martedì, 20 Agosto, 2019

Verdone: Cantalupo in Sabina, una piattaforma per sognare

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“Mio padre sarebbe felice di questa Rassegna perché trascorreva a Cantalupo sia l’estate che i weekend. E’ un luogo che lo avvicinava molto alla scrittura e allo studio poi, ad un certo punto, iniziò a funzionare anche come sala cinematografica. Saranno stati gli Anni dal ‘63 al ‘65 e lui prese a proiettare a casa, su una grande parete bianca, i film che amava! Ne sarebbe orgoglioso, dunque, perché abbiamo ricreato un po’ la piazza dei suoi sogni. Qui aveva la possibilità di dedicarsi ai piccoli piaceri e ai grandi cineasti, Cantalupo diventò una piattaforma per sognare”, ma Cantalupo in Sabina è oggi più che mai una “piattaforma per sognare”, grazie al regista Luca Verdone.

Luca (fratello di Carlo e Silvia Verdone) ricorda il papà Mario (critico cinematografico) con queste parole e, di fatto, rivolge a lui il suo pensiero presentando il Festival Parliamo di donne di cui è l’ideatore, con Eleonora Farneti, assessore alla cultura. Arrivato alla terza edizione e dedicato quest’anno al tema Le donne e la Politica, si terrà dal 19 al 28 luglio presso la Casa del Cittadino, in località Convento San Biagio.
E sulla linea “del papà”, amante dei film di qualità e dei grandi registi”, Luca Verdone ha proposto nell’ambito della rassegna alcune perle cinematografiche, delle vere rarità, tre pellicole degli anni ‘ 70, ormai introvabili, come L’Agnese va a morire di Montaldo, Libera, amore mio! di Bolognini e Rosa Luxemburg della Von Trotta, che (precisa) si potranno vedere soltanto a Cantalupo in Sabina, dal momento che non sono state editate in dvd, o cd.
“Cantalupo dovrà continuare ad essere un appuntamento divertente e insieme proponente, arricchente e particolare per i tanti spunti di riflessione e discussione, per gli approfondimenti che da sempre sono gli obiettivi di una rassegna che vuole distinguersi, non solo offrire intrattenimento, ma opportunità di crescita, sulle grandi questioni della cultura mondiale e della storia che ci attraversa – ha spiegato il regista durante la conferenza stampa di presentazione condotta dalla regista ed organizzatrice di eventi Emanuela Petroni, accompagnata dal divertente Pietro Sciandra (El Trigre di Avanti un altro) – Questa terza edizione è un naturale sviluppo del filone inaugurato due anni fa, protagonista è sempre l’universo femminile, quest’anno però si confronta con la politica. In programma titoli molto interessanti come Jackie di Pablo Larraín, L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, presentato dal critico Caterina Tarricano, Evita di Alan Parker, The Iron Lady di Phyllida Lloyd, illustrato da Selby, Libera, amore mio! di Mauro Bolognini, con ospite Oscar Cosulich, infine Rosa Luxemburg di Margarethe Von Trotta, con la presenza di Heidrun Schleef”.

Tra le novità il potenziamento dell’aspetto interpretativo dei film, a favore degli attori stessi che saranno presenti per parlare delle loro pellicole, dunque il pubblico avrà una maggiore possibilità di confrontarsi e dialogare sugli aspetti della recitazione. Altra novità il rilievo dato alle giovani attrici, Raffaella Anzalone e Paola Lavini, ma soprattutto un taglio europeo attraverso i dibattiti che vedranno alternarsi sul palco personaggi internazionali come Brutius Selby (per la seconda volta ospite del Festival) e Heidrun Schleef.

Selby ha lavorato in un film recente dello stesso Direttore Artistico (Le memorie di Giorgio Vasari), ed oltre a commentare The Iron Lady (Margareth Tatcher) parlerà della politica inglese contemporanea, mentre Heidrun Schleef, nota scenografa molto amata da Nanni Moretti, di quella tedesca.

Grandi e più comuni storie di donne, da Jackie Onassis, ad Evita Peron, a Margaret Thatcher, all’Agnese di Montaldo, ispirata all’autobiografia di Renata Viganò e la cui protagonista è una lavandaia di mezz’età, la quale inizia a collaborare con i partigiani dopo la morte del marito deportato.
“Abbiamo voluto ricordare sia donne importanti che personaggi che hanno fatto la piccola storia, quella che però incide sulla grande storia”, ha dichiarato l’assessore alla cultura, sottolineando la difficoltà nel reperire le pellicole più rare, o comunque nel selezionare film (ancora pochi), dedicati alle donne. Una rassegna che vuole stimolare la partecipazione della vita femminile alla politica perché “La politica è importante per la società e non partecipare in prima persona significa non prendersi gli spazi giusti e necessari”, ha concluso Eleonora Farneti.

Grande qualità negli interventi, dibattiti partecipati, una manifestazione che sta conquistando un posto di rilievo nel panorama nazionale, con un format (quello della discussione pre o post – evento) di successo, preso a prestito da altri festival. Per il sindaco di Cantalupo Paolo Rinalduzzi e per il vicesindaco Pierluigi Di Carlo, a giocare un ruolo decisivo sicuramente anche il tema al femminile perché, come ha dichiarato il primo cittadino, “la donna si sta attestando in maniera forte, le donne possono dare molto ed imprimere quel passo che serve al nostro Paese e non solo…”.

Dal 19 al 28 luglio – Cantalupo in Sabina
19 luglio – Jackie di Pablo Larraín, USA-Cile  2016 –  ospite: Raffaella Anzalone
20 luglio – L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, Italia 1976 – ospite: Caterina Tarricano
21 luglio – Evita di Alan Parker, USA 1996 – ospite: Paola Lavini
26 luglio – The Iron Lady di Phyllida Lloyd , USA  2012 – ospite: Brutius Selby
27 luglio – Libera, amore mio! di Mauro  Bolognini, Italia 1975 – ospite: Oscar Cosulich
28 luglio – Rosa Luxemburg di Margarethe Von Trotta, Germania 1985 – ospite: Heidrun Schleef

Maria Grazia Di Mario

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