sabato, 21 Settembre, 2019

IL RICHIAMO ALLA RESPONSABILITA’

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Doveva essere l’Esecutivo del ‘decisionismo’ e invece si divide su tutto e dopo aver allontanato l’Italia dal resto dell’Europa sulla maggior parte degli obiettivi ora resta a guardare e ‘tentenna’ su una presa di posizione importante come condannare la dittatura venezuelana.
Mentre il mondo occidentale condanna fermamente il presidente che ha portato Caracas sull’orlo del baratro in una povertà da Paese del Terzo Mondo, Roma è stata l’unica a non schierarsi tanto che è arrivato il richiamo del Presidente Sergio Mattarella che intervenendo alla inaugurazione del centro rifugiati Astalli a Roma dice che la situazione in Venezuela “richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e i nostri partner l’Ue. Non ci può essere incertezza ne esitazione: la scelta tra la volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza”.
Della situazione politica, economica e sociale del Venezuela si è occupata nei giorni scorsi l’Internazionale socialista, la vicepresidente dell’Is donne,  la socialista Pia Locatelli, già presidente del del Comitato Diritti umani della Camera dei deputati, ha fatto sapere: “L’Internazionale Socialista, esprimendo preoccupazione per la repressione in atto con decine di morti, centinaia di arresti e di feriti soprattutto nei distretti più poveri del paese, sostiene l’impegno di Juan Guaidò, presidente ad interim riconosciuto da una parte significativa della Comunità internazionale, per guidare la transizione democratica del Paese. Accogliendo soprattutto le preoccupazioni dei partiti membri dell’America latina, l’Internazionale Socialista sottolinea che la legittimità democratica viene esclusivamente dalla volontà liberamente espressa da popolo venezuelano e respinge quindi ogni forma di intervento militare esterno per promuovere cambi di regime in Venezuela”.
“L’Internazionale Socialista si era già pronunciata nei mesi passati sulla mancanza di credibilità democratica del processo elettorale presidenziale del maggio scorso, ripudiandone l’esito per le modalità del suo svolgimento contrarie alle più elementari regole democratiche. Le azioni successive delle opposizioni ne sono state la prevedibile logica conseguenza”, ha spiegato all’Avanti!.
Inoltre Juan Guaidò, il nuovo Presidente ad interim del Venezuela, è anche parlamentare di Voluntad Popular, partito membro dell’Internazionale Socialista, il cui leader Leopoldo Lopez è agli arresti domiciliari dopo aver sperimentato il carcere.
Per quanto riguarda la comunità degli italiani nel Paese sudamericano Angelo Palmeri, italo-venezuelano, segretario organizzativo nazionale del partito ‘Un nuevo tiempo‘, uno dei quattro partiti della coalizione che sostiene Guaidò, sollecita l’esecutivo gialloverde a mettere da parte “ambiguità e neutralità, perché questa è una questione di diritti umani”. Da parte italiana, ripete più volte, “non può esserci neutralità, indifferenza, ambiguità, l’Italia non può voltarsi dall’altra parte” davanti alle sofferenze della comunità italiana, ma di tutti i venezuelani. “Qui – ricorda Palmeri, di professione avvocato – centinaia di migliaia di bambini soffrono la fame. Quando gli italiani emigrarono in Venezuela trovarono le porte aperte, perché adesso lasciano soli noi e i venezuelani?”.
In Venezuela non c’è il rischio di guerra civile, “perché il problema non è politico, ma economico e sociale” dice poi Palmeri all’Adnkronos a proposito del rischio evocato dal presidente Nicolas Maduro in un’intervista ad una televisione spagnola. “Il regime vuole far credere che controlla il potere militare, ma in realtà non è così – sostiene – Solo i vertici, coinvolti con loro nel narcotraffico, sono con loro”. Ma gli ufficiali di grado più basso e i soldati, invece, “soffrono come il resto della popolazione – aggiunge il segretario di ‘Un nuovo tiempo’ – Anche loro sono vittime della mancanza di generi alimentari e medicinali”.

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