domenica, 26 Settembre, 2021

 Olimpiadi, una vecchia e stanca signora di 125 anni

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Con la generazione Y (i millennial) e soprattutto con la generazione Z la società è radicalmente cambiata, gli unici che non se ne sono accorti siamo noi della generazione precedente e quelli della successiva che, peraltro, si sta pensando come definirla. La breve considerazione in premessa vuole toccare il ‘bisticcio’, passatemi il termine, delle Olimpiadi, Olimpiadi dove si sarebbe dovuto cogliere la palla al balzo e, complice la pandemia, cambiarne radicalmente la obsoleta organizzazione, che a Tokyo sta mostrando tutta la stanchezza di una vecchia signora che dal 1896, ogni quattro anni, si presta sempre più stanca ed annoiata a varare lo spettacolo della ripetitività. Ricordiamo, infatti, che le prime Olimpiadi dell’era moderna si svolsero ad Atene alla fine dell’Ottocento. Questo pensiero mi viene perché Federica Pellegrini, per esempio, ormai più campionessa dello spettacolo che del nuoto, rappresenterebbe quell’inizio di modernizzazione delle società sportive rimaste aggrappate alle curve del Circo Massimo, piuttosto che allo sport come spettacolo tout court. Dopo essere approdata alla sua quinta olimpiade, per giunta qualificandosi in finale, dovrebbe essere lei la responsabile nazionale di nuoto, acchiapperebbe la fantasia di tutti quei giovani e giovanissimi delle generazioni Y e Z che non guardano più allo sport scalmanato degli spalti, ma allo sport spettacolo. In America sono maestri in questo, fosse altro perché i ‘campioni’ vengono tutti dalle squadre universitarie…un po’ come il canottaggio in Inghilterra; mentre noi, con i nostri dirigenti italici, siamo rimasti ai tempi di Primo Carnera e Fausto Coppi, senza dimenticare, per carità, Giovanni Malagò. Riflessioni ad alta voce mentre assisto alle Olimpiadi di Tokyo che ancora prima di iniziare avevano già annoiato anche il Presidente dello ‘sponsor’ ufficiale dei Giochi Olimpici.

 

Angelo Santoro

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