giovedì, 28 Maggio, 2020

Verso il secondo scrutinio: il Pd vota scheda bianca e cerca un nuovo nome mentre il Pdl indugia

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Primo spoglio per il QuirinaleDopo la prima votazione andata a vuoto per l’elezione del Presidente della Repubblica, cresce l’incertezza circa gli scenari che si profileranno nelle prossime ore. Fratture interne a parte, appare ormai chiaro che, data la percentuale troppo bassa dei voti raccolti da Franco Marini, sia davvero difficile che il Pd possa insistere sull’ex-presidente del Senato. Secondo le prime indiscrezioni, i democratici starebbero valutando, per la seconda votazione, anche la possibilità di optare per la scheda bianca: in attesa della riunione dei grandi elettori prevista nel primo pomeriggio al palazzo dei gruppi, il Partito Democratico potrebbe anche scegliere di “convergere”, già al secondo scrutinio, su un proprio candidato di alto profilo. Tra i nomi che circolano in ambienti centristi, quello di Linda Lanzillotta. Sono in corso, ovviamente, contatti febbrili con le altre forze politiche e, poco prima dello spoglio del primo voto, Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi hanno fatto un punto insieme. Dal canto suo, anche Scelta civica sta rivedendo la propria strategia e si profila un abbandono della candidatura di Franco Marini, che già stamattina non era passata in modo indolore.

IL PD IN CERCA D’AUTORE. VELTRONI, MARINI UN ERRORE – Sicuramente, a fronte della prima “fumata bianca”, cresce trasversalmente dentro il Pd la richiesta di avanzare un nuovo nome. Lo chiedono i “giovani turchi” con Matteo Orfini, i veltroniani ed anche i parlamentari vicini a Matteo Renzi. E anche chi come Pippo Civati ha dichiarato di aver votato Stefano Rodotà in dissenso dal gruppo. I nomi che circolano al momento tra i parlamentari democratici sono quelli di Massimo D’Alema e Romano Prodi. Walter Veltroni ha espresso rammarico in merito alla scelta di Marini affermando che: «Il risultato della prima votazione per il presidente è talmente chiaro che insistere su questa strada sarebbe un grave errore».

MORETTI (PD), IL PD RESTI UNITO – «Nella prima votazione per il Presidente della Repubblica, questa mattina, ho votato scheda bianca». Così Alessandra Moretti, deputato del Pd, commenta l’esito della prima votazione parlamentare per il Quirinale, affermando di ritenere «che la scelta non debba essere individuale, fatta sulla base di preferenze personali, ma debba essere condivisa il più possibile nel partito e nella coalizione di centro sinistra». La Moretti ha anche invitato il Pd a rimanere unito sottolineando che «la ricerca sacrosanta di un’ampia intesa per l’elezione del Presidente della Repubblica non possa avvenire a spese dell’unità del Partito Democratico, né si possano ignorare le voci di dissenso che salgono dal Paese».

SEL ARROCCATA SU RODOTA’ – «Sel voterà compatta Stefano Rodotà, testimone appassionato di quella cultura di diritti in un paese che stenta a decollare, personalità gradita anche al soggetto politico che è la vera novità di queste ultime elezioni con cui dobbiamo fare i conti e che ci consente così di discutere con il M5S». Ad affermarlo è il leader di Sel, Nichi Vendola, che, in vista delle prossime votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica, continua a sostenere la scelta di Rodotà che lo aveva portato allo “strappo” con il Pd nei giorni scorsi.

GASPARRI, DIFFICILE RAGGIUNGERE UN’INTESA OGGI – «Sarà difficile trovare un’intesa oggi tra Pd e Pdl sul nome del Quirinale perché nella seconda votazione è necessario raggiungere ancora il quorum dei 2/3». E’ quanto ha affermato il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, del Pdl, dopo che nell’aula della Camera non è passato il nome di Franco Marini. «Credo che quella del pomeriggio sarà una votazione di transizione. Da qui alle 15.30 mi sembra difficile che possa maturare un’intesa con un quorum così alto». Il quorum si abbassa infatti alla maggioranza assoluta dalla quarta votazione in poi che ci sarà domani pomeriggio.

PDL VERSO LA SCHEDA BIANCA AL SECONDO VOTO – In casa Pdl si respira aria di scheda bianca anche se la decisione finale sarà presa nel corso di un incontro tra il Cavaliere e i big del partito. Al momento l’indicazione resta la stessa di ieri sera: continuare a votare per Franco Marini anche al secondo scrutinio. Fonti Pdl riferiscono infatti che per ora, dopo l’ufficializzazione dell’esito del primo voto, non è arrivato alcun ordine di scuderia su un eventuale cambio di rotta. L’atteggiamento del Pdl sembra orientato a sfruttare al massimo le spaccature all’interno del Pd, cercando di uscire i più puliti possibile dalla sconfitta di oggi. Una strategia smentita dalle parole di Raffaele Lauro, del movimento “No all’azzardo-Salviamo l’Italia”, che ha definito la “sconfitta” di Marini come «una debacle totale per Bersani, Berlusconi e Monti. Il Parlamento, nel segreto dell’urna, ha dimostrato più dignità dei vertici del Pd, del Pdl e di Sc. Marini si ritiri e Bersani si dimetta». Lauro ha concluso affermando che «bisogna scegliere un presidente di forte rinnovamento». Intanto, la Lega Nord ha deciso di non partecipare alla seconda e terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica.

Roberto Capocelli

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