lunedì, 18 Febbraio, 2019

Violenza sulle donne. Locatelli: «Guardo alla legge Zapatero contro il “machismo criminal”»

1

Pia Locatelli-Psi

La violenza sulle donne? E’ una questione di genere. Lungi da semplificazioni o banali giochi di parole, la risoluzione di un fenomeno drammatico sul quale, seppur in gran ritardo, anche l’Italia si sta adeguando sul piano normativo non può che passare per il colmare quel gap nell’ordinamento giuridico italiano riguardo al concetto di genere. A ribadirlo è una nota del Governo allegata alla Convenzione di Istanbul (da qualche giorno ratificata anche dall’Italia) che definisce il concetto di genere come “non presente”. Prima firmataria di una mozione sulla violenza contro le donne, la deputata Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne, ieri nell’Aula di Montecitorio ha portato avanti con forza questo punto affermando: “Qualcuno ha detto che il genere non esiste nella nostra legislazione. Io trovo al contrario che il concetto di genere ci aiuta a capire a fondo anche il concetto di violenza contro le donne perché si riferisce a ruoli e comportamenti socialmente costruiti che una società considera appropriate per donne e uomini”.

DISCRIMINAZIONE  E PREGIUDIZIO – Insomma la deputata socialista coglie nell’arretratezza culturale, radicatasi negli anni come un cancro e tradottosi in subculture maschiliste che nel sesso debole individuano la loro valvola di sfogo, che del concetto di genere fanno uno spartiacque tra un’ideale serie A e serie B, una delle principali cause dell’odioso fenomeno. Occorre dunque partire dal chiarire il concetto di genere, altrimenti “rischiamo – ha dichiarato Locatelli – di perdere di vista le cause profonde della violenza che sono radicate nelle relazioni di potere storicamente ineguali tra uomini e donne, nella discriminazione sistemica basata sul genere e sul pregiudizio culturale della superiorità del maschio rispetto alla femmina, come hanno detto le esperte delle Nazioni Unite”. Il retroterra di quello che oggi chiamiamo, un pò genericamente “femminicidio”, è invece cultura alquanto diffusa nel nostro Paese “che la violenza alle donne sia originata dalla liberalizzazione dei costumi degli ultimi decenni. ‘Se l’è cercata’, si sente ancora dire, il che è una sorta di continuum logico rispetto al fatto che fino a trent’anni fa avevamo leggi che giudicavano con indulgenza gli uomini che uccidevano le donne per difendere l’onor proprio”.

“MACHISMO CRIMINAL”: LA LEZIONE ZAPATERO – Cambiare questo stato di cose è possibile. Ed esempi virtuosi ed efficaci sono a poche migliaia di km da noi. “Ho imparato dall’ex primo ministro spagnolo Zapatero – ha sottolineato Locatelli – il termine “machismo criminal” quando aprì la sua campagna elettorale nella primavera del 2004 con un impegno preciso: la prima del suo gabinetto sarebbe stata una legge integrale sulla violenza contro le donne. In quella settimana ben cinque donne erano state ammazzate e, rispondendo alla Conferenza dei Vescovi spagnoli che avevano attribuito quelle morti alla liberalizzazione dei costumi, egli disse che si trattava appunto di machismo criminal. La prima legge del suo gabinetto fu una legge integrale la cui implementazione diminuì la violenza contro le donne sensibilmente”.

 Lucio Filipponio

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply