martedì, 3 Agosto, 2021

75 anni di libera e democratica Repubblica

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La data del 2 giugno fa nascere in me da sempre molti sentimenti, molte emozioni, molti affetti. Lo considero il vero giorno di festa della nostra amata Italia.
Il 2 giugno 1946, esattamente 75 anni fa, gli italiani furono chiamati a scegliere con libero suffragio universale tra monarchia e repubblica la forma istituzionale del loro e nostro Paese. Questo dopo il doppio dramma del Ventennio nazi – fascista e della Seconda Guerra Mondiale.
Per la prima volta in una consultazione politica nazionale, accanto a circa 12 milioni di uomini, votarono anche ben oltre 13 milioni di donne. Si recò alle urne complessivamente l’89,08% degli allora oltre 28 milioni di cittadini aventi diritto al voto. I risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno 1946: 12.717.923 cittadini si espressero favorevoli alla repubblica e 10.719.284 invece favorevoli alla monarchia. Un esito, quindi, tutt’altro che scontato, in cui l’espressione delle donne è stata da più fonti considerata decisiva per la vittoria della nostra libera e democratica Repubblica Italiana. Nella notte fra il 12 e 13 giugno, durante la riunione del Consiglio dei Ministri, l’allora Presidente Alcide Degasperi, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato. L’ormai ex re Umberto II lasciò volontariamente il Paese il 13 giugno 1946, diretto in Portogallo, senza nemmeno attendere l’esito definitivo dei risultati e la pronuncia sui ricorsi, che saranno respinti dalla Corte di Cassazione il 18 giugno 1946. I sostenitori della monarchia lamentarono brogli elettorali nella consultazione popolare. Vi furono scontri provocati dai medesimi monarchici, con purtroppo anche alcune vittime. E’ giusto ricordare che il 2 giugno 1946, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell’Assemblea Costituente, a cui fu affidato il delicato storico compito di redigere la nuova Costituzione. Il 28 giugno 1946, nella sua prima riunione, l’Assemblea Costituente elesse a Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. Con l’entrata in vigore della nuova Costituzione della Repubblica Italiana, il 1º gennaio 1948, De Nicola assunse le funzioni di primo Presidente della Repubblica. Fu un passaggio di grande importanza, si chiudeva un periodo della storia nazionale assai ricco di eventi, drammatici ma alla fine avvolti in una nuova positiva e propositiva volontà nazionale. Nel mese di maggio, sempre del 1946, fu poi eletto Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il primo a completare il previsto mandato di sette anni.
Tornando al 2 giugno 1946, mio padre Aldo tornava nella sua amata Lizzanella, munito di una semplice valigetta che ancora conservo, dopo ben sette anni tra guerra in Nord Africa e prigionia in Inghilterra. Mio nonno Mario lo accolse alla stazione dei treni di Rovereto e lo invitò subito ad andare a votare. Chiaramente per la Repubblica, la nostra famiglia ha sempre avuto e mantenuto forti ideali socialisti.

Ecco il perché il 2 giugno assume per me un significato molto intimo e di autentica emozione. 75 anni fa gli italiani si mettevano alle spalle decenni infausti, insanguati da milioni di lutti giovanili, di tristi lontananze, di vigliacche incessanti offese alla libertà e alla dignità di ogni persone. Ma vinse il coraggio necessario per conquistare la democrazia, e con esso una rinnovata forza che ci accompagnò come popolo italiano verso un più giusto e tanto atteso minimo benessere collettivo.
Vorrei che il 2 giugno fosse vissuto con serenità e orgoglio in ogni famiglia italiana. Auspico un giorno di vera festa che tutti gli italiani, donne e uomini, giovani e anziani, sappiano vivere con maggior reciproco rispetto. Ne abbiamo tutte e tutti tanto bisogno.

 

Paolo Farinati

 

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