sabato, 24 Ottobre, 2020

Elezioni Vienna: si confermano i socialdemocratici

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Nella giornata di ieri, domenica 11 ottobre, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale della città di Vienna. L’organo assembleare, composto da cento membri è, nello stesso tempo, anche consiglio regionale, in quanto Vienna è equiparata ad un Land, in virtù dei quasi due milioni di abitanti e del suo status di capitale della Repubblica d’Austria.
La SPÖ (Partito socialdemocratico) ha difeso la storica roccaforte, confermandone la guida e la tradizione che, dal 1918, le è valsa l’appellativo di “Vienna rossa”.
I socialdemocratici, guidati dal sindaco uscente Michael Ludwig, hanno ottenuto il 43% dei consensi, in crescita di quasi quattro punti rispetto alle precedenti consultazioni del 2015. 
L’ÖVP (partito popolare), il partito del cancelliere Sebastian Kurz, si afferma come seconda forza politica, raddoppia i consensi rispetto alle elezioni di cinque anni fa, attestandosi al 18,5%. Un risultato positivo per i conservatori ottenuto su una proposta politica orientata decisamente a destra.
Seguono i Verdi con il 12,2%, in crescita di mezzo punto percentuale, a conferma dell’apprezzamento dell’elettorato nei confronti dell’alleanza tra gli ecologisti (che esprimono la vicesindaca) e i socialdemocratici: una squadra di governo che negli ultimi anni ha reso Vienna una città più ecosostenibile.
Inoltre, i Verdi- unico partito con responsabilità di governo sia a livello federale che a livello statale- sono riusciti a stabilizzare il consenso elettorale, registrando un leggero aumento.
Crolla la destra radicale, l’FPÖ passa dal 30,8% al 8,9%, mentre i liberali di Neos ottengono un buon 7%.
Nel tonfo dell’area sovranista, si registra la mancata elezione al consiglio di Heinz-Christian Strache che non supera la soglia di sbarramento, raccogliendo il 4,3% dei suffragi.
È molto curiosa la vicenda che riguarda lo stesso Strache: dopo essere stato espulso dall’Fpö, a causa dell’ “Ibiza gate”, uno scandalo politico che fa emergere rapporti e finanziamenti tra l’Fpo e oligarchi russi, ha creato una lista personale con le stesse parole d’ordine dell’Fpo.
L’esperimento elettorale non è riuscito, l’unico risultato ottenuto è stato quello di aver contribuito al crollo del vecchio partito di appartenenza. Tuttavia, si tratta di una vittoria amara, perché la lista di Strache non entra in consiglio e conferma la propria marginalità politica.
 Riguardo alla formazione del nuovo governo, per la Spo sono possibili diversi schemi di collaborazione con i popolari, con i liberali o con i verdi.
Alla luce dei risultati, sembra probabile che i socialdemocratici vogliano proseguire l’esperienza amministrativa della coalizione rosso-verde. Un’alleanza che raccoglie più del 55% dell’elettorato viennese e che ha visto aumentare i consensi a entrambi i partiti. Un buon viatico per proseguire nell’esperienza del governo progressista della capitale austriaca.
Paolo D’Aleo

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