lunedì, 30 Marzo, 2020

Zdenek Hrib, politico dell’Est che sfida autoritarismo e chiusura

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Quando, nel novembre 2018, il medico oggi trentottenne Zdenek Hrib era stato eletto sindaco di Praga, la curiosità degli osservatori si era concentrata soprattutto sulla sua appartenenza politica. Era, infatti, uno dei massimi esponenti del partito cosiddetto pirata (Ceska piratska strana), movimento civico, ecologista ed europeista, che aveva costituito la novità delle elezioni amministrative praghesi ed insieme al altre formazioni civiche aveva poi costituito il Governo della città. Nessuno avrebbe immaginato che dopo poco più di un anno sarebbe diventato un punto di riferimento politico, anche dal punto di vista internazionale, per gli oppositori di quel patto detto di Visegrad che ha riunito in senso antieuropeo Ungheria, Polonia, Slovacchia e appunto Repubblica Ceca, contraddistintosi per una politica xenofoba e sovranista di netta chiusura ai migranti. Nello spazio di poche settimane Hrib si è fatto protagonista delle seguenti iniziative. Prima ha sottoscritto insieme si colleghi sindaci di Budapest, Varsavia e Bratislava il “patto delle città libere” in cui si promuovono i valori fondamentali dell’ Unione Europea come la tolleranza, la dignità degli essere umani, le politiche di inclusione sociale e che ha rappresentato un vero guanto di sfida ai Governi sovranisti di queste quattro città. Poi si è rifiutato di espellere un diplomatico di Taiwan nonostante le forti pressioni cinesi. Ma ha fatto di più: ha sostituito il gemellaggio Praga Pechino con Praga Taiwan e non contento ha ospitato il capo del Governo tibetano facendo toccare alle relazioni diplomatiche con la Cina un livello che definire basso è sicuramente un eufemismo.
Infine ha preso una decisione ancora più dirompente vista la posizione geopolitica del suo Paese. Con il voto favorevole dell’Assemblea comunale ha mutato la denominazione della piazza antistante l’ ambasciata russa a Praga. La stessa ora è dedicata al ricordo di Botis Nemtsov, oppositore di Putin, ucciso nel febbraio 2015 a Mosca. Senza dimenticare che nei prossimi giorni una via cittadina sarà intitolata a Anna Politkovskaja, la giornalista assassinata in Russia. Chissà quale sarà la reazione del Presidente della Repubblica Ceca Zeman filorusso ed antieuropeo che proprio lo scorso gennaio si era opposto al trasferimento della statua del maresciallo sovietico Konev oggi in centro in un posto periferico di Praga perché era considerato un ricordo della dominazione sovietica. Nessun commento ufficiale alla iniziative di Hrib da parte invece del Primo Ministro Ceco Babis, tuttora impegnato a respingere le accuse di utilizzo dei fondi europei per uso personale, in sostanza per finanziare le sue aziende. Cosa che ha provocato molte e numerose manifestazioni di protesta nella capitale e nelle maggiori città della Repubblica Ceca.

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