martedì, 11 Agosto, 2020

Verona Estate, la stagione teatrale riparte da Shakespeare

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Nata nel 1948 per volontà del Comune di Verona per rendere omaggio a William Shakespeare e sottolinearne il legame con la città scaligera, presente in “Romeo e Giulietta” e “I due gentiluomini di Verona”, l’Estate Teatrale Veronese si conferma un appuntamento imprescindibile del panorama culturale nazionale.

La manifestazione, arrivata alla 72esima edizione, è realizzata dal Comune di Verona, Assessorato alla cultura, con il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali e della Regione Veneto, con la collaborazione di Arteven.

Al Teatro Romano, sede storica del festival, che accoglierà 9 prime nazionali e 5 coproduzioni, quest’anno si aggiungeranno il Chiostro di Santa Eufemia e Forte Gisella, che ospiteranno progetti legati ai giovani e agli spettatori più piccoli.

«E’ con grande gioia che presento questa nuova stagione – afferma l’assessore alla cultura Francesca Briani – e i motivi sono molteplici. In primo luogo è il segno tangibile di un ritorno alla normalità di cui tutti noi sentiamo gran bisogno dopo i mesi di difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. Riuscire a presentare un cartellone nel contesto attuale non era scontato, e il fatto che Verona si presenti con un programma di 38 appuntamenti diversi, distribuiti in due mesi, dimostra ancora una volta la centralità che la nostra città occupa in ambito culturale. Inoltre, abbiamo voluto valorizzare e sostenere i professionisti del territorio perché, dopo mesi di blocco delle attività, era necessario dare un segnale concreto di aiuto».

«Mai avrei pensato di dover immaginare la mia prima stagione da direttore artistico in una situazione “extraordinaria” come quella che stiamo vivendo – aggiunge il direttore artistico Carlo Mangolini -. L’eccezionalità del momento fa del cartellone 2020 un “unicum”, un programma che non potrà essere paragonato a nient’altro, per la determinazione con cui abbiamo voluto farlo ma anche per le condizioni senza precedenti nelle quali siamo chiamati a realizzarlo ».

La programmazione dedicata al teatro è divisa in due sezioni, Classiche parole, nella doppia accezione di antiche e quotidiane, e il Festival shakespeariano, nucleo centrale del festival, con progetti inediti nei contenuti e adeguati nei formati al post Covid.

Per la sezione Classiche parole, sabato 18 luglio alle ore 21:00, il festival sarà inaugurato, in prima nazionale, da Claudio Bisio, con un progetto realizzato assieme a Gigio Alberti a partire dal libro di Federico Baccomo “Ma tu sei felice?”, nato durante il lockdown come format a metà tra la lettura teatrale e la serie web.

Mentre Isabella Ferrari sarà in scena con “Fedra”, venerdì 24 luglio, di Ghiannis Ritsos, uno dei più importanti poeti ellenici del XX secolo.

Un’altra prima nazionale andrà in scena venerdì 31 luglio, quando Paolo Rossi aprirà il Festival shakespeariano con “Stand up Shakespeare”, stravolgendo il genio di Stratford per divertirsi e divertirci con quella vena di lucida follia che rende ogni sua incursione sul palco un happening imprevedibile.

Attesissima prima nazionale, venerdì 11 settembre, per Ugo Pagliai, Paola Gassman e i Babilonia Teatri, che portano in scena un “Romeo e Giulietta” che dal testo shakespeariano distilla i soli dialoghi tra i due innamorati.

Con “Fuga a tre voci”, sabato 12 settembre si chiude la sezione Classiche parole. Marco Tullio Giordana, acclamato regista e scrittore, porta in scena l’appassionante carteggio fra la poetessa Ingeborg Bachmann e il musicista tedesco Hans Werner Henz. A dare corpo e anima ai due artisti ci saranno Alessio Boni e Michela Cescon.

Martedì 15 settembre la scrittrice Melania Mazzucco affida a Vanessa Scalera, la celebre Imma Tataranni televisiva, la sua versione della “Storia di re Lear”, per rintracciare le radici di quella vicenda fino al momento in cui si incrocia con William Shakespeare.

Prima nazionale, mercoledì 16 settembre per Chiara Francini e Andrea Argentieri, premio UBU 2019, diretti da Chiara Lagani in “L’amore segreto di Ofelia”. Steven Berkoff compone una folgorante versione in forma epistolare del mito di Amleto, 39 lettere d’amore, brevi monologhi che esplorano i meandri della relazione fra Amleto e Ofelia appena suggeriti da Shakespeare.

Infine, è un monologo originale, “Macbeth solo”, creato da Sergio Rubini a partire dai passi più significativi del celebre dramma, quello che andrà in scena martedì 15 settembre.

Completa il programma del teatro un fitto calendario realizzato dalle compagnie teatrali veronesi per P.S.V. Professione Spettacolo Verona, che inaugura lunedì 20 luglio con due prime nazionali: “La Bancarotta” di Carlo Goldoni, dei Cantieri Invisibili per la regia di Matteo Spiazzi, e “Love Death Match”, il mondo poetico dei sonetti shakespeariani ambientato nel Chiostro di Santa Eufemia dal regista Giorgio Sangati per il Teatro Stabile del Veneto.

 

Redazione Avanti

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