sabato, 31 Ottobre, 2020

NIENTE ORDINE SPARSO

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Sulla riapertura della scuola a settembre si è consumato un nuovo vertice tra governo e regioni. Si è discusso soprattutto del nodo principale dei trasporti. E l’accordo non si è trovato. I governatori, guidati dal presidente della Conferenza delle regioni Stefano Bonaccini, sono stati netti: o si arriva a un’intesa “chiarendo i limiti delle capienze o si rischia il caos, non ce la facciamo”.

 

Il vertice è iniziato dalle 11 di questa mattina: presenti i governatori in videoconferenza a confronto con il ministro degli Affari Regionali Boccia e i ministri Azzolina, Speranza e De Micheli. Partecipano anche il capo della Protezione Civile Borrelli e il commissario Arcuri.

 

“Muoversi in ordine sparso – ha commentato il senatore del Psi Riccardo Nencini, presidente della commissione scuola e cultura del Senato – non porterà a nulla di buono. Il governo dovrebbe adottare un provvedimento perché gli orientamenti delle regioni per la riapertura delle scuole siano coordinati”.
“Siamo in una fase di emergenza, che il governo si comporti di conseguenza. La scuola è un bene comune, non può essere abbandonata alla discrezionalità dei singoli governatori in frangenti così delicati. E poi i trasporti. Urge un piano per far fronte all’apertura differenziata delle scuole. Il Mit deve metterlo rapidamente sul tavolo”.

 

Tra i nodi da sciogliere un protocollo unico per la gestione di eventuali casi di Covid all’interno delle scuole e quello dei trasporti. E anche la questione mascherine in classe. Sul tema trasporti sono stati proposti pannelli separatori morbidi tra i posti a sedere sugli scuolabus in modo da aumentare la capienza in sicurezza e orari di ingresso a scuola sfalsati. Quanto alle mascherine, le Regioni propongono di prevederne l’obbligo al banco solo in caso di estrema necessità, quando cioè non sia possibile garantire la distanza di un metro tra gli alunni per carenza di spazi.

 

L’incontro governo-Regioni sulla scuola “non è stato un fallimento ma un dialogo” ha affermato il ministro della Famiglia Elena Bonetti a Tgcom24 spiegando che “va costruito un percorso che ha più soggetti responsabili coinvolti sia a livello del governo, sia delle Regioni. Poi ci sarà il livello comunale, i sindaci, i dirigenti scolastici. Tutto un sistema deve trovare soluzioni coordinate che rispondano alle famiglie e agli studenti”.

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