mercoledì, 30 Settembre, 2020

Verso il 29 marzo. La guerra di Tim trascina la borsa

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La guerra in Tim comincia ad avere propaggini anche fuori dall’area dell Comunicazioni, Piazza Affari oggi azzera i guadagni iniziali, l’indice Ftse Mib, dopo un avvio positivo, ora scende dello 0,10% a quota 20.617 punti. Restano in rialzo in Europa il Cac40 di Parigi (+0,008%), il Dax30 di Francoforte (+0,12%) e il Ftse 100 di Londra (+0,11%), frenato dal rally della sterlina che si è rafforzata in attesa del voto sulla Brexit.
Il listino milanese è frenato dal calo di Tim (-4,41%), mentre prosegue il braccio di ferro tra Elliott e Vivendi in vista dell’assemblea degli azionisti del 29 marzo, di Banco Bpm (-2,28%), di Ubi (-1,15%), di Juventus (-1,99%), di Pirelli (-0,62%) e di Ferragamo (-1,28%), questa in attesa dei conti 2018 come Mediaset (+0,67%). Telecom Italia oggi sta vivendo una seduta ad alta tensione, con una pioggia di vendite che lo spinge nell’ultima posizione tra le blue chips. In realtà il titolo la scorsa settimana aveva guadagnato terreno soprattutto per gli acquisti della Cassa Depositi e Prestiti. Cdp è salita ancora nel capitale della maggiore tlc italiana e ora ha raggiunto l’8,7%, il precedente aggiornamento attestava invece la cassa al 7,1%.
La battaglia è ormai campale, da una parte Vivendi ha sollecitato nuovamente la Consob affinché accerti il ruolo di Elliott sulla defenestrazione dell’ad Amos Genish, con i francesi che hanno inoltre messo in dubbio l’operato del presidente Fulvio Conti accusato di aver fuorviato i Sindaci e favorito Elliott. Dall’altra parte il Fondo di Paul Singer che invece ritiene che “non sia possibile sostenere i candidati proposti da Vivendi, che non sono autenticamente indipendenti, e che un voto in loro favore semplicemente riconsegnerebbe il controllo a un Gruppo che si caratterizza per dimostrati conflitti di interessi, operazioni con parti correlate e una lunga storia di distruzione di valore per gli azionisti di Tim”.
Ieri la relazione dei sindaci, chiamati a valutare le ipotesi di violazioni delle norme sul funzionamento del Cda, contenute nella denunciata presentata da Vivendi il 23 gennaio, ha evidenziato alcune criticità nella procedura che ha portato alla revoca del precedente AD di Telecom Italia, Amos Genish, in quanto il presidente del gruppo non avrebbe fornito le medesime informazioni a tutti i consiglieri allo stesso momento.

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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