mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Whirlpool. Maraio: “Di Maio faccia rispettare gli accordi”

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“Bisogna fare applicare gli impegni che sono stati presi da Whirlpool e spero che domani la discussione al Mise non sia su come sanzionare Whirlpool, ma su come fare applicare gli accordi per non permettere di ridurre le commesse e di chiudere stabilimenti. Il problema non si risolve se domani vengono tolti i finanziamenti statali e l’azienda chiude. La vera questione che il Governo dovrà affrontare è perché le multinazionali non vengono più ad investire in Italia o spostano costantemente le produzioni all’estero”. Così il Segretario Nazionale del Psi, Enzo Maraio, parlando della vicenda Whirlpool.

Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in questi giorni sta cercando di copiare l’altro vicepremier convinto che fare la voce grossa sia l’unico modo per governare, e ha firmato “una direttiva ministeriale che revoca tutti gli incentivi” a Whirlpool. L’azienda, spiega il ministro, “non ha tenuto fede ai patti e si è rimangiata la parola” dopo aver ottenuto “circa 50 milioni di euro” di incentivi statali dal 2014 a oggi. La risposta della Whirlpool non si è fatta attendere e in nota prende atto “con rammarico della dichiarazione rilasciata dal ministro di voler revocare gli incentivi concessi e di bloccare il pagamento su quelli richiesti, pur non avendo l’azienda mai proceduto ad alcuna disdetta dell’accordo siglato”. Whirlpool anzi tiene a riconfermare “la centralità dell’Italia e la volontà di continuare a lavorare con tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione condivisa”. Whirlpool nel comunicato afferma che “non intende procedere alla chiusura del sito di Napoli, ma è impegnata a trovare una soluzione che garantisca la continuità industriale e i massimi livelli occupazionali del sito”.

Intanto, come riporta la Stampa, l’ex Ministro per lo sviluppo Economico Calenda, accusa senza mezze misure il ministro Di Maio di essere a conoscenza da tempo del dossier Whirlpool. Per Calenda Di Maio “sapeva da mesi” che la multinazionale Usa intendeva dismettere lo stabilimento di Napoli ma lo ha tenuto nascosto per opportunismo. Una accusa grave. La Stampa spiega che secondo Calenda Di Maio “sapeva tutto almeno dal 13 aprile”. “Perché da quella data in poi ci sono stati diversi incontri, almeno tre incontri a Invitalia con i soggetti interessati a rilevare l’impianto”. E la cosa più grave in questa vicenda è che pur sapendo già tutto il responsabile del Mise abbia poi fatto cadere la richiesta di incontro che verso fine aprile i sindacati, “che nel frattempo avevano fiutato qualcosa”, si erano preoccupati di inoltrare al Mise.

L’annuncio di Whirlpool, che oggi pomeriggio assieme ai sindacati torna al tavolo del ministero in un clima che si annuncia infuocato, è arrivato però solo il 31 maggio. “Guarda caso dopo che si è votato per le europee” sottolinea Calenda. “Ministro scorretto”.

Rincara la dose Ettore Rosato del Pd. Di Maio, dice Rosato, “non riesce a far rispettare neanche i patti che ha scritto lui”. Rosato spiega che “secondo il Sole 24ore non sarà possibile bloccare incentivi a Whirlpool che minaccia di lasciare l’Italia. Di Maio ha raccontato una bugia alle 450 famiglie di lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Una vergogna”.

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