venerdì, 13 Dicembre, 2019

Verso il 25 Novembre. Pes, violenza anche online

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L’altra metà del cielo continua ad essere vessata, maltrattata, abusata e uccisa. Anche quest’anno si celebrerà la giornata mondiale contro la violenza di genere, ma nel 2018 le vittime di femminicidio hanno raggiunto il valore più alto mai censito in Italia, il 40,3% (il 35,6% nel 2017). Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner. Sono alcuni dei dati del Rapporto Eures 2019 su “Femminicidio e violenza di genere”, secondo cui a crescere nel 2018 sono soprattutto i femminicidi commessi in ambito familiare/affettivo, dove si consuma l’85,1% degli eventi. Ma sono in aumento anche le vittime femminili della criminalità comune (17 nel 2018 rispetto alle 15 dell’anno precedente).
Ma la violenza non si ferma nemmeno nel virtuale. Secondo un’ultima stima in Europa, 9 milioni di ragazze hanno subito una sorta di cyberbullismo a 15 anni. Ciò include abusi, molestie e minacce, collettivamente denominate “violenza online contro le donne”. È quanto è stato evidenziato durante la Conferenza annuale delle donne PES in un incontro tra donne della politica, del mondo del lavoro e della società civile per rompere il silenzio sulla violenza online contro le donne.
La presidente di PES donne Zita Gurmai ha dichiarato: “La spinta a fermare la violenza online deve includere una strategia dell’UE globale e vincolante sull’uguaglianza di genere e un’applicazione a livello UE della Convenzione di Istanbul, che copre gli abusi online. È assolutamente inaccettabile – dice la Presidente – che milioni di donne in Europa ricevano quotidianamente abusi, molestie e minacce online, progettate per intimidire, ridicolizzare e cacciarle completamente dagli spazi online o addirittura dalla vita, mentre gli autori restano impuniti”.
In queste stesse ore l’orrenda scoperta della morte di un’attivista e artista di strada, torturata e uccisa dai militari in Cile. Daniela Carrasco, 36 anni, artista di strada nota come “El Mimo”, è stata trovata impiccata, in uno dei quartieri periferici di Santiago del Cile. Ne dà notizia CNN Chile. La donna aveva preso parte alle proteste contro il carovita, che da più di un mese stanno infiammando il Cile. Il corpo è stato ritrovato domenica 20 Ottobre e la perizia è stata consegnata ai genitori nella giornata di mercoledì 20 Novembre. Sui canali social, secondo il giornale Elpatagonico, iniziano a circolare versioni secondo cui l’ultima volta, prima di essere ritrovata morta, la donna era detenuta dai carabineros.
Sui social associazioni per i diritti umani, femministe, ma anche semplici cittadini stanno promuovendo una mobilitazione per sapere la verità sulla morte della ragazza #JusticiaparaElMimo

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