mercoledì, 20 Novembre, 2019

Venti anni di donne nelle Forze Armate, un 4 novembre alla pari

0

A Roma, ma segnatamente a Napoli, lo scorso martedì si è celebrato un 4 novembre carico di memoria e di ricordi. Centouno anni dalla vittoria italiana nella Grande Guerra, con tutti i moltissimi sacrifici di vite e la sofferenza dei sudditi-soldati, come anche di larga parte della popolazione civile. Un conflitto immane e sanguinoso che dilaniò le coscienze e divise le forze politico-sociali in ogni paese, in Europa e Oltreoceano, ma che in Italia, alla sua conclusione unì, realizzando finalmente le diffuse aspirazioni e rivendicazioni patriottiche e democratico-nazionali. Si ebbe il completamento dell’Unità: il ritorno sotto sovranità italiana di Trento e Trieste.

Ma non solo memoria storica e l’omaggio alle vittime delle azioni belliche: questo 2019 è altresì una ricorrenza rilevante, segnando la piena parità uomo-donna anche nelle Forze Armate italiane. Ricorrono, infatti, venti anni dall’ingresso della componente femminile nelle quattro armi e nella Guardia di Finanza, realizzato operativamente nel 2000.

Infatti, dopo il tradizionale omaggio, nella Capitale, al Milite Ignoto, al Vittoriano il Presidente della Repubblica, Mattarella, si è recato nella città partenopea, sorvolata dalle Frecce tricolori, scelta per le celebrazioni-clou. Qui la Giornata dell’Unità nazionale ha avuto, a chiusura della manifestazione ufficiale, come opportune testimonial molte ragazze con le stellette per la presentazione del calendario 2020, interamente dedicato al ventennale delle donne nelle Forze Armate.

In compagnia del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, patrocinante il nuovo calendario, che ha salutato l’anniversario con un «non vedo l’ora di vedere donne ai posti di vertice delle nostre Forze Armate», le donne-soldato – oggi circa 16.000, il 10% di tutto il personale in armi – hanno raccontato le foto di ogni mese e le loro personali esperienze in un mondo un tempo chiuso ed esclusivamente maschile.

L’Avanti! ne ha ascoltate alcune, in un rapido mosaico di esperienze. A partire dalla Sergente Francesca Ciano, artigliere a capo di un’unità di cinque militari dell’Esercito, che contiene a fatica la sua emozione nell’essere stata scelta come testimonial:
«Sì, sono onorata ed emozionata, noi soldati ricordiamo i nostri colleghi del passato che hanno dato la vita per la Patria e ai quali esprimiamo enorme gratitudine. In più, lo sono per questo anniversario dei venti anni della Legge 380 del 1999, che ha introdotto l’arruolamento delle donne. Una tappa molto importante – anche personale – per l’emancipazione femminile e la parità, che ha permesso di allinearci agli altri paesi alleati della NATO in un contesto innovativo e moderno».

La sua esperienza, come giovane donna in divisa, è significativa anche nello scacchiere ‘caldo’ del Medio Oriente e non solo: «In effetti, è così. Comando un gruppo di persone e, nello specifico, manovro un innovativo obice di 60 tonnellate, non ancora impiegato nelle nostre missioni all’estero. Sono stata in Libano e in Afghanistan. Una esperienza in contesti operativi che sarebbe stata più complicata se fossimo stati ancora il tradizionale esercito ‘mono-genere’».
Un impegno, quello femminile, che fa la differenza in teatri di crisi? «Certamente, come donne possiamo avvicinarci ed entrare in empatia con le popolazioni autoctone, in contesti dove ciò non sarebbe stato possibile da parte del personale maschile. Si tratta poi, sempre di un’esperienza molto forte, il mettersi in contatto con persone di culture e religioni diverse, specialmente con le donne e i bambini».
Oggi per le donne non vi sono differenze particolari nei ruoli. Svolgiamo, uomini e donne, gli stessi corsi, lo stesso addestramento e abbiamo identiche possibilità di carriera. Ora siamo impiegate anche nella operazione ‘Strade sicure’ in territorio italiano. Siamo 6.000 militari impegnati a tutelare la sicurezza dei nostri concittadini, in molti luoghi ‘sensibili’».

Parliamo anche di una inedita professionalità, la sommergibilista, e ce ne parla la giovane Sottotenente di Vascello, Chiara Criscitiello: «Nella Marina Militare abbiamo a disposizione otto sottomarini. La componente femminile subacquea è in azione dal 2016. Come base navale fondamentale siamo a Taranto, e poi a La Spezia e a Augusta. Uno strumento unico nel panorama della difesa italiana».
Il Generale Vecciarelli ha affermato di aspettarsi sempre più nuove donne al vertice. Ma quali le novità nella Marina? «La componente navale ha un grande ruolo e prestigio. Sono orgogliosa di essere parte di una autentica élite dei mari. Adesso siamo in cinque o sei donne ufficiali, ma a breve avremo il primo comandante donna di un sommergibile sui nostri otto attualmente in dotazione».

Il Capitano dei Carabinieri Giorgia De Acutis, aggiunge: «Come donne nell’Arma facciamo un lavoro di équipe in stretta collaborazione con le altre componenti della Difesa e la Guardia di Finanza. Inoltre, abbiamo la particolarità di essere una forza armata, la quarta, ed anche una forza di polizia, quindi siamo quotidianamente a contatto con il cittadino. Direi che l’anniversario dell’ingresso delle donne è veramente importante. Portiamo un quid in più, un punto di vista femminile».
Il suo interesse, la sua specializzazione? «Mi interessava aiutare le persone, e mi sono dedicata in particolare al contrasto della violenza di genere. Sono lieta di poter essere vicina ai cittadini e alle donne che si trovano in tante situazioni difficili. E talora di poter rappresentare un’ancora di salvezza».

Ma non solo donne-soldato ed il calendario dedicato.
Questo 4 novembre ha anche testimonial maschili, come il giovane Capitano Alessandro Guastella, un pilota che rappresenta l’Aeronautica: «Davvero anche noi dell’AM – che in questa ricorrenza abbiamo sorvolato Napoli con la Pattuglia acrobatica nazionale – siamo un vero simbolo di italianità nel mondo. Esprimiamo in volo la professionalità, i valori e le tradizioni delle Forze Armate, come gruppo coeso di alta specializzazione che si addestra ogni giorno ed esprime il proprio ruolo in un contesto tecnologico avanzato nell’area della sicurezza aerea e della difesa nazionale. Poi, basta dire: ‘Frecce tricolori’, il che equivale ad evocare qualcosa di conosciutissimo nel mondo».

Ultimo qui ascoltato in rassegna, ma anch’egli in prima fila per la Guardia di Finanza, il Capitano Gianluca Esposito, che sottolinea l’importanza dell’attività delle Fiamme gialle: «Ricordiamo la memoria del 4 novembre, e festeggiamo anche noi, da qui per tutto il prossimo anno, come corpo di polizia ad ordinamento militare, una realtà consolidata comune con le nostre colleghe donne, pienamente operativa.
Quale il suo settore specifico di attività? E dove? «Io mi occupo della tutela delle entrate nazionali, sono nella sezione del Nucleo delle verifiche complesse a Napoli. E, quale polizia economico-finanziaria, sono e siamo impegnati con i colleghi nel contrasto all’evasione fiscale, alle frodi, al riciclaggio di denaro. Tra l’altro, vorrei ricordare che la Guardia di Finanza, dal 1 gennaio 2017, è l’unica forza di polizia in mare deputata all’ordine e alla sicurezza pubblica».

Roberto Pagano

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply