martedì, 24 Novembre, 2020

Virologi di laboratorio e di televisione

0

L’offerta di trasmissioni televisive cresce a dismisura con l’avvento del Coronavirus, inoltre, c’è stata una tale impennata che qualsiasi argomento trattato politico, sociale, economico, è conseguente al Coronavirus.
Quando i politici si sono accorti di aver iniziato a dire sciocchezze sul tema, però, hanno coinvolto i medici virologi mettendoli davanti alle telecamere al loro posto per far spiegare compiutamente ai cittadini i migliori comportamenti da tenere in tempo di Covid. Ma la generosità e l’inesperienza mediatica li ha portati a parlare e si sono spinti troppo nelle parole: fino a bisticciare fra loro e mandare in confusione le famiglie italiane che già erano in ansia per il lavoro, per la scuola e per i genitori anziani.
Capisco che per questi scienziati abituati ad impegnare il tempo tra alambicchi e misture miracolose, essere sbattuti sul palcoscenico televisivo sia stato un trauma; inizialmente pensavano di parlare in un convegno di studiosi, e non a semplici cittadini timorosi che li ascoltavano come fossero un oracolo.
Infatti, i problemi sono nati quando gli oracoli ci hanno messo del loro e si sono persi a disquisire di argomenti che poco avevano a che vedere con la pandemia : non dovevano cavalcare i destrieri dell’Apocalisse e terrorizzare i cittadini!
La cosa commovente è che molti di loro, quando venivano contattati per intervenire nelle trasmissioni, correvano prima in ospedale per bardarsi con i camici stropicciati per dare l’idea di essere appena usciti da reparti al limite dell’apocalittico e, amplificate le borse sotto gli occhi per accentuare la stanchezza, rilasciavano perle di saggezza come ad imitare i santoni indiani.
Quando agli inizi di giugno sono calate le luci della ribalta, sembra che molti siano andati in crisi da astinenza televisiva e abbiano passato un’estate d’Inferno.
Ora, eccoci alla riapertura delle scuole, l’autunno ha portato l’influenza e i Paesi vicini sono nel panico per le migliaia di contagiati; tutto questo per i medici nostrani è una ventata di speranza per poter tornare sotto i riflettori televisivi.
Adesso il contagio offre ai nostri virologi la possibilità di sprovincializzarsi e cimentarsi perfino in previsioni pandemiche oltre i confini italici, visto il contagio di Donald Trump e le prossime elezioni presidenziali americane.
Intanto, come nella più classica delle sfide politiche, anche tra i medici ricercatori ci sono i simpatizzanti dei progressisti e dei sovranisti: i primi hanno già ricevuto incarichi e tutti gli altri, un pochino invidiosi, sparano a zero sui fortunati colleghi sperando in una prossima tornata elettorale dove possano partecipare e vincere al fine di sostituire chi oggi è arrivato ai vertici del potere. Senza ascoltare i santoni indiani, ho idea che anche i virologi si stiano ispirando a quella citazione siciliana che dice: “megghiu cumannari ca futtiri”.

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

Leave A Reply