martedì, 3 Agosto, 2021

Il neonato salvato a Ceuta: che sia un segno?!

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La distanza fra la costa marocchina e quella di Ceuta, l’enclave spagnola in Africa, non è moltissima; al punto che un buon nuotatore potrebbe impiegare non più di una ventina di minuti, ma molti dei migranti che si buttavano in acqua a malapena stavano a galla, aggrappandosi perfino alle bottiglie di plastica vuote! Pensate, la madre del neonato si presume stesse aggrappata ad un salvagente giocattolo. Ed è in quelle acque, in quella situazione surreale, che il sommozzatore spagnolo ha guardato proprio in quella direzione, nemmeno qualcuno lo avesse guidato, e ha visto spuntare tra le onde, come fosse un gigante, la testolina del bambino nato pochi giorni prima: solo un attimo dopo il corpicino sarebbe scomparso alla vista dell’uomo…e alla vita. Dicevo, come fosse un gigante, in quanto sono convinto che, in quel preciso momento, il neonato tra i marosi sia stato uno squarcio di luce Divina…un messaggio per gli uomini. Tanto è stato raccontato, e ancora molto ci sarà da narrare sull’episodio: spiegazioni mediche ci diranno che i neonati non possono affogare perché, a quell’età (come se un neonato avesse età!) si chiude automaticamente la glottide, impedendo all’acqua di raggiungere i polmoni, altri che ci ricorderanno che il bambino era appena scivolato via dalle braccia di sua mamma, e tanto altro ancora. L’unica cosa inconfutabile è che, in quel tratto di mare che divide la costa marocchina da quella di Ceuta, è stato salvato dalla Guardia Civil un neonato di due mesi, solo e tra le onde del mare, vestito di un pigiamino a righe, cuffietta e guantini, miracolosamente vivo…che sia un segno?!

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