sabato, 21 Settembre, 2019

Venezuela nel caos. Guaidó si proclama presidente

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Rischio di guerra civile in Venezuela dove la situazione è sempre più caotica. Il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, si è autoproclamato presidente ad interim con il sostegno degli Usa, del Canada e di molti stati sudamericani, Brasile e Colombia compresi. Il presidente Nicolas Maduro, al timone del Paese dal 2013, ha chiamato il popolo alla mobilitazione, dopo aver intimato agli Stati Uniti di richiamare il proprio personale diplomatico entro 72 ore.

Durante un comizio a Caracas, dove sono accorsi migliaia di sostenitori, il 35enne Guaidó ha accusato Maduro di essere “un usurpatore” e ha promesso di istituire un governo di transizione volto a salvare la nazione dal collasso economico.

Durante un intervento in tv dal palazzo presidenziale, Maduro ha accusato l’opposizione di tentato colpo di stato con il sostegno degli americani, indicando che l’esercito – cruciale per legittimare un cambio di potere – è con lui. Nello stesso tempo Maduro invita “il popolo coraggioso e combattivo ad essere vigile, dedito da una parte al lavoro e allo studio, e dall’altra alla mobilitazione per difendere la stabilità della Patria”. Guaidó ha ottenuto il riconoscimento degli Stati Uniti e di molti Paesi del Sudamerica e del mondo.

L’Unione europea ha fatto appello a “elezioni libere e credibili, conformemente all’ordine costituzionale”. Per l’alto rappresentante Federica Mogherini, “il popolo venezuelano ha il diritto di manifestare pacificamente, di scegliere liberamente i suoi dirigenti e di decidere il suo futuro. La sua voce non può essere ignorata”. Anche il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha dichiarato: “Spero che tutta l’Europa si unisca nel sostegno alle forze democratiche in Venezuela. A differenza di Maduro, l’Assemblea parlamentare, incluso Juan Guaidò, ha un mandato democratico dai cittadini venezuelani”.

Negli ultimi due giorni di scontri con le forze dell’ordine, sono almeno 14 i morti contati dagli attivisti per i diritti umani mentreoltre 200 persone sono state arrestate. Nella città meridionale di Puerto Ordaz, i manifestanti, con gesto dalla forte valenza simbolica, hanno distrutto la statua del defunto storico predecessore di Maduro, Hugo Chavez, presidente del Venezuela dal 1999 al 2013.

Cuba invece tende la mano a Maduro “contro l’imperialismo americano” mentre Trump, avvertendo che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, si è rifiutato di richiamare i propri diplomatici, dichiarando Maduro un leader illegittimo. La contestata riconferma di Maduro Maduro si è insediato per il suo secondo mandato lo scorso 10 gennaio, dopo un’elezione ampiamente boicottata e definita “una farsa” da molti governi stranieri.

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