martedì, 20 Ottobre, 2020

Visco favorevole al Mes: “Non vedo gravi problemi a usarlo”

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Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, intervenendo al Festival dell’economia di Trento, si è pronunciato a favore del ricorso al Mes affermando: “Il punto fondamentale è che è un prestito a condizioni migliori del mercato concepito per un periodo lungo, di dieci anni, per fare operazioni di natura strutturale o per assunzioni di operatori e per rafforzare la sanità locale. Non vedo gravi problemi a usarlo: l’unico potrebbe essere quello dello stigma, ma quello stigma è legato a un cattivo utilizzo dei fondi o a una cattiva comunicazione.

 

Sul Mes dal punto di vista puramente economico vedo solo vantaggi: non si va sul mercato, è a lunga scadenza, la condizionalità è solo di spendere soldi sul settore per il quale è disegnato questo fondo. Certo c’è il tema dello stigma, è una cosa che va affrontata, ma, il problema della Troika non esiste. Il debito pubblico italiano è sostenibile ai costi attuali, il livello di sostenibilità è ovvio. Il problema sono gli effetti distorsivi che nascono dal debito alto, su come fare gli investimenti pubblici da fare. Ha ragione il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, quando dice che il debito bisogna tenerlo basso per avere la possibilità di incrementarlo nei periodi difficili come l’attuale. L’aumento del debito quest’anno è dovuto al combinato disposto di maggior spesa pubblica necessaria per sostenere l’economia colpita da uno shock imprevedibile, forse qualcuno l’avrebbe dovuto prevedere ma non noi, e contemporaneamente dalla caduta delle entrate legata sempre all’economia”.

Anche secondo Visco: “Quest’anno il Pil dovrebbe scendere del 10%, forse un pò meno ma questa è l’area a cui si guarda. Nel passato il debito italiano è aumentato non tanto per la finanza pubblica fuori controllo ma per l’economia stagnante. Questo è il punto cruciale. Cosa fare? Dobbiamo usare bene le risorse di Next Generation Eu. In generale, il debito va ridotto per avere maggiori spazi di manovra”.
Concludendo, il governatore della Banca d’Italia ha detto: “Del resto mi chiedo perché uno ha paura di mostrare che utilizza bene dei fondi, anzi se lo mostra ha maggiori facilità di raccolta sul mercato a condizioni migliori di quelle che ora, pur migliorate, non sono ancora vicine a Spagna e Portogallo. C’è una incertezza troppo alta per avere una stima: gli scenari dipendono da due-tre fattori cruciali. Da noi la situazione è grave ma più contenuta rispetto ad altri paesi ma i consumi sono frenati, c’è un risparmio non più forzato da un periodo di chiusura ma che è precauzionale e tiene bassi i consumi e pesa sull’attività produttiva. Io credo poco a sorprese positive. Abbiamo anche una difficoltà nel fare le nostre valutazioni che riguarda gli effetti globali della pandemia che si sovrappongono rispetto a quelli del commercio internazionale con il conflitto tra Usa e Cina che ci riguarda. Sull’euro la mia posizione coincide con quella del Consiglio direttivo. Il rafforzamento della moneta ci preoccupa, perché genera ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi in una fase in cui l’inflazione è già bassa”.

 

Salvatore Rondello

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