sabato, 23 Gennaio, 2021

Venezuela, le mosse di Guaidò con Biden

0

In Venezuela Nicolas Maduro con le elezioni di dicembre che, dopo la decisione delle opposizioni di boicottarle, hanno consegnato al regime chavista, la quasi totalità dei seggi dell’Assemblea parlamentare, si è liberato della presenza di Juan Guaidò come Presidente ad interim non essendo lo stesso stato rieletto. Incerto è ora il futuro del capo dell’opposizione la cui posizione è ora molto più debole non tanto sul piano interno, dove la gente continua a vivere in una situazione drammatica con carenza di generi alimentari e medicinali, con interruzioni di energia elettrica e a cercare rifugio nella vicina Colombia, quanto in campo internazionale. Donald Trump, come è noto, aveva puntato proprio su Juan Guaidò per cercare di rovesciare il regime di Maduro. Ma la sconfitta di Trump nelle elezioni americane e gli interrogativi su che posizione terrà Joe Biden sul Venezuela, anche se i segnali sono intonati alla continuità, hanno portato acqua al mulino di Nicolas Maduro che in una dichiarazione a Caracas, dopo gli incidenti al Congresso di Washington, sì è addirittura detto disposto a offrire assistenza per riportare pace e serenità nella società statunitense. Parole che ovviamente assumono un significato umoristico pronunciate da chi quotidianamente calpesta le regole democratiche e il desiderio di libertà del popolo venezuelano ma che dimostrano come il successore di Hugo Chavez si senta rinvigorito dagli ultimi avvenimenti interni ed esterni. D’altra parte come dargli torto? Nei giorni scorsi l’Alto rappresentante dell’Unione Europea Joseph Borrell, dopo aver deplorato il fatto che le elezioni in Venezuela non si sono svolte in modo democratico, ha di fatto eliminato le espressioni di sostegno a Juan Guaidò non riconoscendolo più come Presidente ad interim. Ciò, nonostante non risulti che i Governi dei Paesi dell’Unione siamo stati consultati in merito, potrebbe preannunciare un cambio di rotta con il riallacciamento dei rapporti con il regime di Maduro e con una accettazione della nuova Assemblea eletta senza opposizione. Una sorta di realpolitik che per il momento ha acconsentito a Maduro di presentarsi ai venezuelani non più isolato dal mondo democratico e sostenuto solo dalla Russia e da pochi altri Paesi come l’Iran che gli ha, con le sue petroliere, fornito l’apporto energetico indispensabile. Ora si attendono le mosse di Guaidò che potrebbe aspettarsi addirittura un mandato di cattura anche se ciò costituirebbe per Maduro la palese dimostrazione della sua volontà di estirpare con ogni mezzo l’opposizione politica nel suo Paese. Intanto il dittatore chavista, dopo cinque anni, è ritornato in Parlamento per inviare il suo messaggio annuale alla nazione. Ha auspicato coesione ed unità per superare le difficoltà economiche e restituire alle famiglie il reddito di cui hanno bisogno. Nessun accenno a Guaidò. Situazione verso la normalizzazione?

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply