sabato, 26 Settembre, 2020

Virgilio Ferrari, un medico al servizio dei lavoratori

0

Nacque a Pordenone il 9 marzo del 1888. Dopo avere superato i vari gradi della istruzione secondaria frequentando gli istituti scolastici di Como, usufruì di una borsa di studi che gli permise di frequentare i corsi di Veterinaria presso la Scuola Superiore di veterinaria di Milano, dove conseguì brillantemente la laurea nel 1904. Successivamente lavorò a Fiume, fin quando decise di iscriversi alla facoltà di Medicina presso l’Ateneo di Pavia, dove si laureò nel 1914. Da quell’anno iniziò una attività che l’avrebbe assorbito per una buona parte della vita. Fu assistente del prof. Carlo Forlanini, medico clinico, medico tisiologo, primario nel Sanatorio di Garbagnate Milanese, e lavorò intensamente facendosi sempre apprezzare come medico e come studioso di malattie polmonari, amato da tanta povera gente, che per il suo altruismo e la sua abnegazione lo chiamava “il medico dei poveri”. Fin dai più giovani anni fu attivo tra i socialisti e all’indomani della Grande Guerra fondò la Lega dei medici socialisti. Dopo il ’19 coi compagni di fede visse gli anni dell’avanzata del proletariato, del contrattacco della reazione, della sconfitta delle forze di progresso e della imposizione della dittatura fascista dando coraggio ai lavoratori e alimentando la fede in un migliore domani. Come tanti antifascisti non ebbe vita tranquilla: venne infatti attentamente vigilato dalla polizia e seguito in ogni suo movimento. All’indomani della fuga in Francia di Filippo Turati venne arrestato e inviato al confino di polizia. Nel 1944, trovandosi a Milano impegnato nell’ospedale di Garbagnate venne arrestato da una brigata fascista, internato per qualche tempo nel carcere di San Vittore e successivamente trasferito nel campo di concentramento di Bolzano. La ripresa della dialettica politica dopo la fine della guerra e la sconfitta dei nazifascisti lo richiamò nell’agone politico nelle file del Partito socialista. Pur impegnato fortemente nell’attività professionale, trovò modo e tempo per lavorare nelle organizzazioni del proletariato e ricoprì diversi incarichi per conto del Partito socialista: tra l’altro fu consigliere comunale a Milano negli anni della amministrazione socialista guidata da Antonio Greppi. Nel partito fu sempre con quanti credevano nel socialismo democratico occidentale: per questo, avviandosi la guerra fredda e la divisione del mondo in due grandi blocchi, l’uno facente capo agli USA, l’altro all’URSS, egli si schierò coi socialisti autonomisti sostenitori del primo. Quando nel gennaio del ’47 avvenne nel Psi la scissione e nacque il Psli, egli non ebbe dubbi e con buona parte dei quadri socialisti milanesi aderì al nuovo partito. Entrò allora nella Giunta comunale tenendo l’assessorato all’igiene. Nel giugno del ’51 venne eletto sindaco. Mostrò allora una positivo dinamismo: per il suo carattere e per certi suoi atteggiamenti nel partito era considerato un conservatore, ma egli, smentendo dubbi e riserve, nell’attività di amministratore si mostrò molto attivo e realizzatore: continuando l’opera di Greppi, avviò alla fase conclusiva la ricostruzione della città, duramente provata dai bombardamenti negli anni della guerra, la costruzione della metropolitana e la modernizzazione dell’aeroscalo di Milano-Linate. Dal 1956 al 1961, godendo sempre della piena fiducia dei consiglieri e del partito cui apparteneva guidò l’amministrazione anche per un secondo mandato. Per due volte fu candidato alla Camera, ma non riuscì a conquistare il seggio. Sedette tuttavia a Montecitorio dal 1964 al 1968, occupando il seggio che era stato di Pietro Bucalossi, suo collega nella professione, il quale si era dimesso per ricoprire la carica di sindaco. Dopo questa esperienza tornò all’attività professionale, che lo aveva sempre appassionato. Concluse la sua vita, piena di successi e di meritati riconoscimenti, ritirandosi per qualche anno in una casa di riposo milanese, dove morì il 12 giugno del 1975.

Giuseppe Miccichè

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply