lunedì, 26 Ottobre, 2020

Putin come Xi Jinping cambia le regole. Via il limite di mandato

0

Xi Jinping, capo del partito comunista e Presidente della Repubblica popolare cinese, lo ha fatto velocemente, con una modifica della Costituzione. Ora praticamente non ha più limite di mandato e può essere rieletto a vita. Per Vladimir Putin non è stato così semplice anche se la strada imboccata pare ormai in discesa. Certo ha dovuto sottoporsi almeno formalmente a tutte la condizioni che la vita istituzionale e burocratica della Russia gli imponeva di seguire ma il risultato, prima del 2024 , ultimo anno del suo mandato di Presidente , dovrebbe arrivare.

Recentemente la Duma, il Parlamento russo, da lui ampiamente controllato ha approvato un emendamento ad una legge costituzionale, che in pratica non pone più limite ai mandato del Presidente della Repubblica (per Putin si parlerebbe del 2036). L’emendamento è stato presentato da Valentina Tereshkova, la nota astronauta, poi eletta deputata, ed è stato approvato a grandissima maggioranza e subito dopo, con tempi record, riapprovato in seconda lettura come prevede la norma costituzionale. Da notare che Putin, con una regia che farebbe impallidire i maestri del cinema, si è dichiarato contrario all’emendamento della Tereshkova e alla modifica del limite dei mandati . Aggiungendo però che se dopo il voto positivo della Duma, il successivo pronunciamento della Corte costituzionale che avverrà nelle prossime settimane e infine il referendum popolare previsto in proposito a chiusura dell’iter venisse ribadita questa volontà, egli sarebbe costretto ad accettarla. Una manfrina che non è sfuggita alle forze di opposizione che pur decimate dagli ultimi arresti hanno chiesto al Comune di Mosca di poter organizzare una manifestazione di protesta.

Il motivo dominante della manifestazione sarà il fatto che la Russia, che per venti anni non ha rinnovato la leadership, non può crescere ed avere un futuro. Ma sicuramente costituirà un altro segnale che il movimento di protesta nei confronti di Putin evidenziatosi clamorosamente nel luglio 2019 nel corso delle elezioni comunali di Mosca è tuttora vivo e vegeto nonostante la violenta repressione poliziesca. In quella occasione furono attestati un migliaio di dimostranti che protestavano contro la mancata ammissione di una lista di opposizione per un cavillo burocratico. Fu arrestata, tra l’altro, anche l’adolescente Olga Misik, che in una piazza di Mosca leggeva la Costituzione e che divenne il simbolo della protesta nei confronti dello “zar” Putin. Ma la strada per trasformare la Russia da Repubblica a Monarchia costituzionale è ormai tracciata e forse solo le difficoltà create da una diffusione massiccia e incontrollate del coronavirus con quanto di conseguenza potrebbero bloccarla. Ma anche su questo le autorità russe precisano che la situazione è sotto controllo.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply