria nelle vesti della Regina Elisabetta prima (quella che risolse i mal di testa di Maria Stuarda con un bel taglio netto) e di Galadriel, l’elfica Dama di Lorien le cui gesta sono state raccontate da Peter Jackson nelle trilogie de “Lo Hobbit” e de “Il Signore degli Anelli”. A Venezia, l’attrice australiana presiederà la giura (quattro donne, compresa lei, su sette componenti) che assegnerà il Leone d’oro.

Tilda Swinton, Oscar e Bafta 2007 alla miglior attrice non protagonista per “Michael Clayton” di Tony Gilroy, che riceverà il Leone d’oro alla carriera assieme alla regista cinese Ann Hui, è la protagonista del corto “The human voice”, da “La Voix humaine” di Jean Cocteau (1930), primo film in lingua inglese di Pedro Almodovar, presentato fuori concorso.
Attrice britannica dotata di una versatilità unica, che le consente di interpretare indifferentemente ruoli maschili e femminili, e che ha tirato fuori sin dai tempi di “Orlando” di Sally Potter (1992), Tilda Swinton è stata la regina Isabella di Francia in “Edoardo II”, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Venezia 1991, Jadis la Strega Bianca della trilogia de “Le cronache di Narnia”, l’Antico nei cinecomic della Marvel, e tre personaggi diversi in “Suspiria” di Luca Guadagnino.

Con “The human voice” deve confrontarsi con quattro mostri sacri del cinema: Anna Magnani, Ingrid Bergman, Ornella Muti e Sophia Loren. Il monologo di Jean Cocteau, infatti, è stato interpretato da una straordinaria Anna Magnani nell’episodio “Una voce umana” del film “L’amore” (1948) di Roberto Rossellini. Nel 1966 Ingrid Bergman ha interpretato il film tv “La voce umana”, regia di Ted Kotcheff. Nel 2014 è Sophia Loren, diretta dal figlio Edoardo Ponti, a proporre “Voce umana”, rielaborazione in napoletano dello scrittore Erri De Luca. Ricordiamo anche “Codice privato” (1988) di Francesco Maselli, che vede Ornella Muti unica protagonista di una storia ispirata sempre alla pièce di Cocteau.
Il secondo Leone d’oro alla carriera è andato alla regista cinese Ann Hui, prestigiosa esponente del nuovo cinema di Hong Kong, assieme a Tsui Hark e Patrick Tam e John Woo. Il suo ultimo film, “Di yi lu xiang (Love after love)”, sarà presentato fuori concorso.

Oltre a “Le sorelle Macaluso” e “Miss Marx”, gli altri sei film in concorso diretti da una donna sono “Lovers”, di Nicole Garcia, attrice e regista francese; “And tomorrow the entire world”, della berlinese Julia Von Heinz; “Never gonna snow” di Malgorzata Szumowska, regista e sceneggiatrice polacca; “Nomadland”, di Chloè Zhao, americana nata a Pechino; “Quo vadis, Aida?”, della bosniaca Jasmila Zbanic, Orso d’oro a Berlino per “Il Segreto di Esma”, suo film d’esordio; “The world to come” di Mona Fastvold, cineasta e attrice norvegese.
Una citazione la merita anche il fuori concorso “One night in Miami”, dell’attrice e regista Regina King, che racconta dell’incontro di Cassius Clay con Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown. Siamo nel 1964 e i quattro amici discutono anche di un argomento che negli Usa è sempre di grande attualità: i diritti civili della comunità nera, compreso quello di non venire sparati dal primo poliziotto che passa.
Concludiamo con due chicche: l’anteprima mondiale “Hopper/Welles” di Orson Welles, e “Paolo Conte, vieni via con me” di Giorgio Verdelli. Il primo documentario è un’intervista di Wells a Dennis Hopper realizzata nel 1970 e rimasta inedita; il secondo celebra la leggendaria carriera di uno dei protagonisti della storia della musica italiana.

 

Antonio Salvatore Sassu

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