venerdì, 3 Dicembre, 2021

1° Maggio delle Donne Socialiste di Torino e del Piemonte

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L’Italia sta vivendo tempi tragici e difficili, tragici per la pandemia e difficili nel clima politico per il progressivo incalzare della destra più reazionaria, impregnata violentemente di nostalgia fascista. E tutto il popolo ne subisce pesanti e dolorose conseguenze, in particolare le donne, che non solo devono sopportare in famiglia un grave disagio economico per via di una crescente mancanza di lavoro, ma che devono vivere altresì il terrore dell’incalzante fenomento del femminicidio (nel 2020 ogni tre giorni ne è uccisa una), una ferocia sanguinaria spesso conclusa dopo violenze e stupri.

All’orizzonte però altre e non meno pesanti violazioni dei loro diritti si stanno profilando, dei veri e propri attentati a quelli conquistati con dure lotte negli scorsi anni 70, in particolare al diritto all’aborto. A questo ultimo proposito noi Donne Socialiste del Piemonte lanciamo un sonoro allarme per avversare l’intendimento della Giunta Regionale Cirio, (che già contravviene alle Linee Guida sulla 194, emesse dal ministro Speranza nello scorso settembre) con i suoi assessori Icardi e Marrone, di voler boicottare i Consultori remando contro la Legge 194 e, comunque, in violazione di questa. Obiettivo di questi politici è stato impedire al Consultorio di fornire la pillola RU486, che procura l’aborto farmaceutico, per lasciarne il compito solo ad alcuni ospedali. Le conseguenze sono chiaramente immaginabili, perché non solo si manda la donna a pietire ancor più tra Consultorio ed Ospedale, costringendola a raccontarsi in giro, donna già in sofferenza per la decisione presa o magari perchè labile o straniera, ma perché anche si allarga la strada degli aborti clandestini, praticati da mammane (esistono ancora…) per donne indigenti o da medici ginecologi in cliniche private (talvolta obiettori di coscienza nella struttura pubblica, dove sono il 70-80% del corpo medico) per donne in situazioni economiche migliori.

E non finisce qui. Marrone, che forse per il suo cognome ha familiarità per il colore, non apprezza il lavoro dei Consultori, ispirati dalla sinistra (colore rosso) e va in depressione con la vista che gli fa veder nero (e come poteva altrimenti un assessore di Fratelli d’Italia?). Ma, sempre Marrone pensa ad una cura. Si tratta d’inserire all’interno di Consultori e Ospedali delle Commissioni per la vita, per aiutare le donne, cioè dissuaderle, dal far valere quei diritti, che la L.194 ha inteso per loro, ma, in realtà, per suscitare in loro un senso di colpa in grado di annebbiare la loro libertà di decisione. Contro queste nere manovre le donne del Piemonte stanno manifestando in piazza, portandovi la loro indignazione, la loro rabbia, gridando un profondo dolore, accusando quell’ipocrita buonismo dietro cui subdolamente si è celato qualsivoglia tentativo di violenza morale.

E tuttavia, non è stato neppure buonismo quello d’incollare manifesti antiabortisti sulle facciate esterne degli ospedali Valdese e Oftalmico da parte di coloro che ne incollano a favore della pena di morte, che inneggiano ai vari Trump di turno, che picchiano preferibilmente immigrati e neri (nonostante ne preferiscano…il colore). E che dire dei cimiteri con campi dedicati a feti abortiti, ma con i nomi delle loro madri riportati sulle croci (come avvenuto nel cimitero Flaminio di Roma)?
Ora basta! Le donne tutte devono venire definitivamente fuori dal guscio, devono marciare in massa contro l’uomo padrone, devono ribellarsi ad ogni genere di violenza, devono indignarsi contro chi le accusa di “essersela cercata”, contro chi le abusa e vigliaccamente insinua che siano state consenzienti, contro ogni intollerabile sfruttamento, perché ribellarsi non è solo una difesa del momento, ma è un esempio, un monito, un grido, un urlo capace di rendere alle future generazioni una felice condizione della vita pubblica nostrana.

Questo è il destino attuale del Socialismo, che noi donne saremo sempre impegnate a sostenere puntando decisamente contro ogni arroganza, contro ogni razzismo, contro ogni salvinismo mordente, contro tutto quanto rappresenta un attacco ai diritti di tutti. Una forte opposizione socialista, che noi compagne dobbiamo condurre insieme a tutte le bandiere, che si vorranno accodare ed unire alla nostra. Anche questo è il 1° Maggio.
Le Donne Socialiste di Torino e del Piemonte.

 

Matteo Avagliano
responsabile organizzazione ed ufficio stampa Psi Torino

 

Ersilia Lisi
Psi Torino

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