venerdì, 27 Novembre, 2020

VERTICE UE: MONTI TRATTA SULLO SPREAD, SI ARRIVA ALL’INTESA

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Dopo 15 ore di estenuanti trattative, all’alba si è giunti ad un accordo. Il ‘difficilissimo’ negoziato proposto ieri da Mario Monti al Vertice Ue sullo scudo anti-spread ha dato ragione a Italia e Spagna. Nella prima delle due giornate, in programma il premier era arrivato al palazzo del Justus Lipsius forte del sostegno del capo dello Stato e dei partiti della sua strana maggioranza. Compreso quello di Silvio Berlusconi, secondo il quale l’Italia ha rispettato gli impegni e ora merita misure immediate. Ma il fatto che il Professor Mario, appoggiato dalla Spagna, abbia messo sul tavolo la minaccia di non partecipare alla cooperazione rafforzata sulla Tobin Tax, è stata la mossa vincente come la doppietta di Supermario a Varsavia.

OLLI REHN, MISURE SALVA ITALIA E SPAGNA – La proposta aveva, sin dall’inizio, ottenuto il sostegno di Francia, Spagna e della Commissione europea che per bocca del suo commissario Olli Rehn aveva detto che sarebbero servite misure per proteggere Italia e Spagna dalle turbolenze dei mercati sui titoli sovrani. Una posizione che faceva ben sperare la delegazione italiana, visto che l’eurogoverno è solitamente molto attento a non sostenere proposte sgradite a Berlino.

SI’ A PIANO 130 MLD – Mentre i leader europei sembrano vicini a stringere un patto per la crescita e il lavoro, che ha l’ambizione di mobilitare circa 130 miliardi di euro, restano distanti su come aiutare Italia e Spagna a finanziare il debito con rendimenti sostenibili. L’urgenza della crisi ha scompaginato l’agenda dei 27. Ha prevalso il buon senso verso quella che il premier Monti aveva definito come la necessità di prendere misure immediate (‘entro lunedi’ mattina’, era stato il monito del premier Mario Monti) per venire incontro ai Paesi piu’ vulnerabili della zona dell’euro.

I RISULTATI – L’attuale Efsf e il previsto Esm potranno dunque comprare titoli sia sul mercato che direttamente alle aste. Il Paese che richiedesse questo sostegno dovrà firmare un memorandum di intesa. Ma sarà un memorandum a condizioni molto diversi da quello imposte, ad esempio, alla Grecia, perché si limiterà a ribadire gli impegni presi a livello europeo e a certificare i risultati di risanamento raggiunti.

Lucio Filipponio

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