sabato, 27 Febbraio, 2021
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Venezuela, cittadini alla fame. Accordo Maduro-Guaido

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Sono due le sostanziali novità nel prolungarsi della crisi in Venezuela che vede la presenza di due Governi, uno retto dal dittatore chavista Nicolas Maduro e l’altro dal democratico Juan Gualdo. La prima è che Maduro e Guaido di fronte al propagarsi del contagio da coronavirus, che in America Latina ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti, hanno firmato un accordo per coordinare gli sforzi contro l’infezione. E questo in un momento in cui i contrasti tra i due erano altissimi e Gualdo in un discorso all’Assemblea nazionale aveva invitato i venezuelani a scendere di nuovo in piazza, pur rispettando le distanze di sicurezza, contro il dittatore Maduro. Che sia o no un segnale di cambiamento di clima politico questo accordo e stato visto positivamente da un popolo martoriato dalla crisi economica e dall’assenza dei generi alimentari e dei medicinali di prima necessità ed in questo momento sotto la minaccia della pandemia.

Il secondo nuovo elemento è rappresentato dall’attenuarsi del fenomeno dell’emigrazione che aveva portato negli ultimi anni quasi due milioni di venezuelani a rifugiarsi nella confinante Colombia. Il contagio Covid-19 ha causato penalizzazioni economiche e disoccupazione che si sono riversati sui venezuelani emigrati che hanno cominciato a rientrare in Patria. Ben 70.000 negli ultimi mesi tanto che Maduro che in un primo tempo li aveva invogliati al rientro ora li ostacola con la scusante che tra di essi si nascondano anche degli infiltrati inviati dal Presidente della Colombia Ivan Duque, acerrimo nemico di Maduro.

In Venezuela comunque la crisi economica sta esplodendo sempre di più riducendo alla fame i cittadini. A Caracas mancano i generi di prima necessità e le medicine per la gran parte si trovano solo sul mercato nero o mancano del tutto. Vi sono state varie mancanze di energia elettrica e in ogni caso, visto le sanzioni americane, Maduro ha dovuto ricorrere agli aiuti petroliferi iraniani e libici di Haftar. La svalutazione della valuta venezuelana, il bolivar, ha assunto dimensioni imponenti ma nonostante ciò il Governo di Maduro continua a stampare moneta causando altri debiti ad un Paese ormai stremato. Negli ultimi anni i quattro quinti delle imprese hanno dovuto chiudere i battenti, causando un aumento apicale della disoccupazione. Lo stipendio di un operaio si aggira sui quattro euro al mese ma Maduro copre le proteste con la repressione e impedisce agli aiuti alimentari inviati di varcare i confini del Paese. Non parliamo poi del rispetto dei diritti civili e umani che pone il Venezuela in compagnia dei più arretrati Paesi del mondo. Ciò nonostante Maduro gode ancora di coperture internazionali rilevanti e anche in Italia, il movimento 5 stelle si differenzia dalla condanna quasi unanime e viene considerato dallo stesso dittatore venezuelano un partito rivoluzionario anticapitalista di sinistra.


Alessandro Perelli

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