venerdì, 18 Ottobre, 2019

Vittorio D’Ippolito
Per una Alleanza Riformista

0

Seguendo il dibattito sull’Avanti! on line, ho notato pochi, pochissimi interventi a commento delle recenti Elezioni europee ed amministrative. Mi è parso, in verità, un segnale preoccupante di disinteresse verso le prospettive che si pongono di fronte al Partito.
Provo, dunque, a sollecitare un dibattito proponendo alcuni spunti di riflessione:

1) Il risultato di +Europa ha confermato l’esistenza di un’Area politica che attrae il consenso di circa un milione di elettori (grosso modo lo stesso consenso che, ai tempi, raccolse la Rosa nel Pugno);

2) Se i Verdi avessero convogliato, come noi, i propri voti su +Europa, oggi, quel Partito, avrebbe degli eurodeputati ed un differente peso sulla scena politica;

3) Da più parti, negli ultimi mesi, si è affermata l’insufficienza, da parte del PD, di rappresentare l’intero schieramento di Centrosinistra (la cosiddetta “vocazione maggioritaria” prima Veltroniana e poi Renziana) e la necessità, dunque, di dar vita ad un nuovo ed autonomo soggetto politico capace di proporsi come interlocutore credibile di un mondo liberaldemocratico, riformista ed ambientalista che, di fronte all’attuale offerta politica, o si è rifugiato nell’astensionismo o si è disperso in mille rivoli. Ma, al momento, nessuno dei soggetti che potrebbero dare inizio al processo fondativo di tale forza politica, pare intenzionato a fare la prima mossa : non lo fa Calenda, non lo fa Beppe Sala, non lo fanno +Europa o i Verdi. Può il PSI prendere l’iniziativa delineando le caratteristiche programmatiche ed organizzative sulle quali si potrebbe convergere e chiamando al confronto i soggetti interessati (ponendo alcuni paletti irrinunciabili : chiara collocazione nel Centrosinistra; carattere federativo del Soggetto; rilancio di una riforma complessiva del Sistema istituzionale del Paese fondato sull’introduzione del Premierato, sul ridisegno di Comuni e Regioni e sull’estensione del sistema di voto in uso per Comuni e Regioni anche a livello nazionale (La cosiddetta Legge per il Sindaco d’Italia di Boselliana memoria)?

4) Per la prima volta, in tanti anni, in nessuno dei comuni medio-grandi chiamati alle urne il 26 maggio scorso, è stato presentato il simbolo del Partito. E’ paradossale che un partito che fonda la sua ragione d’essere sulla preservazione della propria identità poi si nasconda agli elettori e lo faccia, si badi bene, non per costruire alleanze più larghe nelle quali la propria presenza sia, comunque, facilmente identificabile. Bensì solo per mimetizzarsi, in modo da poter chiedere il voto di preferenza sulla propria persona, trasversalmente, senza legarlo ad una opzione politica di parte (E’ questo che si intende con l’espressione Partito degli Amministratori?).

5) A giudicare degli interventi dei compagni (Base e dirigenti), quando parliamo di Socialismo, lo facciamo intendendo le più disparate cose: Si va dalle pulsioni neo leniniste della nostra FGS fino a quelli che il nostro direttore definisce “socialisti salviniani”. Forse sarebbe opportuno organizzare, per Settembre, una tre giorni dalla quale far emergere la nostra azione in favore del Socialismo liberale tracciando, al contempo, le linee programmatiche sulle quali tentare di costruire una “Alleanza Riformista” così come delineata al punto 3.

Vittorio D’Ippolito
Consiglio Nazionale PSI

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply