venerdì, 20 Settembre, 2019

Vertice SEECP di Sarajevo. L’influenza turca nei Balcani

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Non era iniziato certamente nel migliore dei modi il vertice sulla cooperazione dei Paesi del Sud Europa, di scena in questi giorni a Sarajevo. Il Premier del Kosovo Thaci, non essendo stata riconosciuta l’indipendenza del suo Paese dal Presidente bosniaco in carica, il serbo Dodik, aveva rifiutato di partecipare rimanendo a Pristina e per solidarietà la rappresentanza albanese aveva cancellato la sua partecipazione. Di qui una serie di polemiche con gli organizzatori bosniaci che avevano accusato Pristina e Tirana di voler boicottare un processo politico di enorme valenza infliggendo un colpo mortale alla collaborazione in un area che avrebbe bisogno di unità di intenti. Nella discussione si era poi inserito il Ministro degli Esteri serbo Dacic che aveva preso la palla al balzo sostenendo che se la Repubblica Srpska facesse come il Kosovo la comunità internazionale dovrebbe accollarsi un altro problema per la coesistenza pacifica.
Il tutto per fotografare la realtà sempre più critica tra kosovari e serbi di recente inasprita ulteriormente dalla questione dei dazi doganali. Ma il vertice è andato avanti e nella seconda giornata ha visto una presenza di rilievo, quella del Presidente della Turchia Erdogan. Una presenza che al di là della partecipazione, ha permesso di confermare quanto sia importante nella geografia geopolitica di questo territorio l’influenza turca. Erdogan si è schierato per una rapida integrazione dei Paesi dei Balcani Occidentali nell’Unione Europea facendo chiaramente intendere come si debba al più presto iniziare il processo di adesione per Albania e Macedonia del Nord e rilanciando la necessità di un grande sforzo per completare l’ammodernamento delle infrastrutture, basilare per la ripresa economica di questi Paesi. A questo proposito si è soffermato sulla importanza di dare inizio ai lavori dell’autostrada Belgrado Sarajevo, sul cui progetto si sta lavorando da anni e che vedrà una partecipazione finanziaria della Turchia, che la considera indispensabile per i collegamenti e lo sviluppo di questa area. Erdogan con il suo protagonismo ha indubbiamente risollevato le sorti di questo vertice ponendosi come punto di riferimento a fianco dei Paesi dei Balcani occidentali che dal recente incontro polacco di Pozdam avevano ricevuto le solite dichiarazioni di principio ma nulla di concretamente valido sul cammino dell’integrazione europea.

Alessandro Perelli

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