mercoledì, 30 Settembre, 2020

Verticalità, incastro dimensionale tra parole

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In questi giorni, fresco di stampa, è arrivato nelle librerie ‘Verticalità’, il nuovo libro di poesie in acrostico del poeta Salvatore Rondello, pubblicato da Tipheret nella collana ‘Punto Luce’.
Dopo ‘Vagazioni’(Aletti 2015), ‘Corpo bifronte ed altre vagazioni’ (Aletti 2017) ed ‘Acrosticamente’ (Zacinto Edizioni 2019), con ‘Verticalità’, Salvatore Rondello prosegue il suo percorso poetico utilizzando la tecnica poetica dell’acrostico. Una caratteristica più unica che rara, al punto che potrebbe ormai aver meritato l’appellativo di “Poeta dagli acrostici”.

 

Già in ‘Vagazioni’, al suo esordio, Cetta Petrollo, nella prefazione, notava con acutezza di spirito e di osservazione: “…Salvatore gioca in incastro dimensionale, in partita doppia e doppia lettura, mettendo l’una di fronte all’altra la statuaria struttura dell’acrostico con la volatile forma dell’haiku. L’emozione così gioca fuori e dentro questi due schemi e nel sinuoso rimbalzo la sensualità poetica di Salvatore Rondello dispiega tutte le sue potenzialità senza restarne prigioniera”.
Successivamente, nella prefazione di “Corpo bifronte ed altre vagazioni”, Simona Cigliana, in una approfondita analisi, ha scritto: “L’impegno dell’acrostico e la sfida della brevità finiscono infatti per sottolineare l’ambizione conoscitiva, morale e didattica di questo autore, la cui fonte di ispirazione è il kalòs kai agathòs nella sua migliore accezione, etica e politico-sociale: l’aspirazione al bene, al bello all’utile collettivo, dettano a Salvatore Rondello idee generose, parole grandi ed eccelse, rispondenti ad una sentita vena morale”.
Nella prefazione di ‘Acrosticamente’, Franco Campegiani con lucida visione ha evidenziato: “L’idea che vi soggiace è quella di un tesoro nascosto, custodito nello scrigno del componimento, la cui chiave segreta sta nelle iniziali di ogni verso”. Ed infine: “Insegnamenti etici degni di grande attenzione, offerti in pagine di semplice e scarna comunicazione poetica, attraversata da un fiume di nobili passioni e struggenti idealità. L’espressione, nitida e luminosa, concisa alla stregua di haiku, fotografa immagini della vita quotidiana, ritraendo fatti, persone o cose che il poeta non commenta, conducendo il lettore sulle soglie di una riflessione che è chiamato a svolgere a sé”.
Nella prefazione al libro pubblicato in questi giorni, il prof. Domenico Mazzullo dà una sapiente spiegazione al titolo ‘Verticalità’: “Verticalità come posizione eretta, salda, forte, dignitosa, perché in tutte le poesie, dalla prima all’ultima, questa è l’immagine che scaturisce immediatamente e che accomuna tutti i versi. Posizione eretta, che non vuol dire superba e sprezzante, anzi al contrario, significa conscia e consapevole dei propri limiti e delle proprie debolezze, ma proprio in virtù di questa consapevolezza, si permette e si concede la posizione eretta, frutto di tanti ostacoli superati, di tante vittorie conseguite, di tante sconfitte subite ed assorbite. Questa è la filosofia dell’Autore, Che ritengo di conoscere bene e di Cui credo di aver compreso anche lati ed aspetti psicologici, che, per pudore e modestia, non lascia trasparire e gelosamente custodisce in Sé”.
Domenico Mazzullo, manifestando predilezione per la poesia ‘Amicizia’, scioglie un erudito commento: “Nei versi dell’Autore, intensi, serrati, concisi, completi, risuonano certamente, le ho riconosciute, le pagine del “De Amicitia”, di Cicerone, della “Etica Nicomachea”, di Aristotele, i sentimenti reciproci di Oreste e Pilade, di Eurialo e Niso, di Achille e Patroclo, di Narciso e Boccadoro, e ancora le pagine di “Capitani coraggiosi” e del “Libro della giungla” di Kipling, di “I Ragazzi della via Paal” di Molnar, di “Cuore” di De Amicis, di “Pinocchio” di Collodi. Certamente il mio Autore e Mentore conosce bene il detto di Aristotele: “Cos’è un amico? Una singola anima che vive in due corpi”.
La poesia ‘Amicizia’ scelta in modo esemplificativo da Domenico Mazzullo, rende bene l’idea della complessità intrinseca ed estrinseca, allegorica e retorica della poetica di Salvatore Rondello che manifesta anche una grande capacità di superamento delle difficoltà elaborative presenti nell’acrostico.
Per l’immagine di copertina è stata scelta un’opera da ispirazione pirandelliana del pittore Vincenzo Sciamè: “L’uomo dal fiore in bocca”.

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