giovedì, 4 Marzo, 2021
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Venezuela, elezioni tra farsa e tragedia a sostegno di Maduro

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“Chi non vota non mangia” aveva minacciato il numero due dell’Esecutivo Diosdato Cabello, qualche giorno prima delle elezioni parlamentari che si sono svolte in Venezuela domenica 6 dicembre. Probabilmente ci si riferiva alla porzione di riso e di altri prodotti di prima necessità distribuiti gratuitamente dal Governo alla popolazione stremata dalla fame. Ma neanche questa minaccia è servita a portare la gente alle urne. Vi è stata infatti una astensione del 69 % e questo dato, di per sé impressionante, è ancora più clamoroso se si pensa al fatto che molti dei venezuelani che hanno votato lo hanno fatto proprio per non privarsi di questi essenziali aiuti alimentari. Una vera farsa si possono definire queste elezioni. Una farsa tragica che ha permesso a Nicolas Maduro il dittatore chavista a capo del Paese di dichiarare di aver riportato una grandissima vittoria.

 

In effetti tra i pochi che hanno votato, il suo partito ha riportato circa il 70% dei consensi, guarda caso quelli necessari per fare approvare dal nuovo Parlamento le modifiche costituzionali che si appresta a proporre per garantire ancora di più la cosiddetta rivoluzione socialista di cui è a capo. Con questi risultato Maduro potrà rivendicare l’illegittimità come Presidente ad interim di Juan Gualdo che non potrà essere confermato a capo dell’Assemblea parlamentare. Un metodo molto “democratico” per fare fuori gli avversari politici. L’opposizione non ha partecipato alle elezioni boicottando il voto. Questa decisione è stata presa in quanto non vi era la minima garanzia per la regolarità delle operazioni. Il voto elettronico è stato gestito interamente da una società operante al servizio del regime composta da tecnici informatici di comprovata fede chavista. Molti esponenti dell’opposizione non potevano partecipare alla campagna elettorale perché incarcerati con accuse di sovversione e turbamento dell’ordine pubblico dalla polizia. Gli osservatori internazionali convocati da Maduro erano tutti provenienti da Paesi amici del dittatore come Iran, Russia e Turchia. Di qui la scelta dei partiti che sostenevano Juan Gualdo di astenersi dal partecipare alla prova elettorale. Nessuna democrazia occidentale a cominciare dagli Usa, Regno Unito e Unione europea riconoscerà il risultato di queste elezioni in quanto assolutamente non trasparenti. Intanto un altro Paese, noto per rispettare i valori democratici e liberali, l’Iran, sta inviando in Venezuela una grande flotta di petroliere per rifornire Maduro del carburante mancante per la produzione di energia. Caracas e varie città sono state già interessate da blocchi energetici dovuti alle sanzioni americane. Tra l’altro Maduro ha dichiarato che userà tutte le criptovalute del mondo per aggirare le sanzioni americane e pagare l fornitori. Di fronte a quanto sta accadendo è sempre più sconcertante il silenzio del Ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio che già poco tempo fa aveva auspicato libere elezioni per risolvere la questione legata ai due Presidenti in carica Maduro e Gualdo.

 

Domenica si è avuto l’ulteriore prova che le votazioni in Venezuela non possano considerarsi svolte in modo libero con una minima garanzia di regolarità.

 

Alessandro Perelli

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