venerdì, 19 Luglio, 2019

ZITTO E… MOSCA

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Un vero e proprio Russiagate tutto in salsa italiana, o meglio padana, mette in pericolo non solo il Partito di Salvini e il Governo, ma la credibilità di un intero Paese. Tutto svelato da un’inchiesta del giornalista Alberto Nardelli corredata da audio dove si certifica l’incontro all’hotel Metropol di Mosca dello scorso ottobre tra sei uomini, tre russi e tre italiani tra cui Gianluca Savoini, Presidente dell’Associazione culturale Lombardia Russia. Nell’audio l’ex portavoce del leader della Lega che spiega: “Vogliamo cambiare l’Europa. La nuova Europa deve essere molto più vicina alla Russia”.
Il segretario della Lega nega, ma ancora una volta viene smentito, stavolta dalle foto, uno scatto che mostra il capo della segreteria del ministro, Andrea Paganella, parlare con Savoini al convegno di Confindustria Russia.
“Il luogo dove il Ministro dell’Interno dovrebbe fare chiarezza sui rapporti con la Russia di Putin è l’aula parlamentare, non i social network. Salvini ha il dovere istituzionale di spiegare nelle sedi opportune cosa sia successo”. Così Riccardo Nencini, senatore e presidente del PSI, riguardo l’ipotesi che la Lega abbia ricevuto finanziamenti esteri su cui è stata aperta una inchiesta. ”I rapporti con l’estero e il silenzio che ne è conseguito hanno pesato sull’Italia per gran parte della storia della Repubblica”- ha aggiunto Nencini. “Salvini ha il dovere della verità”. “Il secondo dovere istituzionale deve sentirlo ugualmente forte la presidenza del Senato”, ha puntualizzato. “I lavori riprenderanno martedì prossimo: sia la presidente Casellati a chiedere al Ministro Salvini di riferire rapidamente in Aula, poiché potrebbero essere a rischio la sicurezza nazionale e gli impegni assunti dal Paese in politica estera e dato che pare siano stati patteggiati denari con uno stato estero” ha concluso Nencini.
Desta ancora sconcerto proprio il comportamento della Presidente del Senato che ha portato alla bagarre in Aula ieri, chiamando le rivelazioni che in Austria hanno portato alla fine dell’esecutivo, liquidati dalla Alberti Casellati come “pettegolezzi giornalistici”.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sui presunti fondi russi alla Lega e l’ipotesi di reato è di corruzione internazionale.
“Quella di Savoini è questione molto seria: c’è un esponente della Lega che partecipa alle riunioni con i russi in italia e in Russia, viene coinvolto in registrazioni in cui si dicono delle cose incredibili e il ministro Salvini che fa? Invece di cacciarlo via e dire che è un millantatore, un truffatore, una mela marcia, ogni volta che qualcuno gli chiede di Savoini fa battute.Per un ministro degli Interni è un atteggiamento allarmante”, dice il Presidente del Partito democratico, Paolo Gentiloni, a 24Mattino.
Nessuna dichiarazione da parte di esponenti del Governo per mettere al riparo la posizione di Roma, nemmeno dalla Farnesina.

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