domenica, 16 Maggio, 2021

A.A.A. Laureato in Parlamento cercansi: in Italia solo il 64,6%

0

«Dal 1948 al 2007 nel Parlamento italiano la percentuale di laureati è scesa dal 91,4% della prima legislatura al 64,6% della quindicesima». Non è la solita battutaccia di Grillo a caccia di consensi facili contro la nostra classe politica, ma quanto emerge, secondo il presidente di Confindustria Giovani Jacopo Morelli, da i dati diffusi nella relazione del 42° Convegno di Santa Margherita Ligure in corso oggi, facendo il punto su un tema così trasversale e scomodo. La parabola discendente descritta nella ricerca descrive parlamentari che negli ultimi anni sono passati dall’avere una laurea al portarsi la mortadella in aula. Tra cellulari e cori da stadio, il dato riferito da Jacopo Morelli è solo la ciliegina sulla torta, che forse non lascia neppure troppo sorpresi gli elettori.

HOLLANDE ALLIEVO DI SCIENCE PO – A differenza di quanto avviene in Italia, la maggior parte dei politici francesi non solo è in possesso di una laurea, ma passa quasi sempre attraverso l’Istituto degli studi politici di Parigi. Anche l’attuale presidente della Repubblica francese, il socialista Francois Hollande si è laureato all’Institut d’études politiques, e non è il solo perché chi vuole fare politica, in Francia, sa già quanto gli studi di Sciences Po siano una tappa quasi obbligata, designata già dal governo di De Gaulle come istituzione incaricata di promuovere «il progresso e la diffusione, dentro e fuori dalla Francia, delle scienze politiche, economiche e sociali».

IN FRANCIA ALTA FORMAZIONE NELLA P.A. – I francesi possono stare tranquilli, perché tutti i loro statisti escono da Science Po con una vastissima preparazione che va dalle scienze sociali, tra cui l’economia, la finanza, il management passando attraverso la storia contemporanea, la geografia, il diritto costituzionale, amministrativo ed economico senza trascurare anche la filosofia, la sociologia e le relazioni internazionali. Sempre in Francia, oltre alla classe politica, fu stabilito che anche il corpo della pubblica amministrazione dovesse affrontare un’alta formazione, in particolare della Scuola Nazionale d’Amministrazione che permette inoltre un accesso alla PA attraverso criteri meritocratici piuttosto che clientelari.

IN ITALIA MORTADELLE E SOUBRETTES – «I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo» diceva il socialista Sandro Pertini, settimo Presidente della Repubblica italiana nonché uno degli storici direttori dell’Avanti!. Pertini, se paragonato alla classe politica attuale, è uno degli esempi più calzanti di quanto la politica abbia perso il proprio valore nel corso degli anni, perché in Italia funziona diversamente dalla Francia, e i percorsi di studi seguiti dai nostri politici sono i più vari: si passa dalle lauree taroccate del “Trota” alle tesi discusse in tarda età (almeno 20 o 30 anni anni fuori tempo, come Scajola laureato a 53 anni), da preparazioni che si fermano alla maturità a titoli di studio molto diversi dalla competenza richiesta per il ruolo svolto, carriere i cui risultati spesso vanno dal titolo di Miss Italia a diplomi, senza applicazione, in scienze motorie. Se attualmente il governo italiano è composto da “professori”, senza nulla togliere all’esperienza sul campo, alla gavetta politica fatta tra la gente, non si può non scuotere la testa leggendo i dati rivelati oggi (solo poco più della metà dei politici dispone di una laurea) che si sommano alle mortadelle sventolate, alle soubrette statiste improvvisate e agli sfondoni grammaticali o culturali dei nostri politici.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply