lunedì, 17 Giugno, 2019

Venezia. Nencini, M5S la smetta di scaricare le responsabilità

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Anche il passaggio in una nave diventa motivo di litigio nel governo nel tentativo di scaricare le proprie responsabilità sugli altri. Un gioco antico, molto in voga e usato per nascondere le incapacità di chi dovrebbe trovare soluzioni. L’occasione questa volta viene da un fatto di cronaca, concluso per fortuna senza vittime, ma che poteva invece chiudersi con un bilancio pesantissimo. Sono stati cinque le persone rimaste ferite ma considerando la dinamica dell’incidente poteva essere una strage quando domenica scorsa una nave da crociera senza controllo si è schiantata contro un piccolo battello ormeggiato. È tornato così alla ribalta il tema delle grandi navi da crociera che transitano nella laguna. Vere e proprie città galleggianti che passano negli stretti canali sollevando ondate non solo di acqua ma anche di polemiche.

“L’immobilismo dell’esecutivo rischia di causare danni come quello di ieri” attacca il senatore socialista Riccardo Nencini, già vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti e membro della commissione lavori pubblici del Senato. “Il Ministro Toninelli – ha aggiunto Nencini – la smetta di giocare a lanciare la palla indietro e a scaricare le responsabilità su altri. Soltanto pochi mesi prima dell’insediamento del governo giallo-verde, il precedente governo, in testa l’allora Ministro Delrio, aveva messo in piedi il Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla Laguna d Venezia – il ‘Comitatone’ – per mettere a punto, dopo mesi di studio e lavoro, soluzioni precise: via le grandi navi da San Marco e Giudecca, per farle arrivare a Marghera. Dopodichè sono arrivate le elezioni ed è stato insediato un nuovo governo. Che fine ha fatto quel lavoro?” si chiede Nencini.

“A quel tavolo interministeriale – ha proseguito Nencini – sedevano Regione, ministeri e tutte le istituzioni interessate, per arrivare a decisioni che tutelassero non solo la sicurezza delle persone ma anche i beni artistici e culturali della città. Non c’è più tempo. Serve una soluzione a breve termine. Intanto abbiamo pronta una interrogazione al Ministro dei Trasporti, insieme al Sen. Ferrazzi, per sapere cosa è successo e come intende rimediare a una situazione ormai non più rinviabile” ha concluso il senatore socialista.

Nel 2018, in tutto sono passate da Venezia 594 navi da crociera, quasi due al giorno: le navi arrivano, scaricano i passeggeri, si fermano per qualche giorno e poi ripartono. Sono navi enormi, lunghe fino a 400 metri, larghe anche più di 40 metri con altezze superiori ai 50 o 60 metri (come un palazzo di 15 piani) e hanno un pescaggio (profondità sotto il livello dell’acqua) anche di 10 metri. Quella di domenica scorsa non era neanche tra le più grandi: 274 metri di lunghezza, 32 di larghezza e alta 54 metri.

Una occasione per Matteo Salvini.  E lui non se la è fatta sfuggire e subito è andato all’attacco del proprio alleato di governo e in particolare del ministro Toninelli. “Mi risulta che una soluzione” per evitare problemi come quello dell’incidente tra le navi a Venezia “fosse stata elaborata e condivisa già dall’anno scorso”, ha detto il vicepremier leghista in un comizio a Tivoli, “predisponendo l’allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera”. “Ma tutto ciò”, ha aggiunto, “è bloccato da mesi perché è arrivato un ‘no’ da un ministero romano, e non è un ministero della Lega”. “Sono stufo dei no”, aggiunge, “perché con i no l’Italia va a fondo. Facciamo che da giugno ricominciano i sì”. E anche questa volta il motivo per un litigio è stato trovato.

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