venerdì, 22 Novembre, 2019

Western Australia: alla scoperta delle “vie dei canti”

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Shell beach-QuokkaSafari in sella a un cammello. Nulla di strano, se non fosse che ci troviamo in Australia. I cammelli nella terra dei canguri? Sì, sono circa un milione e sono i discendenti di esemplari portati dall’Africa a metà Ottocento. D’altra parte, le sorprese sono tante nel paese di “quelli a testa in giù”: se dall’Inghilterra si scavasse fin dall’altra parte della terra, si sbucherebbe sotto i loro piedi. Per ritrovarsi in compagnia degli animali più strani oltre ai più noti canguri, koala, echidna, dingo, ornitorinco, wallaby e il vombato. Più dell’80% di piante, mammiferi, rettili e rane che vivono in Australia è unico al mondo e introvabile negli altri continenti. Qui ci sono più di 378 specie di mammiferi, 828 specie di uccelli, 4000 specie di pesci, 300 specie di lucertole, 140 specie di serpenti, due specie di coccodrilli e 50 varietà di mammiferi marini. Una preziosa riserva naturale che viene rispettata e custodita. Quando arrivi in Australia ti accorgi subito dell’attenzione quasi ossessiva a garantire l’isolamento ambientale di un paese che è stato un mondo a parte per millenni e che lo è, ancora oggi, in molte zone. Man mano comprendi che non è il solito viaggio. Piuttosto è un ritorno alle origini, per ritrovare se stessi, attraverso il contatto con la natura incontaminata. Quasi come effetto calamita, vieni catturato dall’antica filosofia di vita degli aborigeni, legata profondamente alla terra e al suo rispetto. Secondo gli abitanti originari dell’Australia era la terra a dar vita all’uomo, gli dava “il nutrimento, il linguaggio e l’intelligenza, e quando lui moriva se lo riprendeva”. E va rispettata perché “ferire la terra, è ferire te stesso”. Un pensiero che, forse, dovremmo fare nostro ovunque, per recuperare un pianeta ormai in disfacimento. Gli stessi miti aborigeni sulla creazione narrano di leggendarie creature che nel “tempo del sogno” avevano percorso in lungo e in largo il continente “cantando” il nome di ogni cosa che incontravano. Così il dedalo di sentieri “invisibili” che copre tutta l’Australia viene chiamato “Vie dei Canti” dagli europei e “Orme degli antenati” o “Vie della Legge” dagli aborigeni. L’intera Australia può essere quindi letta come uno spartito. Non c’è roccia o ruscello che non sia stato cantato o che non possa essere cantato, come Bruce Chatwin ricordava nel suo romanzo “Le vie dei canti”.

SULLE ORME DEGLI ABORIGENI  Per anni, l’importanza degli aborigeni nella cultura australiana è stata dimenticata, e lo è ancora. Salvo nella formula di mero sfruttamento per accalappiare turisti curiosi e desiderosi di portarsi a casa la foto con l’indigeno e il suo boomerang. Chissà non sia giunto finalmente il momento di riconoscere la popolazione aborigena e le Isole dello Stretto di Torres all’interno della Costituzione australiana. Molti sono ai margini delle città, i giovani riuniti in gang spesso violente, mentre un numero consistente vive in insediamenti in remote aree dell’Australia rurale. Tutti affrontano ancora problemi di salute e difficoltà economiche. D’altra parte, la legge fondamentale dello Stato non fa menzione della storia del paese antecedente al 1901, anno della sua promulgazione, e rimuove quindi l’esistenza dei First Australians (come sono ora definiti gli aborigeni d’Australia) presenti sul territorio dai precedenti 40mila anni. È giunto il momento, per uno Stato civile, di ottenere lo specifico riconoscimento delle culture e delle lingue aborigene, facendole diventare parte integrante del tessuto storico e socio-culturale del Paese.

MAL D’AUSTRALIA  Non esistono antidoti. Puoi solo tornarci, oppure considerare la possibilità di trasferirti qui, per tutta la vita (scelta fatta negli ultimi anni anche da molti giovani italiani che si sono trasferiti qui perché è la parte che sta conoscendo maggiore crescita economica). Certo, è distante e il volo sembra interminabile (oltre 24 ore). Da Melbourne ci si può imbarcare su uno dei voli più piccoli pronto a portarti nel western Australia, a Perth.  Fondata nel 1829 come colonia sul fiume Swan, è cresciuta molto lentamente fino al 1850, quando i galeotti furono portati qui per sopperire alla carenza di manodopera. Molti dei bei palazzi di Perth, quali la Government House e la Perth Town Hall, sono stati costruiti dai condannati. Nel 1890 la scoperta dell’oro fece aumentare la popolazione di quattro volte in un decennio, dando inizio al boom edilizio. Passeggiate attraverso i giardini botanici di Kings Park per poi attraversare le vie del centro dove pullulano negozi, musei, teatri e il palazzo della zecca dello stato. Gli abitanti di Perth vivono invece fuori città, nei bellissimi sobborghi di villette affacciate sull’oceano, circondate da rigogliosi giardini, facilmente raggiungibili con la metro in superficie. Uno dei sobborghi più caratteristici è quello di Fremantle.

ROTTNEST ISLAND –  Si trova a 19 km al largo della costa, all’altezza di Fremantle ed è la meta ideale per nuotare tutto il tempo lungo il litorale di sabbia bianca (63 spiagge). Cercate i quokka, marsupiali molto carini che hanno ispirato il nome dell’isola. Vi sono inoltre rettili e anfibi, molti tipi di uccelli e un ambiente marino molto popolato di pesci tropicali, leoni marini e stelle marine, oltre alle ben 140 specie di piante indigene.

LUNGO LA CORAL COAST – Man mano che ci si allontana dalla città, oltre a cambiare il clima, muta il paesaggio e le sue tonalità. Nel giro di pochi chilometri la regione preserva degli autentici tesori naturali come esotiche forme di vita marina, riserve nazionali e l’oceano più blu. Qui potete nuotare con i pesci più grandi del mondo, come lo squalo balena, una docile creatura che visita la scogliera ogni anno tra aprile e giugno. Oppure potete fare snorkeling dalla spiaggia alla stupenda Ningaloo Reef e fare il bagno con i delfini di Monkey Mia  che quasi quotidianamente nuotano fino alla spiaggia e potete offrirgli del cibo sotto la supervisione di un ranger del parco nazionale.  Dall’oceano blu si passa poi dalla distesa di terra rossa (davvero rossa, mai vista una tonalità così intensa) alle singolari formazioni rocciose del deserto dei Pinnacoli, di un colore giallo intenso. E poi dune di sabbia bianchissima che è divertente discendere con gli “slittini” quasi fossero dune di neve per poi attraversare estensioni di vegetazione rigogliosa e rituffarsi nuovamente nelle acque più limpide e trasparenti.

SHARK BAY, UN TUFFO NEL PASSATO  È la più grande baia d’Australia con i suoi 1.500 km di costa sinuosa. Qui è possibile osservare da vicino le stromatoliti di Hamelin Pool, le più antiche formazioni fossili viventi che attraggono scienziati da tutto il mondo: il ritrovamento di queste formazioni è paragonabile a quello di uno zoologo che scopre un dinosauro ancora in vita. Nelle piccole cittadine di pescatori di Exmouth e Coral Bay si incontrano vecchi lupi di mare pronti a raccontarvi le loro storie avventurose. Shell Beach è un’ampia spiaggia di piccole conchiglie bianche che coprono oltre sei chilometri di spiaggia e si trovano fino a dieci metri di profondità.

VOLI – Ci sono diverse compagnie con le quali è possibile viaggiare tutto l’anno con partenza da Roma e con scalo a Singapore oppure a Hong Kong, come British Airways, Alitalia, Quantas. Il volo dura in media ventiquattro ore.

Cecilia Sgherza

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