giovedì, 23 Maggio, 2019

Vota Garibaldi, cancellata la scritta più antica di Roma

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Una città che continua a imbarazzare per la faciloneria con cui viene governata, nonostante i problemi relativi a viabilità e pulizia delle strade, l’unico decoro in cui interviene l’amministrazione capitolina a guida pentastellata è quella su un reperto storico su un muro, la scritta più antica di Roma: vernice rossa ma fatta a mano, e recita: “Vota Garibaldi, lista numero 1”. Era a Garbatella, in via Basilio Brollo, e le parole che campeggiavano sul muro risalgono, ebbene sì, al 1948.
Era la testimonianza di un fervore politico di quell’Italia appena rinata Repubblica che si preparava alle elezioni del primo parlamento. E soprattutto l’unione di quelle due sinistre che negli anni a venire litigarono sempre rappresentate il PCI e PSI che unito nel Fronte Popolare adottava, come simbolo, il volto di Giuseppe Garibaldi.
Per turisti e studiosi è una tappa quasi obbligata da tempo, tanto che vi era stata installata di fianco una targa che ne spiegasse il significato. La scritta ha resistito per decenni alle intemperie meteorologiche e al tempo, ma non è sfuggito agli addetti al “decoro urbano” di Roma capitale.
“Questa mattina il nostro territorio sconta un insulto gravissimo alla sua memoria storica e all’identità democratica cittadina“, commenta su Facebook il presidente dell’ottavo municipio, Amedeo Ciaccheri. “Il nostro impegno quotidiano è cercare di restituire cura e attenzione al territorio in contro tendenza di una città in abbandono”.
Il Campidoglio corre ai ripari attraverso una nota: “La storica scritta ‘Vota Garibaldi’, nel quartiere Garbatella di Roma, non andava cancellata e il Campidoglio non ha mai dato disposizioni in tal senso. Verrà restaurata”. E precisa che si è trattato di “un errore di un addetto della ditta appaltatrice del servizio per il decoro urbano”.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    Incredibile inciampo per la squadra Decoro del Comune di Roma, che a caccia di slogan antisemiti sui muri cittadini ha per errore cancellato una storica scritta elettorale del 1948. Il Messaggero riporta la reazione del capo operaio: “Pensavamo fosse uno sfottò per la campagna elettorale, per le europee, una specie di presa in giro: vota Garibaldi! Sa quante ne cancelliamo di scritte politiche ogni giorno? Contro Salvini, contro Renzi, contro Di Maio. E chi se l’aspettava tutto questo chiasso, in fondo sempre un graffito è, pure se del dopoguerra, mica è un affresco, un’opera d’arte”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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