venerdì, 18 Giugno, 2021

Marco Di Lello (Psi): «Giù le mani dai vincoli anti-abusivismo sul Vesuvio»

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La chiamano “zona rossa” e comprende i 18 comuni alle pendici del Vesuvio più esposti al rischio sismico/vulcanico. Ma non è tutto. L’area, che comprende comuni come Somma Vesuviana, Torre del Greco, Sant’Anastasia è anche una delle zone con la più alta densità di popolazione d’Italia: se il vulcano, addormentato dal 1944, eruttasse ancora sarebbe un massacro. Come se non bastasse, a rendere ancor più critico questo stato di cose, è la miopia politica, un pericolo ancora più insidioso di quello del Vesuvio. Proprio in questi giorni, in Regione Campania, è in discussione, infatti, un disegno di legge che si propone di eliminare tutta una serie di vincoli che impediscono l’edificazione abusiva in zone a rischio. «Il Gruppo socialista farà una battaglia estrema su questo punto» ha dichiarato all’Avanti!online il coordinatore nazionale del PSI Marco Di Lello, denunciando i pericoli di speculazioni politiche scellerate.

Come commenta il provvedimento shock anti “zona rossa” che stanno discutendo in Regione?

I socialisti sono impegnati in una battaglia a difesa della legge e della civiltà. Soprattutto alla luce di quanto successo in Emilia, abbiamo avuto dimostrazione chiara che non investire in prevenzione porta prima di tutto la tragedia umana, poi ad una spesa addirittura 5 volte superiore nel momento in cui si deve affrontare l’emergenza. Ripeto, è un fatto di civiltà e di difesa di una legge che è lì per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e non di conservatorismo come si è detto. E’ una battaglia che definirei fra Illuministi e Sanfedisti: a qualche mese dalle celebrazioni per l’Unità d’Italia, in troppe circostanze, piuttosto che unità ci si è trovati di fronte a retaggi direi borbonici nella gestione della cosa pubblica.

Qualche amministratore locale ha descritto i vincoli per arginare l’abusivismo come “ingiustizie” e “truffe”.

Sono posizioni paradossali che tradiscono un approccio culturale sul tema che è tipico di tanti amministratori locali che cercano facili consensi, spesso tollerando abusivismo e illegalità. Sono quegli stessi amministratori che, quando si verificano le tragedie sono in prima fila a piangere lacrime di coccodrillo dopo aver ingnorato le più elementari norme di prevenzione a scopo propagandistico. In questi anni il Pdl si è speso molto in promesse, con fini puramente elettorali, sul condono e sulla riapertura dei vincoli nella “zona rossa”.

Qual è la proposta del Psi sul tema?

Noi vorremmo innanzitutto che fosse rispettata la legge per preservare la sicurezza di chi è a rischio. In secondo luogo, l’unico modo per contrastare le proposte populiste è quello di trasformare la zona in un esempio innovativo di riforme urbanistiche che sappiano valorizzare le ricchezze naturali dell’area. Il Gruppo socialista farà una battaglia estrema su questo punto. Abbiamo proposto circa 700 emendamenti per impedire che si consumi l’ennesimo scempio. Come ricordato da Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera sabato scorso, la legge non si tocca ma bisogna anche costruire un progetto che coinvolga il Governo, l’Unione Europea e la Regione, per trasformare quella zona da un’area dormitorio in una a vocazione produttiva. Vogliamo che il turismo giochi un ruolo centrale: non dimentichiamo che stiamo parlando di meraviglie come Pompei, Ercolano e lo stesso cono del Vesuvio. Crediamo che sia un’area dove le case andrebbero convertite in alberghi e in strutture ricettive.

 Roberto Capocelli

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2 commenti

  1. tiziana medici on

    Marco di Lello, un socialista, nel periodo del suo assessorato all’urbanistica in Regione Campania ha scritto una delle pagine più importanti per la tutela e il governo del territorio la Legge 16 e il Piano Vesuvia. Non si può consentire alla Amministrazione regionale campana di toccare queste importanti conquiste!

  2. Francesco Ambrosio on

    Infatti, com’è possibile pensare ancora a condoni quando non c’è nemmeno più lo spazio per fuggire in caso di eruzione? O quando ormai abbiamo paesi dove vi sono più auto che abitanti ?

    Il tutto per una manciata di voti ed una sedia in parlamento?

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