sabato, 28 Novembre, 2020

Venti lavori inediti di Chiara Dynys in anteprima a Napoli

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La nuova personale dell’artista mantovana Chiara Dynys sarà inaugura giovedì prossimo, 22 ottobre, alle 19:00 nei locali della Galleria Casamadre Arte Contemporanea di Napoli, Palazzo Partanna, Piazza dei Martiri 58.
La mostra presenta due cicli inediti di opere, “La Blancheur” e “Kaleidos”, con venti lavori mai esposti prima, concepiti appositamente per l’esposizione partenopea.

In “La Blancheur” l’artista trae ispirazione dalle candide opere di Canova, accogliendo e scomponendo l’immagine delle sculture all’interno di forme riflettenti che ne modificano la percezione. Con “Kaleidos” lo sguardo di Chiara Dynys è, invece, rivolto agli artifici che ingannano la vista dello spettatore, come suggestioni racchiuse nella magia di un caleidoscopio.
Opere intense, ironiche e affascinanti che si collocano in continuità con la poetica di Chiara Dynys, capace con il suo lavoro di costruire mondi e raccontare storie, senza necessariamente ricorrere all’impostazione narrativa, ma ponendosi in dialogo diretto con l’immaginazione dello spettatore. Giocando con la luce e con lo spazio, l’artista si ripropone di indagare l’ambiente con cui l’opera entra in contatto, superando le superfici materiche, trasformando la luce stessa in elemento linguistico fondante e instaurando un processo reciproco di costruzione di significato.

Chiara Dynys è un’artista dedita sia a esperienze concettuali sia a pittura e scultura, con una produzione rilevante di interventi performativi e opere fortemente impegnate nella riflessione sociale e antropologica del nostro tempo. La sua attività è segnata da una profonda speculazione sul senso dell’anomalia e del limite tra realtà umana e scenario metafisico, di cui aspetti ricorrenti sono i temi del doppio, della duplicità e dello sdoppiamento.

«Se si pensa a tutta la produzione di Chiara Dynys – variabile, multiforme ed eclettica – sotto una superficie di colori, materie e linguaggi, si può avvertire in profondità la scossa che spinge in un continuo rimbalzo emotivo e intellettuale – scrive Eduardo Cicelyn, fondatore di Casamadre Arte Contemporanea -. Il suo punto di vista tiene in gran conto la relazione tra i sensi e la mente, così che il codice non produce più enunciati astratti ma entra nella vita e nell’esperienza concreta dell’artista. Perciò i “Kaleidos” sono letteralmente forme belle in cui specchiarsi o idee platoniche in fuga verso l’iperuranio. E la “Blancheur” con i suoi angoli aguzzi in cui si frantuma lo splendore canoviano infligge la nostalgia di una bellezza ideale, che è biancore astratto, pallore mortale».

Conclude la mostra, un’installazione video dedicata alla città partenopea, dal titolo “Nothing to lose”, in cui scorrono senza sosta immagini di mari e di cieli di diversi luoghi del mondo, alcune della stessa Napoli. Scene in cui l’orizzonte è però sempre negato da un disturbo visivo, evocando come in un sogno quella prospettiva d’infinito che la continua trasformazione e stratificazione nei secoli di storia della città fa scaturire dal rapporto tra l’umanità e il suo presente, il suo passato e anche il suo futuro.

 

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