mercoledì, 20 Novembre, 2019

Venezuela, arriva in Italia il premio Sakharov Lorent Saleh

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Appena arrivato in Italia ha voluto incontrare la Fidu – Federazione Italiana Diritti Umani, il dissidente venezuelano Lorent Saleh, membro dell’Opposizione democratica venezuelana e simbolo di tutti i prigionieri politici detenuti nel Paese sudamericano, che ora è libero e vive a Madrid. L’oppositore di Maduro non solo è giovanissimo, ha appena 29 anni, ma ha passato quattro anni in carcere senza mai riuscire ad ottenere un processo.
E’ lui stesso a raccontare cosa accade nel suo Paese, in conferenza con il Presidente della Fidu, Antonio Stango e la vice presidente della Federazione Eleonora Mongelli. Saleh non tenta di impressionare con racconti di carceri e torture, che ha subito, ma cercando invece di portare al centro del dibattito non il suo Paese ma i diritti umani costantemente violati da Caudillo. “I diritti umani non hanno passaporto”, dice e chiede ancora una volta che la Comunità internazionale faccia pressione verso Caracas con sanzioni economico-finanziarie, anche se spiega che sicuramente un’ulteriore crisi andrà ancora una volta a danno dei più deboli.
Saleh è in Italia in quanto il nostro Paese insieme alla Spagna e al Portogallo rappresenta un punto di riferimento per i cittadini del Paese sudamericano, inoltre è qui perché un cittadino di origine italiana è stato arrestato con la moglie, la coppia ha una figlia minorenne e lo Stato italiano dovrebbe intervenire sia per rimettere in libertà due persone innocenti sia per evitare che tali violenze si ripetano.
Proprio sulla non ingerenza in uno Stato sovrano, Saleh spiega che è stato usato da sempre come alibi per lasciare uno Stato in una situazione al limite del sopportabile e tuttavia da sempre a Caracas intervengono Stati stranieri come Cuba o come la Russia. L’arrivo dei russi e dei contingenti da Mosca vengono spiegati da Saleh come un modo per Maduro di giocarsi un’altra carta per trattare con gli Stati Uniti.

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