martedì, 25 Febbraio, 2020

Voto Emilia Romagna. Strada: “Possiamo migliorare ancora”

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Domenica 26 si voterà in Emilia-Romagna. Sono elezioni per rinnovare le cariche amministrative della Regione. Il candidato Bonaccini può vantare di una consolidata esperienza di governo. Ed è su questo che i cittadini della Regione sono chiamati a esprimersi. Non su altro. Sulla qualità della capacità amministrativa del Presidente e sulla qualità di una squadra che vede proporsi nel segno di un rinnovamento generazionale e culturale. Una squadra che non si limita al Centro-Sinistra, ma guarda decisamente oltre. In sostegno di Stefano Bonaccini ben sei liste. Particolarmente interessante la lista che vede insieme PiùEuropa-PSI e PRI. Un esperimento naturale che punta sul riformismo storico della Regione, PRI e PSI, e si meticcia con la novità di “Più Europa”. Una lista in “movimento” che coniuga una nobile tradizione riformista e mazziniana con una novità europeista di matrice liberale. Ne parliamo con Marco Strada, segretario regionale Psi dell’Emilia Romagna.

Come vedi il PSI questa lista così innovativa? Immagino non sia stato un percorso in discesa…
Non nascondo che la scelta di dare vita ad una lista con +Europa e PRI non è stata facile, da un lato il Partito che con il cambio del simbolo e il ritorno al garofano ha generato tra gli iscritti entusiasmo e la volontà di presentarsi all’appuntamento elettorale del 26 gennaio con il proprio simbolo, dall’altro la consapevolezza che solo con la realizzazione di una lista con altre forze politiche si sarebbero create le condizioni per superare il quorum per potere eleggere rappresentanti nel Consiglio Regionale.
Sono stati giorni difficili, la scelta da fare era tra identità e opportunità, la decisione da prendere l’ho discussa con i segretari provinciali e il Direttivo regionale e la scelta è stata quella della lista con altri.

Potrebbe trattarsi di un esperimento in grado di tradursi non solo in una lista elettorale ma in un vero e proprio progetto riformista che tiene conto del rispetto delle comuni radici di giustizia sociale, libertà e democrazia partecipata?
Onestamente non sono in grado di dire se sarà l’inizio di un progetto politico riformista, certo che tra le sei liste che sostengono Bonaccini quella da noi realizzata è sicuramente quella che più di altre intende caraterizzarsi sui temi riguardanti la giustizia sociale, i diritti, il lavoro, la democrazia partecipata e la forte sinergia con l’Europa.

Possiamo dire che si parte da una ottima base. C’è ancora molto da fare. Questa potrebbe essere l’occasione per implementare infrastrutture. Per esempio. Rilanciare con attenzione tutto quello che serve per la competitività delle imprese dell’Emilia-Romagna. Aziende all’avanguardia, pienamente in grado di guardare all’Europa…
L’Emilia Romagna sotto la guida di Bonaccini ha fatto importanti passi avanti pur in un quadro socio-economico particolarmente complicato. Il buon governo lo si palesa attraverso i numeri: nel quinquennio 2014 – 2019 la regione ha impegnato quasi tutte le risorse del Fondo europeo 1,2 miliardi; l’Emilia Romagna è la prima Regione in Italia per crescita, il Pil regionale è il più alto d’Italia, in cinque anni la disoccupazione si è abbassata dal 9% al 5,9%; sul versante sanità è stato abolito il supertiket; sulla sostenibilità ambientale si è incentivato l’uso della mobilità pubblica con il potenziamento della raccolta differenziata che ha raggiunto la quota del 68% si sta realizzando il piano di chiusura progressiva di discariche e inceneritori.
Ovviamente vi sono anche delle criticità che vanno aggredite e risolte, sul versante sanitario occorre lavorare per ridurre ulteriormente i tempi di attesa per visite e esami, occorrono nuovi ospedali e nuove assunzioni per qualificare sempre più la sanità pubblica; sulla fragilità ambientale occorre più risorse per opere di riassetto del territorio e un patto per il clima, per ridurre l’inquinamento atmosferico, l’Emilia Romagna è la più inquinata d’Europa; sull’assetto istituzionale va promosso sempre più il processo di fusione fra i comuni;

I candidati del PSI vedono la presenza di giovani e anche di esperti amministratori. Possiamo tracciare un quadro di tutta la squadra socialista?
Venti su cinquantuno sono i candidati Socialisti, dieci uomini e dieci donne così distribuiti: Bologna (Marco Landucci. Nicoletta Durante. Carmela Carnevale. Roberto Caniglia). Ferrara (Sauro Borea). Forlì-Cesena (Edoardo Maria Pedrelli). Modena (Paolo Cristoni. Anna Castiello. Giampaolo Briscagli. Teresa Savino). Parma (Paola Biacchi. Gianpaolo Cantoni. Natasha Fracassi). Piacenza (Luca Ciardelli. Monica Galaverna). Ravenna (Eleonora Tazzari). Reggio Emilia (Daria De Luca. Stefano Rossi. Lorenzo De Medici). Rimini 1 (Carmela Carnevale) ; nei collegi di Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia sono capolista rispettivamente Sauro Borea, Eleonora Tazzari e Daria De Luca. Abbiamo il candidato giovane Edoardo Maria Pedrelli 18 anni.
La lista è composta da: amministratori pubblici, liberi professionisti, studenti, imprenditori, lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori precari. Una rappresentanza, quindi, assai differenziata accomunata dal senso di appartenenza ad un partito che fa dell’impegno contro ogni forma di discriminazione, del diritto al lavoro , della centralità della sanità pubblica e della scuola pubblica gli elementi distintivi.
A tutti, “buon lavoro”!

MASSIMO RICCIUTI

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